martedì, Maggio 18

India: necessità di un complesso militare globalizzato

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Non molto tempo prima della sua morte, l’ex Presidente A.P.J. Abdul Kalam sottolineò l’importanza di una strategia di difesa a lungo termine e un progetto per la crescita dell’industria della difesa, convinto della necessità, per l’India, di creare un complesso militare-industriale che coinvolgesse le grandi industrie private. «L’urgenza attuale è quella di creare un complesso militare industriale (CMI) a livello nazionale coinvolgendo grandi e medie imprese insieme alle unità del settore pubblico e i suoi membri»: queste le parole di Kalam durante un evento organizzato dalla Associated Chambers of Commerce and Industry of India nel maggio di quest’anno. Tuttavia per Kalam un CMI non consisteva in una semplice collaborazione tra le unità del settore pubblico e le imprese indiane. Sottolineava infatti: «Incoraggiare collegamenti ad alta tecnologia e collegamenti di impresa tra le industrie di difesa globale indiane e straniere non solo aumenterà la competitività, ma preparerà il terreno per l’esportazione».

L’ex Presidente aveva ragione. Le reti dei CMI stanno diventando sempre più globalizzate. Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti, la prima potenza militare a livello mondiale: non a caso il termine ‘complesso militare industriale’ è stato coniato negli Stati Uniti dal presidente Dwight Eisenhower durante la Guerra Fredda per aprire la cosiddetta ‘seconda era’ del CMI americano. Durante la prima era, la cui durata si protrasse dal 1787 al 1941, il settore della Difesa negli Stati Uniti consisteva esclusivamente in arsenali e cantieri navali di proprietà del Governo. Tuttavia, con la partecipazione degli Stati Uniti al secondo conflitto mondiale, il presidente Franklin Roosvelt creò la ‘War Production Board’ reclutando le maggiori industrie private, in particolare quelle del settore automobilistico, coinvolgendole attivamente nelle fasi di guerra. Alla fine della guerra, non solo queste aziende private, come Boeing e General Motors consolidarono la loro partecipazione al settore militare, ma vennero affiancate da altre aziende quali AT&T, Genaral Electric e IBM. Una caratteristica importante di questa nuova era è stato il finanziamento del settore privato da parte del Pentagono, che ha prodotto delle tecnologie di livello mondiale non a esclusivo uso militare ma accessibile anche ai comuni cittadini. Si possono citare in proposito il drone, i visori notturni, i GPS per automobili, senza dimenticare la tecnologia più importante, Internet.

La fine della Guerra Fredda durante gli anni ’90 vide emergere la ‘terza era’ (attualmente in atto), le cui principali caratteristiche sono le seguenti: in primo luogo l’industria si è sviluppata da gruppi conglomerati caratterizzati da una diversificazione produttiva ed è stata gestita da aziende a esclusivo scopo di difesa; in secondo luogo il contributo del Pentagono, sia dal punto di vista finanziario che tecnologico, è diminuito a causa della riduzione dei budget per la Difesa. Di conseguenza, e questa è la terza caratteristica, i CMI americani stanno acquisendo tecnologie commerciali (comprando o dando visibilità ai produttori di tecnologia) come cloud computing, sicurezza informatica, nanotecnologia e perfino smartphone. Basti notare come Google ha acquisito Boston Dynamics, creatore di BigDog, un robot quadrupede in grado di fornire supporto tecnico ai soldati su terreni accidentati.

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