sabato, Settembre 18

Chi è Ines Arrimadas, l’incubo degli indipendentisti catalani Ritratto dell’avvocatessa che è, oggi, la più importante leader unionista catalana

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Ines (Inés) Arrimadas. Quando i libri di storia parleranno del periodo contemporaneo, non potranno trascurare quanto sta avvenendo in Catalogna da un po’ di tempo a questa parte. Con il ritorno al voto di oggi 21 dicembre si segnerà probabilmente un’altra pagina indelebile di questo scontro ormai furioso tra i separatisti e gli unionisti, tra coloro che sperano in una Catalogna fatta Nazione e chi, invece, lotta per mantenere l’attuale status quo; è a questa seconda categoria che appartiene uno dei personaggi che più si stanno contraddistinguendo e facendo notare in questo periodo: la candidata di Ciudadanos, Inés Arrimadas.

Avvocatessa di 36 anni, è andalusa di nascita (nasce a Cádiz) e vive a Barcellona da circa 10 anni: non tantissimi ma le sono comunque bastati per apprendere perfettamente il catalano, approfondendone la conoscenza grazie a lezioni private pagate da uno dei suoi primi datori di lavoro, un’impresa di consulenza della pubblica amministrazione. Pur avendo vissuto per molto tempo a Barcellona, i suoi genitori provengono, tuttavia, dai dintorni di un’altra importante città spagnola, Salamanca. Ed è probabilmente proprio questo melting pot in salsa iberica ad averne plasmato le idee, soprattutto sul punto di vista identitario: in contrapposizione alle istanze separatiste, ha sempre dichiarato di sentirsi contemporaneamente catalana, andalusa, spagnola ed europea affermando la necessità di poter esprimere una propria identità e dei sentimenti che siano propri, personali e slegati dal processo legislativo.

A proposito di genealogia va detto che la passione politica è di famiglia; il padre, Rufino Arrimadas, è stato consigliere comunale di Jerez de la Frontera (Andalusia), in un periodo storico particolarmente complesso: quello a cavallo tra il 1979 e il 1983, immediatamente dopo la caduta del regime franchista. Anche lui, come la figlia, ebbe un ruolo importante in un momento storico non semplice: il partito di Rufino, l’UCD (Unión de Centro Democrático – Unione di Centro Democratico) passò dall’essere inizialmente opposizione al divenire poi maggioranza, alleandosi con i nazionalisti andalusi con il fine di scongiurare una mancata maggioranza numerica di governo nell’area. Per effettuare un parallelismo più vicino ai giorni nostri, è come se, dopo i fatti avvenuti nel recente passato in Catalogna, Inés proponesse un’alleanza con i separatisti per garantire la funzionalità quotidiana delle istituzioni: un atto politico difficilmente comprensibile oggi, ma che allora fu particolarmente importante, probabilmente indispensabile, soprattutto alla luce del nefasto clima che si respirava nei tempi del tentato colpo di stato del 1981.
Per farla breve, fasi di transizione che spesso portano a decisioni dure e difficili: in tal senso leggiamo corsi e ricorsi che paiono accomunare padre e figlia.

Inés Arrimadas ha un ruolo oggi importante ma, tuttavia, quello che aveva nel suo libro dei sogni era decisamente un altro obiettivo: diventare archeologa. Fu proprio per questo scopo che studiò al Collegio Religioso Nuestra Señora del Pilar di Jerez, mantenendo parallelamente un altro interesse forte: il teatro. Come spesso avviene, tuttavia, la vita indirizza gli individui presso altri lidi e in tal senso si può dire come i suoi destini fossero già ben delineati dalla passione per Barcellona, il luogo della sua squadra calcistica del cuore e del suo idolo sportivo Pep Guardiola. Così, conclusi i suoi studi in quel di Siviglia  -conditi da un progetto Erasmus più specializzazione a Nizza, grazie ai quali si esprime correttamente in lingua francese-  decise di stanziarsi nel capoluogo del quale era innamorata e fu solo per caso che, qui, ebbe il suo primo incontro con il mondo della politica.

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