sabato, dicembre 15

Infame Dibba: chi tacerà … acconsentirà Alla lista di proscrizione dei giornalisti, i ‘buoni’ abbiano quel tanto di senso dell’onore e di lealtà, da dissociarsi pubblicamente, con disgusto, da questa anticamera di regime: di regime della violenza, della sopraffazione, del conflitto di interessi, dell’oscurantismo intellettuale, dell’ignoranza fatta vanto

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Mentre a Palermo andava in scena la ‘Conferenza per la Libia’, quello che, purtroppo, era un flop annunciato (perchè era illegittima, e non solo per questo), ma, lo sottolineo ad alta voce, da non sottovalutare. Ero -lo ho scritto- e resto convinto e sarò convinto, che se Giuseppe Conte e compagni si decidono a lasciare mani libere alla nostra diplomazia, dando ad essa un solo compito chiaro, ovvero portare un minimo di ordine in Libia e difendere gli interessi italiani, senza pretendere di dettare legge, e meno che mai di risolvere autoritariamente il problema dei migranti, se lo fanno, abbiamo ancora scampoli di una diplomazia intelligente e capace, ricca di collegamenti e preparata. Ma deve essere libera dalle pastoie di questo governicchio imbelle e distratto, e contare solo sulla propria capacità e sulla competenza propria e di qualche esperto, vero, di diritto internazionale, non legato ai carri attuali e precedenti della politica parolaia e interessata. Così, ne sono certo, i risultati di questa conferenza potranno essere sorprendentemente positivi, in una prospettiva di lungo termine.

Mentre ciò confermo, assisto allibito, e, lo confesso, anche spaventato, alla lista di proscrizione dei giornalisti elaborata dall’Infame (lui, non i giornalisti che lui definisce così e anche peggio, in un linguaggio infantile da bar dell’orrore) Dibba. Ha preso, credo, lezioni da Erdogan -in partenza da Palermo, lasciata la ‘deludente’ -per la Turchia- Conferenza. Non entro nel merito di quella disgustosa lista, –nè qui la richiamo, non merita. Voglio solo sperare (in altri tempi avrei detto ‘augurarmi’, oggi no) che i giornalistibuonielencati da Dibba (e quelli non elencati ma ‘occhiolinati’) abbiano quel tanto di senso dell’onore e di lealtà, da dissociarsi pubblicamente, con disgusto, da questa anticamera di regime: di regime della violenza, della sopraffazione, del conflitto di interessi (che è connivenza di interessi … come dice oggi tutta la stampa, compreso il buon ‘Fatto’), dell’oscurantismo intellettuale, dell’ignoranza fatta vanto; pubblicamente per marcare la propria onorabilità e farci sapere chi tra loro è ancora credibile, perché chi tacerà … acconsentirà. E che quelli, ‘cattiviabbiano il buon gusto e il senso dell’onore di tacere e continuare il proprio lavoro, facendo ciò che loro (questi politicanti pericolosi) non farebbero e non faranno mai: il proprio lavoro senza livore, ma fondato sui fatti e sulle opinioni libere, diverse ma motivate e, magari, colte.

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