martedì, Aprile 13

Industria spaziale in Europa: a gonfie vele! Alla conclusione della 13.ma Conferenza Europea dello Spazio, l’entusiasmo degli operatori del settore sembra accentuarsi, sostenuto anche dalla disponibilità dell’UE

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Se mi permettete l’espressione …marinara del titolo, lo spazio in Europa sembra entusiasmare molto più di quanto l’industria potesse immaginare, a giudicare dall’interesse dimostrato dagli operatori del settore, grandi imprese, ma anche piccoli produttori impegnati a rifornire l’industria spaziale di tutti gli strumenti sempre più sofisticati di cui ha bisogno questo settore di punta.

La riflessione è stata fatta dagli operatori che hanno partecipato alla 13.ma Conferenza Europea dello Spazio organizzata a Bruxelles ieri e oggi con la partecipazione di un migliaio di rappresentanti dell’industria, in vivo e online.

Alla conclusione oggi di questa due giorni con gli occhi rivolti allo spazio e alle innumerevoli attrezzature spaziali che orbitano intorno alla terra o svolgono missioni spaziali verso altri corpi celesti, l’entusiasmo degli operatori del settore sembra accentuarsi, sostenuto anche dalla disponibilità della Commissione europea a finanziare attraverso il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) nuove avventure orbitali e nuovi accordi finanziari.

Il FEI ha annunciato infatti investimenti per €300 milioni nel settore spaziale soprattutto per finanziare i progetti più innovativi attraverso due fondi d’investimento – Orbital Ventures e Primo Space – nell’ambito del progetto pilota ‘InnovFin Space Equity‘.

Gli investimenti saranno garantiti dal Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI), il pilastro su cui si basa il piano di investimenti europeo, e che garantisce quindi anche gli investimenti più ‘a rischio’ forniti dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI).

Saranno coinvolti in questa iniziativa sia il fondo lussemburghese ‘Orbital Ventures’ che punta alle tecnologie spaziali compresi anche gli aspetti relativi alle comunicazioni, crittografia, conservazione ed elaborazione dati, oltre a servizi di geolocalizzazione), sia ‘Primo Space’, un fondo italiano di punta nelle tecnologie spaziali in Europa, selezionato dal Fei anche per l’attivo coinvolgimento dell’ESA, l’agenzia spaziale italiana grazie alla sua strategia a finanziare promettenti progetti o imprese nelle fasi iniziali per facilitare la commercializzazione delle innovazioni da essi prodotte.

E’ stato il Commissario europeo al mercato Interno Thierry Breton a commentare l’iniziativa FEI affermando che «il rafforzamento della competitività nell’industria spaziale è un elemento essenziale della ripresa del settore». Il commissario ha osservato poi che «lo sviluppo in Europa delle start-up nel settore spaziale conferma che l’industria spaziale europea è entrata in un periodo di grande fioritura».

Gli ha fatto eco anche la commissaria alla Ricerca, Innovazione, Cultura, Istruzione e Gioventù, Mariya Gabriel, affermando che «gli investimenti in Orbital Ventures e Primo Space sono la conferma di un settore spaziale europeo in piena fioritura e confermano l’impegno europeo a sostenere le imprese con idee e tecnologie futuristiche».

Il responsabile del Fei, Alain Godard, ha sottolineato l’importanza di attrarre nuovi capitali nel settore spaziale mentre l’ad di Primo Miglio, Gianluca Dettori, ha sottolineato l’ interesse dimostrato dagli investitori in un’industria in veloce espansione. «Annunceremo oggi» – ha detto Dettori – «il nostro secondo investimento di €2 milioni in Leafspace, una start-up di Como che fornisce un ‘segmento di terra’ come servizio per gli operatori dei satelliti».

In un incontro separato online, Gianluca Dettori ha poi spiegato che lo scorso anno Primo Miglio aveva investito 5 miliardi ed ha sottolineato che «lo spazio è un business che vale 360 miliardi l’anno e che promette di crescere nel corso dei prossimi 30 anni».

Sempre l’ad italiano ha sottolineato che l’Italia è una delletop tenmondiali nello spazio dato che possiede sul suo territorio tutta la filiera necessaria alla ricerca per lo spazio, ed è uno dei Paesi che maggiormente contribuiscono all’Agenzia Spaziale Europea con un notevole vantaggio per la sua competitività. Ecco perché due anni fa è stato lanciato da Torino il fondo per startup spaziali che verrà seguito a breve da investimento in una startup lombarda sui sistemi di trasmissione che offrirà una serie di servizi tra cui le infrastrutture di cui potranno beneficiare ad esempio le automobili autopilotate.

In poche parole si stanno aprendo nuovi mondi di sviluppo con applicazioni in vari settori che dallo spazio sostengono le tecnologie non spaziali, ma avanzate.

Secondo i tecnici che si sono succeduti ai microfoni in questa mini-maratona spaziale, appaiono sempre più numerose le applicazioni che lo spazio potrà regalare alla terra. Prima fra tutte il cosiddetto ‘space mining’, l’industria mineraria nello spazio con lo sfruttamento di materiali rari su altri pianeti e lo sviluppo di una serie di attrezzature che, prodotte per l’uso nello spazio, fanno avanzare le tecnologie anche per uso sulla terra. Perché non parlare, ad esempio, delle macchine da caffè da usare nello spazio e che possono avere incredibili nuove applicazioni anche sulla terra?.

L’Italia, secondo Dettori, «deve avere la possibilità ora di ritornare ai tempi gloriosi in cui era all’avanguardia in vari settori nella produzione di tecnologie avanzate» per recuperare il terreno perduto da quando era decima al mondo nel settore della tecnologia. Ora è 37.ma.

Anche la Banca Europea degli Investimenti  (BEI) ha annunciato oggi il suo appoggio a Eutelsat per la produzione e il lancio di un nuovo satellite, il Konnect VHTS con un finanziamento di 200 milioni di euro. Il satellite, hanno spiegato fonti della BEI, servirà a potenziare i servizi della banda larga sia fissa che mobile e permetterà di ampliare la copertura della banda larga a livello paneuropeo.

L’ad di Eutelsat, Rodolphe Belmer, ha spiegato che questo supporto finanziario della Bei «aiuterà i maggiori attori del settore spaziale come Eutelsat ad avere accesso a varie fonti di finanziamento» ed ha elogiato il fatto che l’Unione Europea abbia posto il sostegno all’industria spaziale al centro delle sue priorità per il prossimo futuro.

«Questo investimento» – ha tenuto a sottolineare a sua volta il vicepresidente della BEI, Ambroise Fayolle – «indica come l’UE può fattivamente aiutare ricercatori, innovatori e imprenditori catalizzando lo sviluppo di tecnologie avanzate a beneficio degli utenti, clienti, fornitori di servizi e autorità» e ovviamente del grande pubblico che potrà beneficiare di servizi moderni ed efficienti

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