lunedì, Maggio 16

India: obiettivo tenere in piedi Mosca Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, è da oggi e fino a domani in visita ufficiale in India. Nella tempesta ucraina, l'India punta a non consegnare alla Cina la Russia e con essa l'Eurasia

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Il Ministro degli Esteri della Russia, Sergey Lavrov, è da oggi e fino a domani in visita ufficiale in India. E’ la prima visita di Lavrov a New Delhi da quando è iniziata la guerra in Ucraina. E la guerra in Ucraina, e le sue conseguenze geopolitiche, sono al centro di questo viaggio.
Ian Bremmer, politologo e fondatore e presidente di Eurasia Group, una società americana di ricerca e consulenza sui rischi politici, afferma che l’invasione russa dell’Ucraina segna la fine della globalizzazione solo per la Russia, a meno che l’Occidente non cominci ad allontanarsi dalla Cina. Probabilmente Mosca non è dello stesso avviso di Bremmer e proprio in uno dei momenti più difficili della guerra, manda il capo della sua diplomazia prima in Cina e poi in India.
E in India, la scorsa settimana, era arrivato in visita anche il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, la prima in oltre due anni. Pechino e New Delhi condividono una posizione similare in riferimento alla guerra ucraina. Cina e India non hanno condannato l’invasione russa dell’Ucraina; l’India si è astenuta dalle risoluzioni delle Nazioni Unite che censurano la Russia per l’invasione dell’Ucraina; l’India continua ad acquistare petrolio russo, e non solo petrolio.
India e Russia hanno una stretta relazione da decenni. New Delhi, che descrive Mosca come la sua «amica di lunga data e collaudata nel tempo», si procura la maggior parte del suo hardware militare chiave dalla Russia. In questa crisi, insomma, l’India ha puntato sulla neutralità. Anche per questo nei giorni scorsi l’India si è astenuta su una risoluzione promossa dalla Russia sulla crisi umanitaria in Ucraina, nel linguaggio della diplomazia, l’altra faccia della stessa medaglia della sua posizione neutrale sul conflitto.

Secondo i media indiani, «l’obiettivo della visita di Lavrov dovrebbe essere l’acquisto da parte dell’India di petrolio greggio russo scontato e l’attuazione di un sistema di pagamento in rupie per il commercio bilaterale per aggirare le sanzioni occidentali contro Mosca. Nei colloqui, è probabile che l’India faccia pressione per garantirsi la consegna tempestiva di vari hardware militari e componenti dei sistemi missilistici S-400 da parte della Russia».
Oltre alla finestra commerciale rupia-rublo, sono disponibili molte altre opzioni, incluso il regolamento di tutti i pagamenti governativi e parastatali direttamente attraverso le banche centrali dei due Paesi, ha affermato una fonte ‘Reuters‘ protetta da anonimato.
«L’India ha deciso di continuare a commerciare con la Russia, in un modo o nell’altro», ha affermato Happymon Jacob, professore di studi internazionali alla Jawaharlal Nehru University di Nuova Delhi.
Nelle discussioni di Lavrov con i vertici indiani, potrebbe entrare anche un secondo tema molto importante. Secondo ‘Reuters‘, l’India sta valutando la possibilità di consentire alla Russia di utilizzare i suoi fondi che giacciono presso la Reserve Bank of India (RBI) per investire in obbligazioni societarie indiane. Un tema che richiederebbe una discussione ai vertici politici, come potrebbe essere appunto questa occasione. Per altro, la Russia ha trattenuto circa 20 miliardi di rupie (263 milioni di dollari) di pagamenti indiani per l’equipaggiamento di difesa russo da consegnare.
A motivo della convenienza del prezzo, l’India ha acquistato almeno 13 milioni di barili di petrolio dal 24 febbraio -giorno dell’invasione russa-, contro i circa 16 milioni di barili importati dal Paese nell’arco di tutto lo scorso anno. E New Delhi sta valutando la possibilità di raddoppiare le sue importazioni di carbone da coke russo utilizzato nella produzione dell’acciaio. Martedì ‘Reutersha riferito che l’India ha accettato di acquistare 45.000 tonnellate di olio di girasole russo per la consegna di aprile dopo l’interruzione delle forniture dall’Ucraina, più del doppio della media mensile dell’anno scorso. Da considerare che il commercio annuale complessivo tra India e Russia fino ad ora è stato abbastanza limitato, con una media di circa 9 miliardi di dollari negli ultimi anni, secondo dati ‘Reuters‘, commercio trainato da fertilizzanti e petrolio. «L’India importerà più articoli dalla Russia, soprattutto se ha uno sconto», ha affermato un alto funzionario del governo indiano all’agenzia.

