mercoledì, Settembre 22

Infernet: in un film l’Inferno del web field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Hai ricordato il film l’Affarista, è stata quella anche l ‘ultima  presenza di un attor comico  toscano come Giorgio Ariani, scomparso  il 6 marzo scorso?

Uno strepitoso cammeo il suo, era un grande attore, non solo un comico noto al vasto pubblico per aver prestato la sua voce come doppiatore ad Oliver Hardy (il popolare  Ollio) e per la partecipazione a molti film dedicati al personaggio di Pierino, ma anche per certe sue interpretazioni drammatiche.

In ogni tuo film  fai recitare gli allievi della tua scuola. Potresti parlarci di quel film, dove alcuni di loro erano protagonisti, un’opera di grande poesia che  è un atto d’amore verso Firenze, che s’intitola ‘Ultimo Carico’?

Quel film è del 2010 ed ha per protagonista un professore ottantenne che decide di dare una svolta alla propria vita, magistralmente interpretato da Giorgio De Giorgi e da Fabio Baronti, Donata Inghirami e   Costanza Innocenti. Quanto a Firenze, in quel film  è vista in una dimensione surreale. E’  il mio atto d’amore verso la città in cui ho scelto di vivere fin da studente. Non saprei vivere altrove. E’ stata una mia scelta di vita, fin da quando decisi di lasciare  il paese natio, vicino Agrigento, in Sicilia,  per studiare architettura e perseguire la mia passione per il cinema, il teatro, lo spettacolo.  Fu una sfida e una scommessa:  poter fare cinema fuori dalle  grandi  strutture cinematografiche, dai grandi studios, da Roma. Qui, a Firenze, ebbi la fortuna di frequentare la Bottega Teatrale di Vittorio Gassman e di Eduardo De Filippo. A entrambi sono riconoscente per il loro insegnamento. In particolare ricordo con affetto il grande Eduardo, di cui fui uno degli allievi prediletti. Ne ricordo la disponibilità verso noi giovani, la lucidità, la saggezza. Era bello il modo in cui si comunicava. Scrivemmo anche un libro a più  mani dal titolo ‘Simpatia’ ( edito da Einaudi). Pensa un po’, facevo arte  e studiavo architettura nella più bella città del mondo!

Vogliamo ricordare anche un altro ormai famoso regista, siciliano come te, Pasquale Scimeca, muovere i primi passi proprio a Firenze, alla Mediateca Regionale Toscana?

Con Pasquale iniziammo insieme lo stesso percorso, che lo ha portato  ai Festival Internazionali con il suo cinema impegnato,  in particolare con Placido Rizzotto, il film del 2000  dedicato al sindacalista socialista vittima della mafia. Con  lui c’è stata una stretta collaborazione, insieme producemmo un film che mi ha dato grande soddisfazione e che tu conosci bene: Né terra né cielo apprezzato in Francia,  sia al Festival di Annecy che a quello di Aiaccio dove vinse il 1° premio, e pure  in America, meno successo riscosse invece in Italia…

Ed è un peccato, perché l’originalità della trama, con quell’operaio licenziato che sale su una ciminiera per protesta, ha fatto scuola…

Anche quello autoprodotto e con la partecipazione degli allievi della Scuola, a vari livelli. Qui infatti si tengono corsi di recitazione, regia, montaggio, riprese, sceneggiatura, doppiaggio, critica  cinematografica.

Dalla tua Scuola sono usciti tanti giovani che poi hanno fatto strada, ne vuoi ricordare qualcuno?

 Martina Stella, Roberto Farnesi, Luigi Falorni, regista candidato all’Oscar per il film ‘Storia del  cammello che piange‘ e l’ ha frequentata anche Leonardo Pieraccioni, con il quale  si è stabilito un rapporto di sincera amicizia, ogni tanto lui viene per incontrarsi con gli allievi e ci regala ogni volta delle perle…E’ un vero talento. E’ lui che, parlando con Vittorio Cecchi Gori che cercava un regista  per dirigere Femmina, gli fece subito il mio nome. Poi, a mezzanotte, mi telefonò: ‘Beppe, domani vieni a Roma, c’è da fare un film per Vittorio’. Fra i miei docenti, c’è anche il critico cinematografico Giovanni Bogani, che la notte vedete ospite di Marzullo a parlare dei nuovi film.

Quanti giovani frequentano la tua Scuola?

Circa 150 e tutti con grande passione. Il cinema bisogna amarlo.

Come te, che spesso scrivi il soggetto, fai la regia ed  anche il montaggio, come in Infernet, ove hai firmato regia e montaggio.

Il montaggio mi piace, perché avendo già in testa l’idea del film che mi ero fatto, riesco a costruirlo come meglio credo. Il film, e qui viene fuori la mia  formazione, si progetta come un edificio, richiede una visione planimetrica, una  stabilità di  struttura, ha una sua architettura.

Dal 28 aprile, Infernet  si  proietta nelle varie sale d’Italia. Cosa ti aspetti?

 La stessa calorosa accoglienza che ha riscosso l’anteprima a Roma, al cinema Adriano. Infernet , che è stato girato in varie città, Firenze, Verona, Venezia, è un po’ l’uovo di Colombo. Un titolo  significativo, e varie storie  che portano alla luce verità scottanti, specchio  di una realtà amara, spesso violenta e dolorosa, alla quale bisogna saper reagire  recuperando quell’anima  che in molti casi si è smarrita.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->