sabato, Settembre 25

Intelligence economica: grande assente a Bruxelles

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L’intelligence economica‘ o ‘informazione economica’ è sempre stata una delle priorità delle società umane, poiché la catena produttiva, le fonti di materie prime e le minacce che a queste potevano essere rivolte, erano in grado di costituire la causa stessa della vita o della morte di una collettività. La storia dell’uomo è anche la storia di come questo abbia cercato di adattarsi all’ambiente circostante cercando di conoscerne le insidie e le opportunità.
Questo concetto viene ripreso soprattutto durante la nascita dottrinale dell’Unione Europea.
La Commissione europea intitolata un piccolo libricino ‘Una politica della competitività industriale per l’Unione europea‘ che faceva appello agli Stati membri affinché facessero leva sulle carte vincenti dell’Unione nello sfruttamento del nuovo concetto di intelligence economica che costituirebbe uno dei principali aspetti della società dell’informazione.
L’ex Primo Ministro francese, Édith Cresson, ha cercato di incoraggiare l’interesse della Commissione europea per l’intelligence economica, auspicando la creazione di un ‘sistema d’intelligence economica europeo‘ pilotato dalla Direzione Generale XII.
Tale sistema auspica un rafforzamento della partnership pubblico-privato, con lo scopo di valorizzare le fonti di informazioni economiche, tecnologiche, giuridiche degli Stati nei confronti delle imprese allo scopo di competere alla pari con America e Cina.

Nel 1995, preoccupata della perdita di competitività delle imprese europee, la Commissione aveva chiamato gli Stati membri a sostenere i propri settori di ricerca e sviluppo e a mettere in atto delle azioni di ‘intelligence economica’, ossia azioni concertate di ricerca, trattamento e distribuzione dell’informazione, utili agli attori economici.

L’espressioneintelligence economicaè dottrinalmente superata, infatti è sparita dai documenti dell’Unione Europea, in quanto secondo l’UE l’azione da intraprendere sarebbe la cosiddettaveglia‘, che permetterebbe di migliorare l’innovazione delle imprese europee.
La Commissione europea da un lato conta, infatti, sulla veglia, per aiutare le imprese europee a essere più competitive, e dall’altro lato sul ‘benchmarking’, che consiste nell’osservare e trarre ispirazione dai buoni metodi della concorrenza.

Nel 1999, rendendosi conto del ritardo europeo nel campo dell’informazione, la Commissione ha pubblicato ‘Il libro verde sull’informazione del settore pubblico nella società dell’informazione‘, che invita gli Stati membri a prendere iniziative concrete per colmare questo ritardo.

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