martedì, Agosto 3

India: la più grande elezione della storia field_506ffb1d3dbe2

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814 milioni di elettori, 100 milioni voteranno per la prima volta, un tasso di partecipazione stimato del 70%, la più grande democrazia al mondo va al voto in quella che entrerà nel Guiness dei Primati come la più grande elezione della storia.

L’India è una federazione composta da 28 Stati e 7 Territori dell’unione. Tutti gli Stati, così come i Territori dell’Unione di Pondicherry e il Terriorio della Capitale Nazionale di Delhi, hanno governi liberamente eletti modellati sul modello di Westminster. Ci sono cinque Territori direttamente governati dal centro attraverso amministratori nominati. Gli Stati sono organizzato su base linguistica fin dal 1956 e da allora la loro struttura è rimasta sostanzialmente invariata.

Questo grosso sub-continente  è una Repubblica parlamentare con un sistema multi-partitico: sei partiti nazionali riconosciuti, tra cui l’Indian National Congress (il Partito del Congresso) e il Bharatiya Janata Party,  e più di 40 partiti regionali. Nella cultura politica indiana il Partito del Congresso è considerato di centro-sinistra o liberale, il Bharatiya Janata Party di centro-destra o conservatore.

Il 7 aprile questa federazione di Stati, la cui area di 3.287.263 kmq -quasi 11 volte più grande di quella italiana- e con una popolazione di 1.220.800.359 (stima al luglio 2013) -la seconda a livello mondiale, circa 20 volte quella del nostro Paese-, andrà alle urne e, nonostante gli impressionanti numeri in campo, tutto si prevede si svolgerà in modo straordinariamente calmo.

Le votazioni avranno una durata totale di 72 giorni e saranno divise in 9 fasi, gli elettori finiranno di votare il 12 maggio, giorno di chiusura delle urne e le schede cominceranno ad essere scrutinate il giorno 16 dello stesso mese; si prevede che lo scrutinio durerà un giorno.

Il fatto che la Commissione elettorale abbia optato per nove fasi, contro le cinque del 2009 -la durata del periodo elettorale è lo stesso del 2009-, è da ricercare principalmente nelle misure di sicurezza messe in campo. Suddividere le votazioni in più fasi permette una maggiore disponibilità di uomini per la sicurezza, garantendo forze adeguate nelle zone interessate dal voto.

Come ha detto il Presidente della Commissione Elettorale, Veeravalli Sundaram Sampath: «Tutti, partiti, leader e membri del Governo dovranno, da  ora in poi, rispettare il codice morale di condotta». Ciò significa che nessun organo governativo del Paese potrà prendere decisioni o fare annunci che possano dare al partito al Governo un sleale vantaggio elettorale. Per qualsiasi decisione importante, il Governo dovrà avere una preventiva approvazione della Commissione Elettorale.

Tenendo anche in considerazione la probabilità che i media vengano pagati per la diffusione di notizie tese a influenzare gli elettori, la Commissione Elettorale ha deciso di istituire comitati di monitoraggio dei media per ciascun distretto.  Altre misure sono state adottate in modo da mantenere una stretta vigilanza su qualsiasi elemento che possa provocare corruzione, ad esempio, ogni candidato dovrà aver aperto in anticipo conti separati per le spese elettorali e uno stringente monitoraggio delle spese è stato posto in atto.      
L’introduzione di macchine per il voto elettronico ha notevolmente ridotto la possibilità di qualsiasi tipo di manomissione del voto. Una sorveglianza vigile contribuirà a garantire che i votanti  non siano intimiditi da sicari politici come è accaduto in passato.

Tutto è stato studiato con molto anticipo, si è fatto in modo di non far coincidere i festival locali con le date delle elezioni. Sono state previste con la maggior precisione possibile le condizioni atmosferiche.  

 

 

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