giovedì, Settembre 23

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Jusuf Kalla indonesia

Bangkok – Tutto è bene quel che finisce bene. Le elezioni in Indonesia si sono tenute lo scorso Mercoledì con soddisfazione di tutti, soprattutto dei delegati dei vari Osservatori internazionali che erano preposti nel controllare le validità delle operazioni elettorali. Tutti hanno fatto pubblicamente i loro complimenti proprio per questi aspetti e per il fatto che le Autorità indonesiane sono riuscite a fare in modo che tutto si svolgesse ordinatamente e pacificamente. Ora però, l’attenzione si è spostata su un altro aspetto. La Polizia Nazionale ha affermato che già da Giovedì –ad urne appena chiuse- avrebbe provveduto a controllare tutte le fasi relative agli scrutini fino a quando la Commissione Generale per le Elezioni KPU ha annunciato che si svolgerà la comunicazione dei risultati ufficiali, cioé il 22 Luglio.

Perché –in effetti- non solo la validità delle operazioni elettorali ed inerenti l’espressione di voto dell’elettorato è aspetto importante ma lo è anche quello relativo al controllo delle schede votate all’interno delle urne e le urne stesse. Sembrerebbe il plot di un giallo o di un film poliziesco o d’azione ma si tratta solo di aspetti inerenti la semplice e reale vita quotidiana di una Democrazia, dovunque essa sia nel Mondo. Questa volta il tema è declinato in Indonesia.

«La Polizia impegnata sul campo terrà un occhio particolarmente attento sul conteggio dei voti e sui riscontri condotti da ogni singola postazione elettorale. Alcuni ufficiali hanno anche scattato delle foto del processo di conteggio e scrutinio nei seggi elettorali sotto il loro controllo», ha affermato il portavoce l’Ispettore generale Robbye Sompie nella giornata di Giovedì scorso. Allo stesso tempo, la Commissione per la Eradicazione della Corruzione KPK ha richiamato la Commissione Generale per le Elezioni sul non indulgere in pratiche inerenti la corruzione in modo da inficiare i risultati elettorali. Le pratiche corruttive prima durante e dopo le elezioni sono purtroppo un tratto alquanto diffuso in Asia, il Presidente della Commissione per la Eradicazione della Corruzione, Busyro Muqoddas ha chiesto ai Commissari di porsi contro la accettazione di mazzette. «Chiedo a tutti di non lasciarsi coinvolgere in alcuna forma di corruzione, poiché tutto ciò potrebbe non condurre a un governo trasparente, ciò potrebbe infatti delegittimare il futuro governo», ha affermato ai media locali. Ha chiesto anche al pubblico di monitorare attentamente lo spoglio elettorale.

Ora viene un momento delicato per le elezioni in Indonesia, con tutte e due le parti politiche che affermano di aver vinto le elezioni presidenziali e con il fantasma delle passate elezioni costellate da atti di corruzione di vario tipo e livello. Alcuni exit poll affermano che il partito Indonesian Democratic Party of Struggle (PDI-P) attraverso la sua coppia Joko “Jokowi” Widodo e Jusuf Kalla risulti vincitore nelle elezioni di Mercoledì scorso con un margine superiore al 5 per cento. Le tensioni cominciano a salire, il Presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono ha chiesto a entrambe le formazioni politiche di restare calme ed evitare qualsiasi tipo di conflittualità tra i relativi supporter.

Nonostante tutto, il Governo degli Stati Uniti s’è anch’esso complimentato con la popolazione indonesiana per il successo delle elezioni presidenziali.

 

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