lunedì, Settembre 27

Insulti, minacce ed altri programmi politici field_506ffbaa4a8d4

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Dunque. L’ennesimo fuoriclasse che si presenta è Ferdinando Polegato, paraleghista mussoliniano candidato Sindaco a Pordenone con la sua lista ‘Rebalton’, cioè ‘Italia rovesciata’. Espone il suo moderatissimo programma per rimettere a posto il Paese a ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’: «Vendola? E’ un gay che ha adottato un bambino, quindi va impalato e castrato chimicamente. Il problema è trovare un palo abbastanza grande». Allargando quindi il campo, come doveroso in ogni visione politica di ampio respiro: «Siamo governati da massoni, da mafiosi e da marionette. Sul mio manifesto volevo scrivere ’Uccidiamoli alle spalle per alto tradimento’». Poi momentaneamente ripiega su un più moderato «Mandiamoli in galera per alto tradimento». Confidiamo che una volta preso il potere, ora nella sua città poi nel Friuli-Venezia Giulia infine immarcescibilmente in tutta Italia, ritorni alla volontà di applicare la versione più radicale del suo progetto, intanto non delude affermando «Qui ci vuole il manganello oppure facciamo una rivoluzione armata ed è la fine. Vincere e vinceremo!». Una vera garanzia.

Passando dalla demenza all’intelligenza il più raffinato, ma infine ben più feroce, Maurizio Crozza in ‘di Martedì’ su ‘La7’ esprime il proprio intercontinentale apprezzamento per due politici: «Salvini ha incontrato Trump a Philadelphia. Avrei voluto essere una mosca. Non per sentire quello che dicevano, ma solo per avere l’imbarazzo su chi posarmi». E per una volta pure lui ci sconcerta (Crozza intendiamo, ché gli altri lo fanno regolarmente). Il povero Silvio Berlusconi (in compagnia di Adriano Galliani) in compenso il suo periodico ‘picco di insulti’ lo sta ricevendo soprattutto dai tifosi del Milan, causa progressivo affondamento della squadra cui pure tanto ha dato. Quelli che dovevano essergli fedeli sino alla fine ma che a seguirlo nell’inesistente ‘Ridotto della Valtellina’ non ci pensano proprio, anzi alla vigilia della possibile cessione del ‘diavolo’ non hanno pietà. E poi via enumerando: ingiurie di Forza Nuova ai partigiani dell’Anpi per il 25 aprile, gli show quotidiani della premiata ditta Vittorio Sgarbi e Giuseppe Cruciani, ce n’è ovunque e per tutti i gusti. Insulti e minacce sono più che mai il sale della politica italiana e dintorni. Ma visto che a parte qualche fantasioso d’eccellenza la gran parte ricade ben presto nella solita ripetitività, al fine di sprovincializzare la nostra politica e comunicazione forniamo un piccolo prontuario internazionale di feroci contumelie adattabili ad ogni contesto e situazione. Opportunamente depurato dalle più pesanti (quindi figuratevi il possibile resto…).

Ed ecco, per governanti, politici, imprenditori intercettabili, giornalisti, conduttori e chiunque ne abbia necessità. Gaelico: «Go n-ithe an cat thu, is go n-ithe an diabhal an cat!», «Un gatto ti mangi, e poi il diavolo si mangi il gatto» (molto indicato per tutti gli scontri interreligiosi). Russo: «Perhot’ podzalupnaya», «Hai la forfora nel sedere» (stessa radice del romanesco «Te poi  fa’ l’ignizzioni ‘n faccia»). Cinese: «Ni muqin shi yi ge da wugui!», «Tua madre è una grande tartaruga» (animale notoriamente non monogamo). Finlandese: «Äitisi nai poroja!», «Tua madre ha sposato una renna!» (analogo, il riferimento alle corna è un po’ banalotto ma l’effetto esoterico del linguaggio e la difficoltà di traduzione lo rendono assai efficace. E poi l’assonanza finale…). Afrikaans: «Ek wens jou vingers verander in vishoeke, en jou balle begin te jeuk!», «Le tue dita si trasformino in ami da pesca e poi ti prudano le palle» (diretto, pratico, sanguinoso non solo in senso figurato). Turco: «Sana girsin keman yayi!», «Possa l’arco di un violino entrare nel tuo ano» (assai volgare, ma con il pregio del contrasto tra evocazione del dolce suono dello strumento ed atipico utilizzo di una sua parte). Giapponese: «Hesomagari», «Ombelico stritolato» (non si capisce bene cosa esattamente significhi, ma forse proprio qui sta la sua sintetica forza). Yiddish: «Lign in drerd un bakn beygl!», «Che tu possa giacere a terra e sfornare bagel» (ancor più misterioso, di conseguenza ancor più minaccioso ed inquietante. Comunque per chi fosse interessato il bagel è una pasta lievitata a forma di grosso anello, prima scottata in acqua poi cotta al forno). Alla fine risulta quasi affettuoso il bulgaro «Grozna si kato salata», «Sei brutto come l’insalata». In ogni caso profferiti in lingua originale causano sconcerto, irritazione, invito a ripetere per memorizzare ed affannosa corsa a cercare un affidabile traduttore madrelingua, tanto più difficile da trovare quanto più questa sia esotica. Segnaliamo peraltro pure il formidabile tomo ‘Ditelo in latino. Insulti, ingiurie, contumelie dell’Antichità romana in un dilettevole dizionario ragionato ad uso dei moderni’ di Gerhard Fink, esimio filologo classico tedesco recentemente scomparso lasciando vasto rimpianto. Edito da Longanesi in una ormai quasi introvabile edizione del 1992 è molto ambito da dotti e cultori del genere. Così, giusto per alzare il livello…

 

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