La lettura geopolitica di questo viaggio l’ha offertal’Observer Research Foundation (ORF), il think tank globale indipendente più importante dell’India, attraverso l’analista Nivedita Kapoor, la quale si domanda: il corso e l’esito della guerra Russia-Ucraina in corso modificheranno la politica estera di Nuova Delhi nei confronti di Mosca?
La natura senza precedenti delle sanzioni imposte alla Russia comporterà, a medio-lungo termine, che il mondo si troverà in un territorio inesplorato, visto che l’impatto di un’ex superpotenza nucleare che deve affrontare un profondo isolamento economico non è un precedente nella storia del mondo globalizzato. Se le sanzioni non vengono ulteriormente intensificate «e alcuni ‘Paesi neutrali‘ decidono di portare avanti la loro relazione, ciò potrebbe non portare a un collasso economico; ma ne uscirà comunque un Paese molto più debole. Se la Russia si orienta verso la Cina per disaccoppiarsi dall’Occidente, e la potenza emergente è disposta a escogitare meccanismi per aggirare le sanzioni, allora la Cina diventerebbe la chiave per la sopravvivenza economica della Russia sotto l’attuale regime di sanzioni». Il che significherebbe, afferma Kapoor, che «nel breve-medio periodo Mosca eserciterà una leva notevolmente inferiore nelle sue relazioni con la Cina». Inoltre, «poiché la Russia vedrebbe (almeno a medio termine) un declino delle proprie capacità di proiezione del potere, non sarebbe in grado di sfuggire all’impatto della sua invasione sui suoi interessi in altre regioni del mondo».

«La guerra ha già messo in luce l’entità della debolezza economica della Russia, qualcosa che è stato spesso indicato come la sua più grande sfida, che non può essere superata semplicemente guardando alla Cina come suo principale partner commerciale invece che all’Unione Europea. Ad esempio, il posizionamento politico della Russia in un Indo-Pacifico in rapida evoluzione stava affrontando sfide, non solo a causa di un deciso respingimento da parte degli Stati regionali contro una Cina sempre più aggressiva; ma anche a causa delle sue deboli capacità sul terreno. Un decennio dopo il suo perno verso est, Mosca rimane un attore economico minore nell’Asia-Pacifico, guidato dall’incapacità di far parte delle catene del valore regionali e con un’influenza limitata sul ritmo dei cambiamenti regionali».
Finora queste debolezze sono state mitigate attraverso la costruzione di relazioni bilaterali consingoli soggetti dell’area e dalla capacità di utilizzare le risorse disponibili per espandere costantemente l’influenza in Asia centrale, Caucaso, Asia occidentale e persino Afghanistan, rendendo Mosca capace di esercitare la sua influenza in varie aree geografiche regionali e soprattutto in Eurasia.

Ora, se la Russia è costretta a guardare alla Cina per un salvataggio, «ciò porterebbe a una decimazione della capacità russa di essere un attore influente in Eurasia, indebolendo ulteriormente il suo perno già vacillante verso il Est. Questo è un risultato che turberebbe profondamente l’India, la cui politica estera include la Russia come un partner importante nello spazio eurasiatico continentale. Che si tratti dell’Asia centrale, dell’Afghanistan o dell’Asia occidentale,l’influenza di Mosca è stata vista in una luce positiva», afferma Nivedita Kapoor. «L’invasione dell’Ucraina ora complica questi calcoli per Nuova Delhi e solleva importanti interrogativi sul futuro della Russia nell’ordine mondiale emergente».

