lunedì, Luglio 26

India, la redditizia industria dell'urina di vacca field_506ffb1d3dbe2

0

Il settore può apparire stravagante, ma non in India. La produzione e il commercio dell’urina di vacca appartengono a uno degli ambiti economici più in rialzo nel Paese, tanto che il Primo Ministro Narendra Modi ha introdotto, nell’ultimo biennio, diversi programmi per la protezione degli animali. Facendo ciò ha mostrato lungimiranza nel garantire lo sviluppo di un settore fortemente redditizio per l’economia dell’India: il Governo ha infatti speso 87 milioni di dollari in operazioni di protezione degli animali (forti restrizioni sulla vendita illegale nei Paesi vicini e sulla commestibilità dei bovini in quanto, è bene ricordarlo, sono considerati sacri in India) e supporto alle industrie che si occupano del trattamento dei loro “rifiuti”.

Attualmente la produzione di urina distillata da bovini femmine in India corrisponde alla produzione del latte. Tuttavia i metodi risultano ancora da perfezionare, poiché, a differenza della mungitura da latte, non sono da sottovalutare le “imprevedibilità” legate alle vie urinarie degli animali. Ciò che viene raccolto nelle stalle dai contadini viene versato in un distillatore che ne elimina le impurità e viene venduto come riduzione in polvere o concentrato liquido. L’ambito sanitario è il principale destinatario del prodotto: secondo gli esperti, l’urina di vacca è in grado di fornire un aiuto alla cura di diabete, pressione sanguigna, asma, eczema e psoriasi e tantissime altre patologie. Vero e proprio elisir della lunga vita? Sì, secondo la tradizione ayurvedica, che sicuramente determina la crescente domanda del prodotto nell’economia interna e, di conseguenza, giustifica gli investimenti del Governo.

Alcuni dati da prendere in considerazione risultano importanti. Un litro di distillato di urina si vende a una cifra che arriva a un massimo di 1,50 dollari e, tale industria, permette di rendere “produttive” le vacche fino alla loro dipartita (la media di vita è di circa 15 anni), considerando che invece, nella produzione di latte, un bovino femmina cessa di essere produttiva a una certa età.

(video tratto dal canale Youtube di ‘NewsBeat Social’)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->