sabato, Aprile 10

Indonesia: sì per castrazione chimica e pena di morte field_506ffb1d3dbe2

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L’Indonesia ha introdotto, con un decreto presidenziale d’urgenza, l’applicazione della pena di morte e della castrazione chimica per le persone condannate per stupri a minori.
Il presidente Joko Widodo ha dichiarato: «Un crimine straordinario richiede una risposta eccezionale. La norma è destinata a superare la crisi provocata dalla violenza sessuale contro i bambini». La norma entrerà subito in vigore e cambierà la precedente pena per stupro, che prevedeva 14 anni di carcere. Inoltre, i condannati per reati sessuali dovranno indossare dispositivi per il controllo elettronico anche dopo la loro scarcerazione.

La decisione arriva dopo una serie di stupri, tra cui uno stupro di gruppo che ha coinvolto una ragazza 14enne, rimasta uccisa. L’indignazione popolare ha sollevato numerose proteste e nei sondaggi e sui social vi è un ampio sostegno a favore di pene più severe, come la castrazione e la pena di morte per i responsabili dei crimini ai danni di minori.

Non sono mancate le proteste degli attivisti, che non hanno tardato ad esprimere un forte dissenso. Tra questi, Sandra Moniaga, della Commissione nazionale per i Diritti Umani, ha dichiarato: «La violenza non sarà fermata da pene violente».

L’Indonesia si conferma un Paese molto severo nell’applicazione delle pene: la pena di morte viene applicata anche per i reati di droga.

(Video tratto dal canale Youtube: TheLipTV2)

 

 

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