sabato, Novembre 27

Indo-Pacifico: Biden prova ad impostare il nuovo posizionamento USA La riunione di oggi dei leader Quadrilateral Security Dialogue per far funzionare una alleanza che è strategica non solo per contenere la Cina

0

Oggi 12 marzo, il Presidente USA Joe Biden presiede la videoconferenza dei leader del Quadrilateral Security Dialogue (Quad), l’alleanza informale tra Stati Uniti, Giappone, India, Australia. L’evento rappresenta quello che gli osservatori definiscono il primo passo verso l’obiettivo di unire gli alleati negli sforzi per contenere le rivendicazioni territoriali della Cina nell’area IndoPacifico. Una conferenza che chiude una settimana nel corso della quale l’attenzione si è appuntata sull’assertività cinese nei confronti di Taiwan, e prelude a una prossima settimana -sulla quale peseranno gli esiti di questa conferenza- che vedrà i vertici dell’Amministrazione Biden, il Segretario di Stato Antony Blinken e il Segretario alla Difesa Lloyd Austin, in visita in Giappone e Corea del Sud, e poi impegnati nel primo incontro di alto livello USA-Cina, Blinken e Austin, infatti, in Alaska, incontreranno Yang Jiechi, il massimo diplomatico cinese, e il consigliere di Stato Wang Yi.

Secondo gli osservatori americani, far funzionare il Quad -che nel passato non ha brillato per efficacia- potrebbe essere il compito più importante di Biden sul fronte asiatico, e non solo per contenere la Cina -l’alleanza è considerata un contrappeso alla crescente influenza cinese nell’area- di mezzo ci sono questioni che vanno dalla sicurezza marittima alla Corea del Nord. Il Consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha anche affermato che il Quad è «fondamentale» per il posizionamento degli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico.

Ci sono quattro aree in particolare in cuiAustralia, India, Giappone e Stati Uniti possono cooperare in modo da promuovere i loro interessi comuni e rafforzare la pace e la prosperità nell’area Indo-Pacifico, sostenendo lo stato di diritto e stabilizzando l’Asia, affermano l’ex Segretario alla Difesa USA James Mattis, Michael Auslin e Joseph Felter della Hoover Institution della Stanford University, in un intervento su ‘Foreign Policy‘.

Il primo e più importante è la sicurezza marittima. «Le crescenti pretese marittime della Cina alimentano da anni l’instabilità nei mari della Cina meridionale e orientale. Dalla costruzione e militarizzazione di guarnigioni insulari nel Mar Cinese Meridionale in flagrante violazione del diritto internazionale, alle ripetute incursioni nelle acque intorno alle isole Senkaku amministrate dai giapponesi, la Cina ha sollevato le tensioni nella regione. Una nuova legge che consente alla Guardia costiera cinese di utilizzare le armi per far rispettare le rivendicazioni marittime cinesi aumenta solo il rischio di un incontro armato.

Data la forza navale delle Nazioni Quad, queste dovrebbero assumere l’iniziativa di rafforzare la cooperazione regionale per la sicurezza marittima con rafforzamento delle capacità delle marine minori; maggiore condivisione delle informazioni; e pattugliamenti marittimi regolari e congiunti che mantengono la libertà di navigazione nelle acque internazionali e negano a Pechino la capacità di intimidire le Nazioni più piccole».

«L’alleanza Indo-Pacifico ha bisogno di una missione, e la sua unica e significativa missione è la sicurezza marittima», afferma, sempre su ‘Foreign Policy‘, Salvatore Babones, noto esperto di Cina. La sicurezza marittima indo-pacifica, è una questione che è in cima alle agende politiche di tutti e quattro i leader del Quad, alleanza che potenzialmente è in grado contrastare efficacemente il revisionismo regionale di Cina, ma anche Corea del Nord e Russia. Lo scorso novembre, il Quad ha ripreso le esercitazioni navali congiunte e in dicembre ha proposto la creazione di un nuovo comando della flotta statunitense nella regione che potrebbe fungere da forza multinazionale permanente. Potrebbe essere l’inizio di una effettiva operatività di un Quad che nel corso degli anni aveva perso lo slancio iniziale. Secondo Babones, i quattro alleati potrebbero anche cooperare per aiutare a formare le guardie costiere e le forze aeree dei Paesi litorali indo-pacifici nella sorveglianza marittima.

