giovedì, Aprile 22

India: il jolly degli USA in Asia field_506ffb1d3dbe2

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Obama-Modi

 

New Delhi – Il Primo Ministro Narendra Modi incontrerà il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, lunedì 29 settembre, dopo che avrà tenuto il suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU previsto per domani 27 settembre. Si pensa che questo incontro conferirà ai rapporti India-USA un nuovo dinamismo.

Se da un lato l’India, primo fra tutti il Ministro per gli Affari Esteri, ritiene che la «visita sia un avvenimento molto importante», anche gli Stati Uniti, nutrono le stesse speranze circa la visita di Modi.

«Accogliamo calorosamente il Primo Ministro Modi negli Stati Uniti con la speranza di poter lavorare insieme per far crescere i nostri rapporti e trovare punti in comune che possiamo rafforzare negli anni a venire», ha dichiarato il Senatore John Cornyn, co-fondatore e co-presidente in Senato dell’India Caucus, sottolineando il fatto che «i rapporti tra India e USA sono ancora una delle principali alleanze del mondo», poiché entrambe le Nazioni sono le due più grandi democrazie.

In una dichiarazione congiunta rilasciata insieme all’altro co-Presidente, il Senatore Mark Warner, Cornyn ha detto: «Sono impaziente di continuare ad aiutare l’associazione USA-India a sviluppare completamente il proprio potenziale».

Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa indiana ‘Press Trust of India‘, in seguito ai passi compiuti dal Governo di Modi nei suoi primi 100 giorni, l’Amministrazione Obama considera l’India come un Paese di enorme importanza strategica che può agire come una forza di stabilizzazione in tutta la regione del Pacifico Orientale. Nettamente a favore dell’idea che un’India forte e prospera sia decisamente compatibile con gli interessi degli Stati Uniti, questi ultimi sperano che il Primo Ministro Modi giocherà un ruolo fondamentale non solo nel Sud dell’Asia, ma anche nel Sud-Est asiatico.
«I due leader affronteranno una serie di questioni di mutuo interesse al fine di ampliare e rendere più profonda l’alleanza strategica USA – India. Parleranno delle prospettive per accelerare lo sviluppo economico, per migliorare la cooperazione sulla sicurezza e per collaborare in attività che porteranno benefici a lungo termine a entrambi i paesi e al resto del mondo», si comunica dalla Casa Bianca.

Per quanto riguarda gli argomenti che saranno dibattuti da Modi e Obama, il Senatore Mark Warner fornisce un piccolo anticipo: «Dall’energia alla difesa, dalla lotta al terrorismo al commercio, gli Stati Uniti e l’India hanno molti interessi nazionali in comune».

Escludendo la possibilità di un qualche tipo di investimento diretto in India, annunciato da Paesi come il Giappone e la Cina, Nisha Desai Biswal, vice Segretario di Stato per il l’Asia del Sud e Centrale nell’Amministrazione Obama, ha affermato che «È previsto un ordine del giorno molto sostanzioso», durante la visita. Il vice Segretario individua la sicurezza, la difesa, il commercio, la tecnologia come alcuni degli argomenti principali su cui deve vertere l’azione congiunta dei due Paesi.

Dall’incontro tra i leader delle due più grandi democrazie, l’India spera di ottenere dagli USA il ritiro delle sanzioni per le importazioni solari al fine di dare impulso al settore delle energie rinnovabili, come una risposta positiva alla decisione presa dal Governo Modi di non imporre nessun dazio anti-dumping su tali importazioni.

Sebbene la posizione dell’India nella WTO sull’accordo per la facilitazione degli scambi commerciali sarà probabilmente una delle questioni più importanti durante i colloqui, è opinione degli esperti che ciò non condizionerà l’incontro bilaterale perché ci sono molti altri temi che i due Paesi devono discutere.

Entrambi i leader «si concentreranno anche su questioni regionali, come gli attuali sviluppi della situazione in Afghanistan, in Siria e in Iraq, dove l’India e gli Stati Uniti possono lavorare insieme coinvolgendo altri Paesi per trovare una soluzione positiva», afferma il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, aggiungendo che Obama desidera lavorare con Modi per compiere la promessa di un’alleanza strategica USA-India per il bene dei cittadini di entrambi e del mondo intero.

Con la speranza che le questioni collegate del terrorismo e dell’intelligence occuperanno una posizione di rilievo durante l’incontro, Christine Fair, docente associato presso il Center for Peace and Security Studies della Edmund A Walsh School of Foreign Service della Georgetown University, nonché autrice di ‘Fighting To The End – The Pakistan Army’s Way of War‘, sostiene che gli USA si attendono dall’India una cooperazione per combattere ISIS in Iraq e in Siria, monitorare la situazione in Afghanistan, mentre l’India cerca un aiuto per frenare i progetti di al-Qaeda, come ha commentato Sujeet Rajan del ‘Global India Newswire‘ di Washington DC.

«Per gli Stati Uniti, l’unico grosso vantaggio (in particolare sotto la luce delle crescenti restrizioni) è il ruolo dell’india nella sicurezza», sostiene Dhruva Jaishankar, membro del centro di ricerca con sede a Washington DC, German Marshall Fund, secondo quanto riporta ‘Sujeet Ranjan‘.
«Dal momento che gli USA non desiderano essere trascinati in conflitti nella regione, un intervento anche limitato dell’India sarebbe considerato molto importante per gli Stati Uniti», aggiunge Dhruva Jaishankar.

Secondo Michael Schuman di ‘Time Magazine’, benché l’imminente visita di Modi in America porti tanta speranza quanto scetticismo rispetto ai vantaggi per l’India, il meeting tra Modi e Obama è notevolmente più importante per quanto riguarda le attuali strategie geopolitiche in Asia, in particolare nella contesa tra due schieramenti (da una parte la Cina e dall’altra gli USA e i loro alleati, come il Giappone, la Corea del Sud e le Filippine) dove la Cina intenderebbe creare da sola un blocco di forza per contrastare l’influenza statunitense nella regione.

In tale situazione, l’India è il jolly che gli USA devono riuscire a farsi amico non solo per aumentare la loro influenza, ma anche per limitare il crescente potere della Cina in tutta l’Asia.

 

Traduzione Marco Barberi

 

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