sabato, Maggio 15

Indonesia: a Bali erutta il vulcano del Monte Agung Decine i voli sospesi e più di 25mila gli evacuati

0

Dopo l’ eruzione del Vulcano del Monte Agung di martedì scorso, una nuova ondata di panico ha travolto  l’ isola di Bali, in Indonesia: una colonna di fumo e cenere ha sfiorato, in cielo, i quattromila metri , impedendo la circolazione area e rendendo necessaria la cancellazione di decine di voli.  La cenere ha coperto strade, gli edifici, le automobili. Addirittura durante la notte è stato avvistato un bagliore rosso di aspetto simile ad una fuoriuscita di magma. Segnale, questo, probabilmente, di un’ imminente eruzione e che ha fatto scattare l’ allarme.

L’ aeroporto principale dell’ isola di Bali, continua a rimane aperto, sebbene diverse compagnie aeree, come Klm o Air Asia, abbiano deciso di non far volare i propri aerei per evitare possibili danni ai velivoli. “A causa della significativa cenere vulcanica e delle condizioni meteorologiche attuali, abbiamo preso la decisione di cancellare il resto dei voli odierni da e per Bali come misura precauzionale“, questo quanto dichiarato dalla compagnia aerea Virgin Australia sul proprio sito web.Più di 25mila le persone che, abitando alle pendici del vulcano, sono state evacuate. Secondo quanto affermato dalle autorità locali, le aeree turistiche, che, nell’ ultimo anno, hanno fatto accorrere circa 5 milioni di visitatori, non sono a rischio.

Il Monte Agung tocca i 3000 metri e l’ ultima grande eruzione del suo vulcano risale al 1963 e causò oltre mille morti, oltre la distruzione di molti villaggi. Secondo il Centro di consulenza sulla cenere vulcanica dell’Ufficio di meteorologia australiano, la nube di cenere andrebbe in direzione sud-est verso la vicina isola di Lombok, lontano dalla capitale di Bali, Denpasar.

(Video tratto dal canale Youtube IBTimes UK)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->