mercoledì, Giugno 16

Ingrid, l’icona di Cannes

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Sarà perché si svolge nel paese ‘chic’ per antonomasia, sarà perché il solo nominare la Costa Azzurra ci evoca l’immagine di Brigitte Bardot su una spiaggia di Saint Tropez, sarà perché è simbolo di quel cinema francese intellettuale che si ispira alla nouvelle vague, ma quello di Cannes è considerato il più glamour di tutti i Festival cinematografici. Il direttore artistico Thierry Fremaux annuncerà il programma completo di questa 68esima edizione il 16 aprile, ma il presidente, o meglio, i presidenti di giuria sono già stati resi noti. Si tratta del duo registico più irriverente e geniale della storia del cinema, ovvero i fratelli registi del Minnesota Joel ed Ethan Coen che hanno fatto sapere: «Non vediamo l’ora di tornare a Cannes». A quanto pare la scelta dei due enfant terrible del cinema americano non è stata casuale come fa sapere la direzione del Festival francese e come si evince dal comunicato ufficiale della kermesse: «Il 2015 è la celebrazione dei 120 anni dell’invenzione del cinematografo da parte di altri due celebri fratelli del cinema: Louis e Auguste Lumière. Così il Festival sarà lieto di riconoscere, attraverso i Coen, il lavoro di tutti i fratelli del cinema che, fin dall’invenzione dei Lumière, hanno arricchito la sua storia. Il Festival in questi anni ha ospitato e premiato altri celebri fratelli come i Taviani e i Dardenne». Buona notizia per gli amanti di Woody Allen, il nuovo film del regista americano ‘Irrational man’ aprirà il Festival di Cannes come pellicola fuori concorso. Molto atteso anche ‘Inside out’, prodotto dal colosso di animazione Pixar e opera del regista di ‘Up’. Tra i film in concorso, invece, ci sarà anche l’Italia con ‘Mia madreNanni Moretti (molto amato in Francia), il pluripremitao Paolo Sorrentino con ‘Youth’ e Matteo Garrone con ‘Il racconto dei racconti’. Ogni anno Cannes sceglie il suo ‘volto icona’ pescando tra i nomi più illustri del passato showbiz. Se l’anno scorso è toccato al nostro Marcello Mastroianni, questa 68esima edizione del Festival di Cannes ha il volto radioso di Ingrid Bergman.

«Io e la mia famiglia siamo molto commossi dalla scelta del Festival di Cannes di mettere la nostra meravigliosa madre sul manifesto» ha dichiarato la figlia Isabella Rossellini e ancora: «Il suo percorso eccezionale ha toccato tanti Paesi, piccole produzioni artigianali europee e grandi film hollywoodiani. Mamma adorava il suo mestiere di attrice, per lei recitare non era una professione ma una vocazione. Diceva sempre: non ho scelto di recitare, è la recitazione che mi ha scelta». E proprio Isabella sarà presente a Cannes per presentare il tributo alla madre. Si tratta di uno spettacolo tratto dalla corrispondenza tra l’attrice e il regista Rossellini e vedrà in scena attori come Jeremy Irons e Fanny Ardant. La cosa più bella di questo omaggio alla Bergman è il fatto che quest’anno, se fosse in vita, avrebbe soffiato su cento candeline. Compagna e musa del regista Roberto Rossellini da cui ebbe tre figli (Robertino e le gemelle Isabella ed Isotta), Ingrid morì a 67 anni a Londra dopo aver a lungo lottato contro un cancro al seno. Per ricordarla Isabella due anni fa ha anche dato alle stampe il libro ‘Ingrid Bergman – A Life in Pictures’ (Una vita per immagini). «Per realizzare questo libro ho viaggiato in tutto il mondo. Certo, per farlo mi sono anche riconfrontata con il mio passato, a partire dal rapporto con i paparazzi e da quella foto con la sigaretta che mi fecero di nascosto quando avevo 13 anni e che fece montare su tutte le furie sia mamma sia papà» ha spiegato la Rossellini. Ma la vita della diva svedese, giunta ad Hollywood con il primo marito al seguito e la figlia Pia, non è stata sempre rose e fiori. L’incontro con Hitchcock frutterà alla Bergman ben tre film, tra cui il più celebre è senz’altro ‘Notorius’, al fianco del fascinoso Cary Grant. L’attrice non ci mette molto a diventare una star e ad essere incoronata dall’America puritana come il perfetto emblema della devota madre di famiglia. La stessa America che, quando si innamorerà del playboy per antonomasia, Roberto Rossellini, la metterà all’indice. Ma andiamo con ordine. Correva l’anno 1949 e Ingrid assiste insieme al marito alla proiezione di ‘Roma città aperta’. Stregata da quel modo di girare così anticonvenzionale e lontano anni luce dagli standard hollywoodiani, la Bergman scrive una lettera a Rossellini entrata nella leggenda: «Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il tedesco, che si fa capire in francese e che in italiano sa dire ti amo, sono pronta». Roberto, all’epoca legato sentimentalmente ad Anna Magnani, non ci mise molto ad accettare di far recitare la bella svedese nel suo ultimo progetto, ‘Stromboli’. Tra i due la passione divampò in breve tempo e tra le urla isteriche della Magnani e l’America attonita per il gesto di una delle sue star predilette, i due convolarono a nozze in Messico. Bergman abbandonò marito e figlia per il regista neorealista e dovette fare per sempre i conti con lo sconcerto dell’opinione pubblica. Anche questo matrimonio, però, dopo sette anni di unione e tre figli diede segni di cedimento. Era il 1957 e durante un lungo viaggio in India Rossellini si innamorò perdutamente della bella Sonali Das Gupta con cui tornò in Italia e che divenne la sua nuova compagna. «Tutti sapevano della sua storia, anche mia madre, eppure lei andò a prenderlo di ritorno dall’India all’aeroporto e davanti a tutti i fotografi lo abbracciò e baciò fino alla commozione. Come se nulla fosse successo» ha ricordato Isabella. La sua classe e il suo aplomb svedese hanno permesso ad Ingrid di oltrepassare incolume i tormenti del cuore. Conclusosi il suo secondo matrimonio decise infatti di tornare negli Stati Uniti dove convolò a nozze per la terza volta con un produttore teatrale svedese Lars Schmidt, ma tra i suoi flirt illustri è annoverato anche il fotoreporter Robert Capa. Bergman riuscì inoltre a tornare a lavorare nel cinema a stelle e strisce con il ruolo di Anastasia Romanov agguantando l’Oscar come migliore attrice per la seconda volta. «Sono stata una santa, poi una sgualdrina, poi di nuovo una santa, tutto in una vita» così Ingrid riassumeva le sue molte esistenze. Cannes ha deciso di omaggiarla in quanto “icona moderna, donna libera e audace” e proprio in questo modo, libera da etichette e facili stereotipi, la Bergman ha scelto di vivere. Durante una lunga intervista rilasciata ad Oriana Fallaci l’attrice svedese parlava così del suo ruolo di madre e del conflitto con quel lavoro che amava moltissimo: «Perché, dico, una donna deve scegliere una cosa sola e rinunciare all’altra? Perché? Essere attrice non significa mica essere una cattiva moglie o una cattiva madre. Io non sono né una cattiva moglie né una cattiva madre: eppure non sopporterei l’idea di lasciare il mio lavoro per sempre. Posso interromperlo per una settimana, un mese, un anno: per sempre, mai».

 

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