sabato, Settembre 18

InSight ha toccato il suolo di Marte, con il contributo italiano Non c’è sonda che studi Marte senza il contributo italiano, ha dichiarato il Commissario Starordinario dell'ASI, Piero Benvenuti

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Sono stati assai lunghi quei sei minuti e spiccioli di secondi in cui ieri sera InSight ha toccato il suolo di Marte, ma tutto ha funzionato in modo spettacolarmente perfetto e si è concluso con l’abbraccio di tecnici e operatori del Jet Propulsion Lab che seguivano con cura le ultime fasi, le più delicate.

Gli appassionati non hanno perso un secondo dell’ammartaggio del lander su Elysium Planitia conclusasi dopo un viaggio durato 458 milioni di km. «Oggi siamo atterrati con successo su Marte per l’ottava volta nella storia», ha dichiarato Jim Bridenstine, amministratore della NASA. E le fasi finali sono state molto intense. Questi i dati più significativi.
Alle 20:40 italiane è avvenuta la separazione della sonda dalla piattaforma poi un minuto dopo il veicolo si è posizionato correttamente per l’ingresso in atmosfera angolandosi a 21°, alla velocità di 19.800 chilometri orari per iniziare la corsa verso il suolo. Alle 20:49 lo scudo termico ha raggiunto la temperatura di 1.500°: 15 secondi dopo, la decelerazione ha toccato il picco ma poi alle 20:51 si è aperto il paracadute nella rarefatta atmosfera del pianeta e subito dopo è avvenuto il distacco dello scudo termico. Dopo 10 secondi è avvenuta l’estrazione del trespolo di sostegno, quindi si è attivato il radar per misurare la distanza dal suolo a cui ha fatto seguito l’accensione dei retrorazzi e alla fine, alle 20:54 è avvenuto il contatto con Marte. Il primo segnale è stato captato alle 21:01, ritrasmesso verso il JPL grazie ad uno dei due cubesat sperimentali MarCO lanciati insieme ad InSight e di cui ne hanno seguito la traiettoria.

InSight inizierà a raccogliere dati scientifici entro la prima settimana sulla superficie, sebbene i tecnici si concentreranno soprattutto nel posare alcuni strumenti sul suolo marziano. Almeno due giorni dopo l’atterraggio, il team di NASA inizierà il dispiegamento del braccio robotico lungo 1,8 metri in maniera tale da poter fotografare il panorama.
Con l’atterraggio di InSight ad Elysium Planitia, la NASA è riuscita a far atterrare con successo un veicolo sul pianeta rosso per ben otto volte.
La missione di InSight è gestita dal JPL per conto del Science Mission Directorate di NASA. InSight fa parte del Programma Discovery, a sua volta gestito dal Marhall Space Flight Center di NASA.

«L’impegno italiano in questa contesto è elevato e siamo in prima linea nell’esplorazione di Marte. Potremmo dire che non c’è sonda che studi Marte senza il contributo italiano», ha dichiarato il Commissario Starordinario dell’ASI, Piero Benvenuti. A bordo del lander di Insight è presente Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’INFN con il supporto dell’ASI, fornirà la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte. «Non posso poi non ricordare il coinvolgimento della Sardegna Deep Space Antenna, la grande parabola sarda del radiotelescopio SRT, che ha ricevuto i dati e seguito le fasi di atterraggio di InSight. La sonda USA apre la strada alle due successive missioni marziane: ExoMars 2020, missione dell’ESA a guida italiana scientifica e industriale e quella sempre statunitense Mars2020». Entrambe porteranno sul suolo del pianeta rosso un rover. In particolare ExoMars studierà per la prima volta il sottosuolo marziano fino a 2 metri nella speranza di trovare tracce di una evoluzione biologica passata o presente. «Tutto quel che riusciamo a scoprire del pianeta più simile alla Terra ha una valenza scientifica e filosofica di grande portata per tutti noi», ha concluso Benvenuti.

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