mercoledì, Maggio 12

India, preso l'uomo copertina della Rivoluzione field_506ffb1d3dbe2

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LIndian-Maoist‘arresto di Sabyasachi Panda, alias Sunil, il leader maoista dello stato orientale indiano di Odisha, già nelle liste degli Insorti più ricercati, è un enorme successo della Polizia di Stato e della sua forza di intelligence. Già coinvolto, nel 2012, nel rapimento dei due turisti italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, nell’attacco e successivo saccheggio dell’armeria della polizia nel distretto di Nayagarh, nel 2008, e in diversi casi di violenza e omicidio, dice la polizia, Sabyasachi Panda avrebbe fornito diversi dettagli sulla sorte delle armi e delle munizioni saccheggiate, sui modus operandi e sui segreti dei maoisti, e sulle loro fonti di finanziamento; tutte queste informazioni possono aiutare la polizia a ricostruire le azioni del movimento maoista e a contrastare la loro insurrezione nella zona orientale dell’India.

Così, dopo aver tradotto Sabyasachi dinanzi alla corte di Berhampur, la polizia lo ha preso in custodia cautelare per un interrogatorio che potrebbe durare per più giorni, come accade in casi di questo genere. Le speranze della polizia sollevano due principali domande: l’arresto di Sabyasachi è veramente un successo spettacolare? L’arresto di Sabyasachi influirà sulle azioni dei maoisti in Odisha e negli stati confinanti?

Negli ultimi due anni, si ritiene che Sabyasachi si sia indebolito, con la riduzione del numero dei quadri nel suo gruppo. Le sue differenze con i leader del comitato speciale zonale dell’Andhra Odisha Border (AOB), sono venuti alla luce quando ha ammesso, parlando a un gruppo scelto di giornalisti nel suo campo base, che il coinvolgimento di gruppi maoisiti nell’uccisione di Swami Saraswati Laxmananand (che ha portato a un violento conflitto di classe nel Kandhamal, nel 2008) è stato un “errore” e non ha seguito affatto il percorso ideologico della mobilitazione dell’opinione di massa prima partire per un’operazione di annientamento.

Il sequestro dei due cittadini italiani non ha contribuito a rafforzare la sua posizione nel partito. Piuttosto, Sabyasachi è stato criticato per aver rapito due cittadini stranieri esterni allo stato al quale il movimento ha dichiarato guerra. Molti hanno anche definito l’atto “guidato dall’interesse”, dato che il rilascio di sua moglie Subhashree Das (anche nota come Mili Panda) è stato posto tra le condizioni per il rilascio degli italiani rapiti.

La sua lettera di 16 pagine indirizzata al segretario generale  del partito CPI-maoista, Ganapathi, e ad altri due dirigenti, evidenziava le malefatte dei leader AOBSZC; ma è caduta nelle mani della polizia e dei media, generando molta ira contro di lui. Questo ha condotto al suo isolamento e all’espulsione dal partito CPI-maoista nel 2012.

Anche se ha tentato di ravvivare la sua forza dandosi una bandiera con la fondazione di “Odisha Maobadi Party” (OMP), dopo essere stato espulso dal partito CPI-maoista, non poteva raccogliere forze bastanti, in termini di quadri e di simpatizzanti. Invece, molti quadri si sono arresi, e alcuni sono stati uccisi dalla polizia. È stato pochi giorni dopo la notizia della fusione tra OMP e CPI-ML (Janashakti) e della formazione del Partito CPI (marxista-leninista-maoista), che Sabyasachi è caduto nella trappola della polizia.

Sabyasachi è rimasto isolato da tutti i lati, lasciandosi alle sue spalle un’esistenza minacciata dalle armi della polizia, e dai colleghi del suo vecchio partito. Come dice il noto giornalista Rahul Pandita in uno dei suoi reportage, «Ha temuto che la leadership maoista avesse l’intenzione di eliminarlo». Saputo che la polizia gli avrebbe sparato a vista, un gruppo di attivisti gandhiani hanno fatto appello affinché si arrendesse. Ma Sabyasachi ha rifiutato di farlo, dicendo che una tale mossa avrebbe indirettamente avallato le politiche di uno Stato di polizia che aveva lungamente chiamato anti-popolare nella sua stessa essenza, al servizio degli interessi dei borghesi o delle forze capitalistiche. Non voleva negare le sue opinioni sullo Stato, arrendendosi. Tuttavia, per la fortuna sua e della sua famiglia, è stato arrestato vivo dalla Polizia. Molti vedono l’arresto come pianificato, forse con motivazioni politiche, perché Sabyasachi è stato strategico nel fissare legami con alcuni leader politici che il partito di governo vuole sconfiggere.

«Sicuramente alcune frange hanno accelerato il processo e lui è stato messo sotto la custodia dello Stato», ha detto il dottor K Anuradha, attivista dello sviluppo che lavora sulle problematiche del territorio e sullo sviluppo tribale. Quindi, se i fatti sono questi, la rivendicazione del successo della polizia sembra essere vuota. Ma non c’è dubbio che l’arresto sia stato anche un incoraggiamento per la polizia di stato e per le forze anti-insurrezionali.

