giovedì, Aprile 22

Inquietudine ed Inquietanti

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Da un lato la ‘Chiesa inquieta’ di Francesco, dall’altro l’’Italia inquietante’. Riprendendo il paradosso del laico e laicista Marco Pannella che, Wojtyla regnante, voleva chiedere la cittadinanza Vaticana, verrebbe voglia di fare, e davvero, altrettanto. Ché, se lì abbiamo l’Inquietudine, qui gli Inquietanti.

In primo luogo Matteo Renzi e Matteo Salvini, i due evangelisti spuri di un proprio personalissimo evangelo. Termine che, di suo, significherebbe ‘buon annuncio’: e certo qui di annunci ne abbiamo avuti, ne abbiamo, quanti se ne vuole. Quanto al fatto che poi si traducano in fatti, e fatti buoni, ben ce ne corre. L’Inquietante Presidente del Consiglio ha ormai dimostrato un animus ben più aggressivo del suo reale ‘padre spirituale e politico’, l’eretto di Arcore. Dando in pieno ragione a Giuliano Ferrara (altro ben ben Inquietante), inventore della formula del ‘Royal baby’. Quali i confini della sua autocrazia (di Renzi, non di Ferrara), quale la sua vera visione, e dove porterà il suo ‘Piano di conquista di mondo’, italico e non solo? E’ tutto da vedere, ma difficilmente sarà un bel vedere. Il neoleader del centrodestra italiano (pochissimo il centro) ottiene ciò che si è meritatamente e faticosamente conquistato, riducendo forzitalioti e fratellitaliani a vassalli, mentre brividi ci corrono lungo la schiena.

Silvio Berlusconi, il padre di tutti gli Inquietanti, si sta giocando al meglio i pochi spiccioli che gli sono rimasti, sia come parlamentari che, soprattutto, come consenso popolare ed elettorale che può essere suscitato dal proprio, incandidabile, nome. Nel senso proprio etimologico: impossibile renderlo nuovamente candido. Ma anche proprio: non può concorrere all’elettorato passivo. Epperò sta dimostrando per l’ennesima volta la propria intelligenza, ed il proprio Inquietante pragmatismo politico: investendo il resto del ‘patrimonio’ su di un erede che lo tuteli. E Salvini ha dimostrato di non essere, in generale, un ingrato, anche a costo di dover trangugiare (e soprattutto far ingollare ai suoi) rospi d’ogni genere, traguardando un ‘fine superiore’.

Si tratta di tre ‘diversamente Inquietanti’, cui vanno però riconosciute qualità superiori, personali e politiche. Non saranno dei ‘Geni del male’ (uno magari sì), ma certamente si tratta di Inquietanti di livello. Ai tre ‘Inquietanti Maggiori’, si affiancano però pletore di figure di rincalzo. Inquietanti nella propria pretesa di ottenere, a ricasco, posti e prebende politiche. Giorgia Meloni, ad esempio e quasi in primis, la cui ‘mancanza di sostanza’ è stata, e sembra sempre più essere, superata da un’aggressiva ‘giovanil baldanza’. Che potrebbe portarla, a breve, a concorrere come Sindaco di ‘Roma Capitale’, e pure con qualche chance.

E poi le tante, randomiche, Inquietanti presenze diffuse: Gianroberto Casaleggio (per il berrettino, se non altro…), l’Immarcescibile Inquietante Ignazio La Russa, il sempre più Inquietante Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, le ormai quasi attempate (e da sempre più che Inquietanti) girl berlusconiane e paraberlusconiane, da Daniela Santanchè alla ‘badante’ Maria Rosaria Rossi, al conflittuale duo Maria Stella GelminiMara Carfagna (su cui continua a pesare il dilemma su quale delle due, o magari tutte e due…), sino alla fidanzataquasifidanzatanonpiùfidanzatamaforsedinuovofidanzata Francesca Pascale (già, ma ‘Pascale’ sarà il cognome, o non magari il nome, ché vai a sapere nella vita. Inquietante questione). Per arrivare, in questo minestrone indistinguibile ed indigeribile della nostra politica, ai ‘Giovani furbi’ (già ‘Giovani turchi’) del Partito Democratico ed al loro più baldo esponente, Matteo Orfini. E, ancora, a scelta, da Pierfurby Casini (copyright Roberto D’Agostino) al fantasma dell’ex homo novus Mario Monti, che come quello di Banquo continua a comparire per gli apparecchiati banchetti televisivi. Sino a tutto il sottobosco di Amministratori locali eletti perché se fare il giornalista è duro, ma sempre meglio che lavorare, fare l’Amministratore è ancor meglio che fare il giornalista. Ed è un ambito in cui i senzartenéparte del centrosinistra poco hanno da invidiare, quanto a comportamenti, diciamo così, ‘fuorinorma’, a quelli del centrodestra. Anzi.

Insomma da un lato abbiamo i nostri Inquietanti. Tanti. Dall’altro chi pervicacemente permette che continuino ad inquietarci. Noi stessi. Proprio per questo i più responsabili ed Inquietanti.

Quousque tandem… (*)

 

(*) “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”. “Sino a quando, Catilina, continuerai ad abusare della nostra pazienza”. Dalle ‘Catilinarie’ di Marco Tullio Cicerone. Appunto. “Quousque tandem…”.

 

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