sabato, Maggio 8

Indifesi contro Ebola? field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok – Allo stato attuale il Bangladesh è a basso rischio di essere colpito da una intrusione del virus mortale Ebola  ma nel caso in cui qualche viaggiatore o turista infetto entrasse nel Paese senza essere opportunamente individuato, le conseguenze potrebbero essere devastanti a causa di un’alta densità demografica e la contemporanea presenza di una rete sanitaria e soprattutto ospedaliera alquanto fragile, secondo quel che affermano gli stessi operatori dell’ambito medico e sanitario nazionale.

Esponenti ufficiali del Direttorio Generale dei Servizi Sanitari DGHS affermano che non vi è alcuna necessità di indurre il panico, così come non vi è nessun volo diretto tra il Bangladesh e nessuna delle Nazioni dell’Africa Occidentale direttamente colpite dalla drammatica questione del Virus Ebola.

Alcune persone, soprattutto di provenienza nigeriana, sono in visita in Bangladesh per business o scopi connessi con attività sportive. Nessun caso di Ebola è stato finora registrato in nessun angolo d’Asia, almeno al momento, nonostante tutto, le Autorità Sanitarie un po’ in tutta l’Asia invitano ad una oculata cautela, come afferma il Dottor Saif Ullah Munshi, Professore Associato di Virologia presso l’Università Medica Bangabandhu Sheikh Mujib.

Lo stesso professore ha fatto notare che una eventuale caduta nei livelli dei sistemi di controllo oppure nelle strutture di trattamento medico potrebbero porre una sfida ancor più grande per gli ospedali pubblici nel caso in cui essi debbano fronteggiare il problema grave del Virus Ebola e con i pazienti che ne fossero infetti.

Finora il Virus Ebola e le malattie connesse hanno ucciso 1.552 persone in 3.069 casi nelle Nazioni dell’Africa Occidentale –Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone– fino alla data del 28 Agosto scorso. Secondo il New England Journal of Medicine, la diffusione del Virus ha preso avvio nel Distretto Guéckédou in Guinea nel Dicembre 2013.

Allarmata dai livelli di mortalità e dalla velocità di diffusione del Virus, la Organizzazione Mondiale della Sanità  ha dichiarato la questione una emergenza di sanità pubblica internazionale.

L’infezione è trasmessa da contatto diretto con il sangue, fluidi corporei e tissutali di animali infetti o persone, come conferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale aggiunge che il tasso di mortalità dell’Ebola è più del 90 per cento e non vi è ancora alcun trattamento medico autorizzato ufficialmente o vaccino disponibile per trattare e contrastare questa malattia.

Un totale di 61 persone sono finora giunte in Bangladesh dall’11 Agosto scorso da Guinea, Nigeria, Liberia e Sierra Leone, quattro delle Nazioni colpite duramente dal Virus, la gran parte attraverso lo scalo aereo internazionale Hazrat Shahjalal, secondo i dati messi a disposizione dall’Istituto di Epidemiologia, Controllo e Ricerca sulle Malattie IEDCR.

Da cinque a sei persone ogni giorno, mediamente, viaggiano dall’Africa verso il Bangladesh, ha segnalato un ufficiale della Polizia dell’Immigrazione allo scalo aereo internazionale Hazrat Shahjalal. Allo stesso tempo, il Ministro per la Salute del Bangladesh ha dichiarato 90 giorni di stato d’allerta medico a partire dall’11 Agosto scorso e team medici sono stati collocati a 25 varchi di ingresso, compresi scali aeroportuali, attracchi portuali ed altre vie di accesso via terra. Fino al 27 Agosto scorso non è stato segnalato alcun caso di Ebola tra i viaggiatori in ingresso nel Paese.

 

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