lunedì, Ottobre 25

India, questione di carne

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New DelhiIl divieto di consumo della carne durante le festività di Jain e Ganesh Puja (per celebrare il compleanno del Dio Hindu dalla testa a forma di elefante) in diverse parti del Paese da parte dei rispettivi governi di Stato si è trasformato in un’enorme questione politica, in cui tutte le forze anti-Modi (tra cui politici, accademici e giornalisti) hanno mostrato come il governo fascista Modi stia imponendo delle restrizioni sulle abitudini alimentari del Paese. Questi avversari di Modi si sono rivolti al tribunale ed esultano per l’ultimo parere (non giudizio) espresso dalla Corte in base al quale ‘il divieto di consumare carne non può essere imposto ai cittadini’.

A dire il vero io non sono vegetariano e amo l’agnello (sebbene ne abbia ridotto drasticamente il consumo dietro consiglio di un dottore a favore del pesce). Ma in questo Paese, se un’ampia fetta della società è sensibile al consumo di carne per un periodo limitato delle sue festività religiose, non mi dispiace essere vegetariano per uno o due giorni. Dopo tutto, questo è il vero senso di pluralismo e coesistenza in una società. E se molti non condividono la mia opinione, è ora che si uniformino le norme su tali questioni alimentari in tutto il paese. Ma ciò non avverrà, purtroppo. Coloro che oggi si oppongono al divieto sulla carne non vogliono l’uniformità ma in seguito supporteranno altre politiche opposte. Vorrei sottolineare alcune contraddizioni insite nel loro approccio.

Prima di tutto, è da notare che questa politica del divieto del consumo della carne durante le festività non ha avuto inizio con il regime di Modi. Tecnicamente, i critici sbagliano a colpevolizzare Modi per questo problema, essendo i divieti imposti dai governi di stato e dagli enti locali, non dal governo centrale, al momento guidato da Modi. Ma soprassediamo. Fu nel 1964 quando ebbe inizio la pratica d vietare la vendita della carne durante il festival di Jain a Mumbai, divieto al centro delle attuali controversie. Allora, non vi era il partito BJP e nemmeno Shiv Sena. Era il periodo d’oro del partito del Congresso, che governava quasi tutta l’India. Da allora è stato emanato e riemanato numerose volte. Ciò che è interessante è che l’ordine di divieto è stato riemanato sia nel 2003 che nel 2005 quando lo stato di Maharashtra era governato dalla coalizione del Congresso-NCP. Questi approcci contraddittori si sono verificati anche in altri Stati sotto varie forme. E dal momento che questi paesi sono stati governati da diversi partiti di volta in volta, non si può incolpare il BJP o Modi per l’attuale controversia. Va detto che la municipalità di Bengalore ha imposto il divieto sulla carne per uno o due giorni per il festival della divinità Ganesh (è interessante notare che sebbene il Congresso abbia perso i propri voti in questa divisione lo scorso mese, sia stato in grado di porre il proprio sindaco ricorrendo a mezzi non così tanto onesti).

In secondo luogo, è contraddittorio per certi versi ricorrere alla logica secondo la quale non ci possa essere alcuna restrizione alle abitudini alimentari delle persone. Come già detto, per me non è un problema se questo principio venga attuato in modo uniforme. Ma la realtà è un’altra. Sono certo che alcune istituzioni, che guidano il movimento anti-Modi per via del divieto, siano loro stesse molto severe al riguardo e che sia ammesso solo cibo vegetariano nelle loro sedi. Perché non si pronunciano sulle leggi che proibiscono il consumo di carne in paesi come Hardwar o Rishiesh? Approveranno il consumo di maiale in ristoranti nei pressi di famose moschee? Ho appreso di alcuni “secolaristi” fanatici come Man Shanar Aiyar che non indossano il “filo sacro” di un Brahman e mangiano carne quale dimostrazione simbolica delle loro idee secolari. Ma egli chiederebbe a un musulmano di cenare con qualcuno che mangia maiale?

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