domenica, Dicembre 5

India: quale la situazione del welfare? field_506ffb1d3dbe2

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India welfare

In vista delle elezioni 2014, i regimi di welfare basati sui diritti delle persone sono sotto attacco. A coloro che sostengono che nel welfare in India tutto non funziona ci sono ricerche e sondaggi, come quelli svolti da Public Evaluation of Entitlement Programmes o da Integrated Child Development Services, che dicono che sebbene molto ancora rimane da fare, ciò che è stato fatto finora fa la differenza. 

Le spese sociali del governo centrale indiano sono una parte sostanziale del bilancio ufficiale, e organismi statali e locali svolgono un ruolo sostanziale nello sviluppo e nell’attuazione delle politiche di welfare nei vari stati indiani. In questo senso il governo dovrebbe interessarsi principalmente a quella massa di persone che, secondo l’India Planning Commission, non arrivano a mettere nelle proprie tasche più di mezzo euro, 0.344650 euro esattamente. In India chiunque non è in grado di spendere più di tale importo è considerato al di sotto della soglia di povertà. In questo Paese, le persone poste sotto la linea di povertà sono un terzo della popolazione, ma se lasciamo perdere i dati statistici e guardiamo al reale si sale a due terzi, dato che non si può sicuramente dire che pochi centesimi in più facciano la differenza. Una cifra abbastanza attendibile dice che il Paese ha 440 milioni di persone che vivono sotto la vera soglia di povertà.

E’ stato nel mese di settembre dello scorso anno che il governo indiano ha passato quello che è stato descritto come il programma di benessere più grande della storia del Paese, un sistema per fornire cibo a buon mercato ai suoi poveri. Il progetto ha subito attratto la condanna di industriali e critici che pensano che la fragile economia del Paese non può permetterselo. Il fatto più importante che è emerso con quella legge è che essa garantisce ai cittadini un diritto legale di cibo.

Molti hanno detto che il sistema è stato progettato per conquistare i voti del Congresso in una elezione imminente, che si terrà prima del prossimo maggio. Consapevole del potenziale supporto che il disegno di legge potrebbe assicurare per andare al governo, il principale partito di opposizione, il Bharatiya Janata Party, ha criticato dicendo che non andava abbastanza lontano. Ma il governo, invece di desistere, ha fatto la promessa di un pasto caldo donne in gravidanza e neo mamme gli aiuti si estenderanno fino ad includere i bambini tra i sei e i quattordici anni. 

L’idea di offrire pasti caldi partì negli anni ’60 quando l’India offriva gratuitamente il pasto scolastico di mezzogiorno agli scolari nel tentativo di convincere i genitori meno abbienti a mandare i loro figli a scuola. Anche se ci sono stati ripetuti problemi, la scorsa  estate almeno 20 bambini sono morti nello stato del Bihar dopo aver mangiato cibo contaminato, il regime raggiunge ora 120 milioni di bambini. Altra legge importante uscita in quel periodo è quella  che assicura un generoso compenso alle persone, spesso piccoli agricoltori, i cui terreni sono acquisiti dallo Stato per scopi di sviluppo. In un Paese dove i due terzi della popolazione è ancora dipendente dall’agricoltura e piccole aziende agricole sono tutto ciò che la maggioranza degli indiani hanno per vivere, la nuova legge aiuta coloro che si sono spesso sentiti sfruttati e privati ​​dei loro mezzi di sussistenza dal potere di esproprio dello stato.

Sempre lo scorso anno l’India ha iniziato pagare miliardi di dollari per il benessere sociale direttamente al £suo” povero nel quadro di un nuovo programma che mira a tagliare fuori gli intermediari accusati della frode massiccia che affligge il sistema. In precedenza funzionari distribuivano i contanti ai poveri dopo aver effettuato un taglio, c’erano casi in cui tenevano tutto per loro, ed erano noti per iscrivere falsi destinatari o registrare persone non qualificate. Il programma, inaugurato nel gennaio 2013, vedrebbe i soldi accreditati direttamente nei conti bancari dei beneficiari chiedendo loro di provare la loro identità con dati biometrici, come le impronte digitali o scansioni della retina, ciò per il fatto che attualmente centinaia di milioni di indiani non hanno documenti d’identità.

Il programma è liberamente ispirato all’ampiamente elogiato programma Bolsa Familia del Brasile, che dal 2003 ha contribuito a sollevare più di 19 milioni di persone dalla povertà. Ovviamente anche all’uscita di questo programma il Bharatiya Janata Party ha accusato il partito del Congresso al potere di usare il programma per ottenere voti in vista nelle elezioni previste dal prossimo mese. Prese nel loro insieme queste nuove leggi sottolineano un movimento graduale ma decisivo verso una società in cui il benessere dei cittadini è basato su diritti piuttosto che su una carità effimera.

Affermare che la situazione è cambiata radicalmente sarebbe andare incontro a un brutta delusione, tuttavia, il quadro oggi è molto diverso dal passato. Una volta molti villaggi non avevano nessuna scuola, nessun centro sanitario, nessun negozio per le razioni, nessuna strada di accesso, nessun ufficio postale, né telefono, né elettricità, e forse neppure una non comoda fonte di acqua potabile, esistevano i centri di assistenza all’infanzia ma erano spesso chiusi, non c’erano opere pubbliche e pensioni per le vedove e gli anziani. Oggi non solo le strutture pubbliche sono costantemente ampliate, ma nelle persone si formano nuove aspettative e diventano più esigenti. Lentamente, troppo lentamente ma inesorabilmente, il principio della responsabilità sociale per i bisogni fondamentali delle persone si sta radicando.

A iniziare dal mondo dei bambini dove oggi dopo sempre più anganwadis che hanno cominciato a raggiungere gli standard che si pensava potessero essere possibile solo in alcuni stati come Tamil Nadu e Himachal Pradesh. Pochi programmi sono più importanti per il futuro del Paese e dei bambini indiani. Per arrivare a quello degli adulti le cui famiglie nelle zone rurali come Tamil Nadu, Himachal Pradesh e Chhattisgarh possono godere del buon funzionamento del sistema di distribuzione pubblica che fornisce loro cibo a buon mercato, non solo frumento o riso, ma anche altri elementi essenziali come legumi e olio commestibile per cui parlando oggi con loro, ci si rende conto dell’importanza del sistema per le persone povere ma soprattutto del fatto che aiutarli a mangiare meglio vuol anche dire offrire un certo tipo di sicurezza per le loro vite precarie.

Fino ad arrivare agli anziani dove le pensioni rappresentano il lato dolente del sistema welfare indiano anche se molti studi, come l’indagine del Public Evaluation of Entitlement Programmes suggeriscono che i soldi destinati ai fondi pensione sono ben spesi perché esse sono un’ancora di salvezza per molte vedove e anziani, la maggior parte dei quali vive una vita dura, anche quando possono ottenere qualche sostegno familiare. La pensione mensile offre loro piccole comodità anche se gli importi sono ridicolmente bassi. Sotto il Gandhi Old Age Pension Scheme Indira e l’Indira Gandhi Widow Pension Scheme, il governo centrale contribuisce con 200 e 300 rupie al mese, rispettivamente. Molti Stati aggiungono a questo proprie risorse, ma pochi vanno oltre 400 rupie al mese. 200 rupie sono 2.38 euro, 300 rupie 3.56, no stò scherzando, e 400 4.75 euro come dire che 900 rupie è la pensione per queste persone il India: vale a dire 10.7 euro, penso vada ripetuto, non al giorno, al mese.  

 

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