La polizia, tuttavia, auspica di poter ottenere qualche dato importante a partire dalle informazioni memorizzate nel computer portatile sequestrato a Sabyasachi e che potrebbero essere utili per rintracciare i maoisti e capire come si organizzano. Il pc potrà anche fornire i contatti dei simpatizzanti dei maoisti, che lavorano nella aree urbane per «l’espansione della rivoluzione sulla base dei principi dell’internazionalismo proletario», come è stato dichiarato dal Comitato di Coordinamento dei partiti maoisti e delle Organizzazioni dell’Asia del Sud (CCOMPOSA) nella quinta Conferenza di maggio 2013. Ricordando che «l’Asia del Sud è matura per una nuova rivoluzione democratica», la conferenza ha deciso di «prendere il potere, dove è possibile, sviluppare guerre popolari ai livelli più alti, preparare e avviare la guerra popolare dove i partiti esistono e costruire partiti nuovi dove non esistono».

Diverse attività di fusione e di espansione delle reti dell’estremismo di sinistra (LWE) negli ultimi mesi sono state ispirate da un’idea di espansione. La fusione del Partito Comunista dell’India (CPI), marxista-leninista – Naxalbari (influente a Kerala, Karnataka e Maharashtra) con il CPI – maoista, secondo un comunicato stampa congiunto emesso in data 1 maggio 2014, ha esteso l’area operativa, denominata corridoio rosso, della sinistra estremista dal confine con Nepal e Bhutan, alla penisola meridionale, dove si trovano catene montuose e boschi con la maggior parte delle sorgenti minerali e dell’acqua dell’India. Addirittura, alcuni dalams (squadroni) sono stati amalgamati per formare gruppi più grandi e potenti.

Il corridoio esteso, dai confini settentrionali dell’India alla penisola meridionale del Kerala, servirà come via maestra per espandere il movimento radicale agli altri paesi asiatici del sud e a far avanzare la diffusione del movimento, rendendo l’India epicentro del “nuovo movimento democratico”, come dicono i partiti del LWE riferendosi ad essa, nel sub-continente indiano.

Nell’ambito di questo piano di espansione, non c’è dubbio che i due comitati indiani a sud, il comitato di stato dell’Andhra Pradesh e l’AOBSZC, eserciteranno più potere, espandendo le loro attività nella regione. In una simile situazione, come potrà Sabyasachi Panda, un leader maoista che ha operato in alcune parti del Odisha, essere utile alla polizia di Odisha e degli stati confinanti nella lotta contro il movimento estremista?

È dimostrato che la maggior parte dei gruppi estremisti di sinistra operanti in India siano radicati principalmente nei movimenti precedenti: l’Andhra Pradesh, che lotta per la causa dello stato di Telengana, e l’insurrezione armata di Naxalbari dei contadini nel Bengala Occidentale, che ha dato un’ identità alternativa ai quadri LWE, che sono anche chiamati ‘Naxaliti’ in India. Sabyasachi è entrato nel movimento radicale attraverso i movimenti dell’Andhra Pradesh.

Panda ha lavorato nell’AOBSZC del partito CPI-maoista e, a volte, con i dirigenti del comitato di stato di AP, ed era ben consapevole del percorso del movimento e dello stile operativo dei dirigenti e delle loro squadre. Dato che la maggior parte dei leader di tutto il paese provengono da questi due Comitati che hjanno sede nell’Andhra Pradesh, la Polizia riceverà da Panda molte informazioni sui dirigenti che operano nelle diverse aree del paese. È stato riportato più volte che Sabyasachi ha avuto buoni collegamenti con diversi alti dirigenti e membri del Comitato centrale del partito CPI-maoista.

Prevedendo che la sua conoscenza del movimento e dei leader del partito possa contribuire fortemente, la polizia dell’Andhra Pradesh (AP) cercherà di prendere Sabyasachi sotto la sua custodia. Su di lui pendono oltre 60 processi penali nel solo dell’Andhra Pradesh, dice il rapporto. «Sebbene si dica che Panda avrebbe perso il suo controllo sulla regione, i funzionari di polizia dell’AP sono fiduciosi sul fatto che possa fornire informazioni sulle attività dei maoisti, utili alla polizia per preparare una schedatura sugli estremisti di Sinistra al confine con l’Andhra-Odisha (AOB)», dice un rapporto del New Indian Express.

In questo modo, il “ragazzo copertina della rivoluzione”, come il giornalista Rahul Pandita definisce Sabyasachi, continua ad avere enorme importanza per le forze anti-insurrezionali dell’India, anche dopo essere stato trattato come un “vecchio cane” di suo ex compagni, come dice Panda stesso nella sua lettera di 16 pagine ai dirigenti centrali del partito CPI-maoista. Ma è sempre per questo motivo che Sabyasachi Panda rappresenta un’ottima cattura, per la polizia indiana.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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