Una seconda area della cooperazione Quad indicata da ‘Foreign Policy‘ è la sicurezza della catena di approvvigionamento.
«Le Nazioni Quad sono tra le più grandi economie del mondo e tra i più importanti trader. I ritardi della Cina nella spedizione di dispositivi di protezione individuale realizzati da società statunitensi nelle fabbriche cinesi e le sue minacce di negare agli Stati Uniti l’accesso ai suoi prodotti farmaceutici in occasione della diffusione della pandemia di coronavirus, è stato un duro promemoria circa la vulnerabilità della catena di approvvigionamento globale del mondo. Sottolinea l’urgente imperativo di ridurre la dipendenza dalla Cina per una gamma di materiali e beni come gli elementi delle terre rare che sono fondamentali per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Alleati e partner fidati nella regione devono coordinare gli sforzi per sviluppare catene di approvvigionamento sicure tra loro e negare alla Cina la leva e gli strumenti coercitivi di cui attualmente gode»

Terza area di azione per l’alleanza, la cooperazione tecnologica. «È fondamentale garantire che le Nazioni con un impegno condiviso per l’ordine internazionale basato su regole mantengano un vantaggio tecnologico nelle tecnologie emergenti, così come nei nuovi domini di conflitto e concorrenza come la tecnologia dell’informazionee lo spazio. Ciò garantirà la competitività economica e militare nella prossima generazione.
Sebbene tutte le Nazioni siano rimaste indietro rispetto alla Cina nella corsa al 5G, i Paesi Quad dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di tecnologie di telecomunicazione condivise di prossima generazione e sull’espansione delle opzioni praticabili oltre la Cina, dati i rischi al ribasso dimostrati delle sue tecnologie».

Infine, «il Quad può attingere alla diversità dei suoi membri per migliorare la diplomazia tra le principali democrazie e altre Nazioni in Asia in modi non possibili per Washington da sola. Il Giappone, ad esempio, ha tradizionalmente mantenuto legami con regimi autoritari e può impegnarsi con Paesi come Cambogia, Myanmar e altri, mentre sia l’India che l’Australia hanno legami profondi con molte Nazioni in Asia e Oceania, dove gli Stati Uniti sono meno presenti. Il Quad dovrebbe integrare l’attuale sistema di alleanze hub-and-spoke degli Stati Uniti, nonché organizzazioni multilaterali come il vertice dell’Asia orientale, l’East Asia Summit, l’ASEAN e la cooperazione economica Asia-Pacifico, l’Asia-Pacific Economic Cooperation. Il raggruppamento otterrà il massimo sostegno se presentato come un allineamento basato su interessi e valori condivisi. Collegare insieme le più grandi democrazie della regione per promuovere un’azione cooperativa tra tutte le Nazioni che condividono una visione simile per un Indo-Pacifico libero, aperto e prospero può offrire la migliore possibilità per incanalare il potere crescente della Cina e influenzare più positivamente l’Asia, oltre a rafforzare democrazia e liberalismo nella regione più dinamica del mondo».

The Diplomat‘, osservatore particolarmente attento delle vicende asiatiche, nei giorni scorsi ha sottolineato come l’esercitazione congiunta dello scorso novembre abbia «suscitato il dibattito sullapossibile evoluzione del Quad in una alleanza di sicurezza multilaterale formale mirata esplicitamente a contenere la Cina, simile a come l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) si è opposta all’Unione Sovietica. Se il Quad diventerà una ‘NATO asiatica’ è un mistero, ma il suo potenziale per svilupparsi come una vasta coalizione anti-Cina non è trascurabile». Altresì, e forse ancora più importante nell’ottica degli obiettivi indicati da James Mattis, il possibile ingresso nell’alleanza Quad della Corea del Nord. «Washington non ha ancora spinto ufficialmente per l’espansione Quad, ma l’emergente framework ‘Quad-Plus‘» mostra che ci sono «indicazioni che gli Stati Uniti vedano la Corea del Sud come parte di un Quad ampliato».

La riunione di oggi potrebbe porre le basi anche per l’ampliamento di una alleanza che sembra essere una chiave di volta per quel nuovo posizionamento degli Stati Uniti in Asia indicato da Sullivan in termini di sicurezza a tutto tondo, a partire da quella tecnologica. 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->