La guerra ucraina «avrà un impatto diretto sui legami indo-russi, ma anche sul più ampio ambiente geopolitico in cui l’India avrà meno scelte rispetto a prima che la Russia decidesse d’invadere l’Ucraina». Allora, l’India è pronta a ricalibrare fondamentalmente la sua politica estera in tutta l’Eurasia in un lasso di tempo stretto, anche se il sistema regionale stesso è sotto stress?»
Se le trattative di pace andassero a buon fine si eviterebbe uno shock all’ordine regionale in Eurasia e l’India avrebbe il tempo e lo spazio di cui ha bisogno per decidere la futura traiettoria della politica nei confronti della Russia in un modo che non provochi danni immediati ai suoi interessi.
«Alcuni commentatori indiani hanno sollevato la prospettiva di uno sforzo di mediazione, sia per arginare una catastrofe umanitaria in corso, sia per preservare i propri interessi nazionali. Potrebbe non essere sufficiente da solo, ma se combinato con gli sforzi di altri Paesi amici della Russia, potrebbe creare un incentivo per la Russia a impegnarsi in seri negoziati con l’Ucraina. Potrebbe anche essere importante discutere con i partner occidentali l’uso della leva che detengono attraverso le sanzioni per modificare il comportamento russo. Le sanzioni sono un mezzo a lungo termine per indebolire la Russia nella speranza di un cambio di regime, o devono essere utilizzate per aiutare a raggiungere un accordo duraturo e porre fine alla guerra in corso? Il ruolo occidentale nel modo in cui la guerra finirà sarà cruciale, perché le questioni centrali della sicurezza europea non verrebbero affrontate esclusivamente attraverso un futuro accordo Russia-Ucraina. Mentre Mosca dovrà inevitabilmente recedere dalle sue posizioni massimaliste, anche gli Stati Uniti e l’UE devono cogliere l’occasione per stabilire un processo di dialogo credibile. Sebbene l’istinto al momento sia quello di punire la Russia per le sue azioni, è importante che tutte le parti evitino di ripetere gli errori del periodo successivo alla Guerra Fredda in cui gli accordi di compromesso erano visti come un anatema.»
«È chiaro che, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza russa sull’espansione della NATO, i suoi errori di calcolo e la sopravvalutazione delle proprie capacità l’hanno portata a lanciare una guerra che ora minaccia di annullare decenni di progressi nei settori della politica interna ed estera. Inoltre, molti dei suoi stessi miti -dall’essere una fortezza alla disunione dell’Occidente alle opinioni dell’Ucraina sulla Russia- sono crollati. Se la Russia impara a fare i conti con queste realtà senza essere una potenza nucleare isolata e scontenta con il veto del Consiglio di sicurezza; il risultato sarebbe molto più vantaggioso per la stabilità a lungo termine in Europa.

Se la Russia non riesce a raggiungere un accordo negoziato e la guerra si trascina insieme alla pressione delle sanzioni, l’India potrebbe essere costretta a rivalutare i contorni della sua partnership di lunga data con la Russia. Tuttavia, se Nuova Delhi scegliesse di raggiungere questo punto senza compiere sforzi per influenzare attivamente l’esito a suo favore e per persuadere la Russia verso un accordo globale con i suoi avversari e viceversa, consentirebbe semplicemente che la propria politica estera sia dettata dalle ramificazioni incontrollate dell’invasione russa e della risposta occidentale. Mentre i colloqui Russia-Ucraina continuano, l’India dovrebbe cercare di ricordare alla Russia i vantaggi di non essere un’entità isolata e utilizzare i suoi uffici per prevenire un risultato che toglie il controllo della sua politica estera dalle sue stesse mani», conclude Nivedita Kapoor.

C’è da ritenere che i colloqui tra Sergey Lavrov con il suo omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankar, e gli altri vertici del governo di New Delhi si appuntino proprio su questo sfondo geopolitico. L’India sembra disposta usare la sua neutralità nel recinto dei suoi interessi, per tanto disponibile a dare una mano a Mosca, intanto e da subito dal punto di vista economico, ma non certo per poi consegnare la Russia e la regione a Pechino, bensì ed esclusivamente per salvare quel che resta della capacità d’influenza della Russia perchè questa possa ancora avere una forza non troppo dissimile da quella cinese, e magari, in tempi lunghi, recuperare anche sul fronte europeo. Insomma, l’India ha bisogno di tenere in piedi la Russia.

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