venerdì, Settembre 24

Indonesia: il peso dei mutui field_506ffb1d3dbe2

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Case mutui Bangkok

Bangkok – Una serie di restrizioni in arrivo, sommandosi a quelle già in atto, potrebbero rendere a breve le banche indonesiane tra le meno attraenti per le istituzioni finanziarie della Malaysia. I ratings RAM Malaysian Rating Services tra i servizi di ratings nazionali vedono gli esperti locali abbastanza concordi nel ritenere che il Paese mantiene ancora una sua certa attrattività sulle piazze estere in termini di investimento ma i potenziali investitori interni si mantengono cauti a causa della imposizione del 40 per cento sui CAP ovvero sul limite massimo oltre il quale il tasso variabile non potrà mai andare. Tutto ciò, infatti, potrebbe raffreddare gli animi oltre soglie che potrebbero diventare preoccupanti.

«Potrebbe trattarsi di misure punitive sul capitale, visto che alle banche si richiede di dedurre le entità non consolidate dalle equity comuni Tier-1 secondo le indicazioni di Basilea III. Altre Nazioni alle quali le banche della Malaysia sono interessate per espandersi includono Filippine, Cambogia, Vietnam e Thailandia», ha affermato la dottoressa Wong Yin Ching, co-guida di RAM Ratings. In tutto questo, l’appetito delle banche malesi per l’espansione regionale, sebbene attraverso acquisizioni e fusioni oppure per crescita organica, permane vivo man mano che esse hanno diversificato le vie di capitalizzazione. Le riflessioni di Wong Yin Ching giungono nell’ambito di una intervista a StarBiz in relazione ai rating riscontrati nel Bollettino Bancario 2014, una pubblicazione annuale che contiene il punto di vista RAM sull’intero settore bancario. L’espansione dei prestiti, d’altro canto, era indirizzato verso il calmierare i finanziamenti dell’8-9 per cento quest’anno rispetto all’11 per cento dell’anno scorso. La crescita dei tassi bancari sulle intermediazioni, in particolare le ipoteche sulle abitazioni, potrebbe ulteriormente raffreddare gli animi dei consumatori e dei clienti bancari e spegnere pie illusioni su eventuali forme sussidiarie razionalizzate e sulle misure macro-prudenziali di Bank Negara. In ogni caso, potrebbe far parte di un’operazione di offset raggiunto attraverso la crescita delle attività lavorative, oppure rafforzato da un rimbalzo nelle esportazioni e da varie attività di sostegno provenienti da fonte governativa.

Circa le preoccupazioni sugli alti livelli di debito derivante da mutui, sempre tra gli addetti ai servizi di rating, si ritiene non si tratti di una minaccia sistemica al sistema finanziario, pur permanendo un livello decrescente nell’occupazione e le pratiche di concessione dei mutui siano alquanto rallentate. Il segmento di mercato che le agenzie di rating stanno seguendo più da vicino e con particolare attenzione è quello dei gruppi a bassa redditività, dato che proprio questi mostrano avere una ridotta flessibilità finanziaria. Secondo le stime degli addetti alle agenzie di rating, il debito delle famiglie costituisce l’86 per cento del PIL nazionale almeno fino al periodo che si conclude a Dicembre 2013, il che è evidentemente alto. Le voci chiave nel “peso” del debito delle famiglie sono costituite dai mutui per la casa, l’acquisto di veicoli e tutto ciò che ruota intorno alle attività dei giovani lavoratori e del settore nazionale -alquanto invecchiato- dei finanziamenti. Sebbene vi sia un incremento decrescente in valori assoluti nel settore dei mutui e dei finanziamenti dovuto anche alla situazione aggravatasi nel comparto industriale importante dell’acciaio, si ritiene che il peso dei mutui bancari non dovrebbe superare il 2,1 per cento quest’anno, un livello che è considerato ancora sopportabile. Attualmente si colloca intorno all’1,8 per cento.

 

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