sabato, Maggio 8

Chi è Ines Arrimadas, l’incubo degli indipendentisti catalani Ritratto dell’avvocatessa che è, oggi, la più importante leader unionista catalana

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In tal senso, la sua carriera è relativamente giovane: corre l’anno 2010 e, spinta da un’amica, si presenta a un comizio di Ciudadanos presso il Teatro Romea, una delle più riconosciute istituzioni culturali locali. Da lì a poco, proprio grazie all’amato teatro, avviene la sua svolta politica; il leader della formazione centrista, Albert Rivera, ne percepisce il potenziale e così due anni dopo viene eletta per il primo dei suoi tre mandati presso la Generalitat: il secondo, iniziato nel 2015, è finito da poco e il terzo sta  -nel momento della stesura di questo pezzo- per iniziare.
La sua fama è cresciuta notevolmente, nei momenti più concitati della recente crisi catalana, grazie ai suoi durissimi attacchi in aula nei confronti dei rappresentanti separatisti e soprattutto verso l’ex Presidente Carles Puigdemont: i video degli interventi alla Generalitat sono stati rilanciati su Youtube e con il classico passaparola social sono diventati un fenomeno virale, arrivando sui desktop di numerosi utenti che ne hanno evidenziato la ferma verve e la roboante forza d’impeto dei discorsi, contribuendo alla costante condivisione dei contenuti in chiave unionista e antiseparatista.

In tal senso, vanno notati i grandi numeri dei suoi social network: 165mila fans su Facebook, 346mila followers su Twitter, 56mila su Instagram. Digitalmente parlando, niente male per un politico.

I fattori che determinano il gradimento medio di Arrimadas hanno tuttavia diverse ragioni: unica donna tra i candidati principali al Parlamento catalano, è un politico capace di parlare in televisione così come sui social, brava a rivolgersi ai giovani nonché nel coinvolgerli nel dialogo pubblico.
Se è vero che Ciudadanos è un partito tendenzialmente liberista, va altresì notato come spesso si cerchi di far coesistere il tema più strettamente economico con quello dei diritti sociali; è questa la chiave di lettura per poter leggere alcune proposte presenti nel programma per la Catalogna quali l’aumento dei soldi per gli asili, l’identificazione della disoccupazione come emergenza principale, il femminismo: temi che  -secondo i sondaggi-  potrebbero riuscire a far breccia anche in un elettorato tendenzialmente più propenso a esprimere il voto verso formazioni di sinistra.

Inés Arrimadas è, però, allo stato attuale tanto acclamata da poter diventare quasi, per assurdo, un problema per il Governo spagnolo; se da un certo punto di vista una sua eventuale vittoria garantirebbe un momento di sicurezza pari a un sollievo per l’Esecutivo guidato da Mariano Rajoy, dall’altro la sua dirompente forza mediatica potrebbe invece spingere Ciudadanos a chiedere di contare di più nell’attuale coalizione governativa, modificandone i non stabilissimi equilibri esistenti. Il ‘fattore Inésrischia quindi di poter contemporaneamente da un lato stabilizzare una regione e, dall’altro, di aprire scenari nazionali decisamente più astratti e imprevedibili, arrivando alla possibilità di compromettere l’attuale maggioranza al Governo del Paese, già faticosamente trovata dopo la ripetizione delle elezioni nazionali del 2015.
Saranno le urne a decidere quanto avverrà, ma di una cosa si può tranquillamente star certi: del ruolo del ciclone Inés nella Catalogna e nella Spagna del 2017 se ne parlerà, eccome.

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