martedì, Giugno 15

Indonesia, voglia di moderatismo field_506ffb1d3dbe2

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Lukman Hakim Saifuddin

Bangkok – Mentre il Partito del Risveglio Nazionale PKB ed il Partito Unito dello Sviluppo PPP, entrambi strutturati su basi d’estrazione islamica, gareggiano affinché un loro rappresentante vada ad aggiungersi ai componenti del rinnovato Gabinetto Governativo per gli Affari Religiosi, in molti hanno vivamente chiesto al neo Presidente eletto Joko “Jokowi” Widodo di mantenere al suo posto di Ministro per gli Affari Religiosi Lukman Hakim Saifuddin, il quale si ritiene generalmente abbia adottato finora scelte improntate ad atteggiamento progressista in molti temi dell’ambito religioso, soprattutto per quel che concerne le minoranze religiose del Paese ed i loro Diritti acquisiti.

Lukman, che si era stato insediato nel suo ruolo ministeriale lo scorso mese di Giugno sostituendo Suryadharma Ali, che la Commissione per l’Eradicazione della Corruzione KPK aveva denunciato appunto per un caso di corruzione, era stato lodato dai membri delle comunità religiose minoritarie del Paese così come dai sostenitori della tolleranza religiosa per il suo «impegno nel difendere la Costituzione che protegge la libertà religiosa nella Nazione» secondo quel che afferma il Capo del Setara Institute, Hendardi.

Subito dopo la sua nomina effettuata dal Presidente Susilo Bambang Yudhoyono, Lukman fissò un meeting al quale parteciparono i rappresentanti di numerose minoranze religiose, come le Comunità Ahmadiyah, Shia, Bahai, Sunda Wiwitan (la fede nativa dei Sundanesi) e Parmalim (la fede nativa dei Batak). E quel meeting è stato parte degli sforzi di Lukman per cercare di instaurare una logica inclusiva verso gruppi religiosi minoritari che continuano ancor oggi a vivere condizioni di particolare discriminazione nel territorio indonesiano.

Lukman ha ottenuto anche i plausi popolari per le sue affermazioni riguardanti il radicalismo, compresa la sua condanna del sostegno crescente nei confronti dello Stato Islamico e per la sua richiesta urgente presentata nei confronti della Comunità religiosa nazionale affinché non ci affili alle sirene dell’ISIS.

Attualmente il Ministero per gli Affari Religiosi guida i gruppi di discussione mirata unitamente alla società civile e alle organizzazioni che ne derivano, per promuovere in ogni modo il dialogo religioso. Si spera che questo tipo di incontri di dialogo possano produrre una vera e propria road map che combatta l’intolleranza religiosa nel Paese, una svolta religiosa che deriva dalle politiche di Suryadharma.

Nel frattempo, cresce il sostegno per Lukman Hakim Saifuddin perché permanga nella sua posizione di Ministro per gli Affari Religiosi, sull’onda delle richieste popolari in difesa dei diritti delle minoranze religiose.

«Egli è parecchio migliore di Pak Suryadharma Ali, il quale invece di lavorare per risolvere i problemi della discriminazione religiosa nel Paese è diventato egli stesso parte del problema a causa del suo linguaggio improntato all’odio religioso», ha affermato Hendardi la scorsa Domenica. Sempre secondo Hendardi, Suryadharma impallidisce nei confronti di Lukman a causa delle sue affermazioni controverse, una delle quali afferma che la Shia islamica è una forma eretica poiché devia dagli insegnamenti islamici fondamentali.

 

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