domenica, Settembre 26

India: i "salvatori" degli uccelli migratori in crisi

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La natura e la fauna selvatica potrebbero essere conservate meglio se le comunità locali fossero debitamente educate e motivate. Circa 70 km a sud di Bhubaneswar, il villaggio Mangalajodi sulla riva del lago Chilka, la laguna di acqua salmastra più grande dell’Asia, è un testimone di questa faccenda. Circa 25 abitanti del villaggio, molti dei quali un tempo erano bracconieri, sono diventati adesso “salvatori” degli ospiti aviari invernali che vengono da diverse parti del mondo inclusi i Paesi siberiani e arabi. La riva paludosa del Chilka vicino Mangalajodi, comunque, riceve all’incirca 150.000 uccelli ogni inverno.

Gli esperti credono che il lago attragga regolarmente un numero notevole  di uccelli a causa della sua grandezza così come della presenza di risorse ittiche e di un ecosistema unico che comprende una varietà di specie di piante acquatiche, che insieme rendono il Chilka un posto che racchiude ampie opportunità di nutrimento per i suoi visitatori alati. Il lago ha ricevuto circa 900.000 uccelli migratori nel 2013 tuttavia il numero era minore la scorsa stagione, 2013-14, forse a causa dell’impatto della tempesta ciclonica Phailin che ha colpito la costa di Odisha durante l’ottobre del 2013.

Secondo il rapporto pubblicato in ‘Current Science’, basato su uno studio condotto dal Centro Nazionale Indiano per i Servizi di Informazione sull’Oceano INCOIS, la tempesta Phailin ha alterato la concentrazione di salinità, di silicati e di ammoniaca, che potrebbe portare all’alterazione della composizione delle specie di fitoplancton e potrebbe anche intaccare la “rete del cibo” e “l’economia della laguna” che è stimato sia al di sopra delle 420 crores di rupie all’anno.

Spronati da Nandakishore Bhujabal, un amante della natura e della fauna selvatica che ha fondato l’organizzazione non-governativa Wild Orissa, gli abitanti del villaggio di Mangalajodi hanno formato un comitato per la protezione degli uccelli chiamato ‘Sri Sri Mahaveer Pakshi Suraksha Samiti’ dal 2000. «I membri del comitato si occupano della protezione degli uccelli migratori e producono qualche entrata facilitando la navigazione a vela dei turisti sul lago per fargli vedere gli uccelli più da vicino», dice Ramahari Behera, Presidente del Samiti.

Iniziando con solo tre barche, con il supporto della ONG Wild Orissa, il Samiti ha aggiunto da sè un’altra barca mentre i membri ne hanno aggiunte personalmente altre otto per il totale di dodici barche, con il compito di portare i turisti e gli amanti degli uccelli nel lago per fare un’esperienza di bird watching. «Durante questi tre mesi, quando gli uccelli sono soliti stare da questa parte del lago, ogni membro guadagna circa 5000 rupie al mese portando i turisti sul lago», dice Madhav Behera, Segretario del Samiti. «Questo guadagno non è sufficiente per mantenere una famiglia, ma non riusciamo a pensare a nessuna alternativa», aggiunge Madhav.

Tradizionalmente, le persone che vivono attorno al lago Chilka sono state dipendenti dalla laguna e dalle sue risorse ittiche che comprendono circa 225 varietà di specie di pesce. Secondo i dati forniti dall’Autorità di Sviluppo del Chilka CDA, «Il lago Chilka ha 132 villaggi di pesca con una popolazione totale di più di 0,15 milioni» di cui «circa il 30% (46,500) delle popolazioni dei villaggi di pesca sono pescatori attivi, anche se molti altri dipendono indirettamente dal mercato ittico». Menzionando che il lago fornisce vivibilità a circa 200.000 pescatori che vivono nei villaggi adiacenti, un rapporto pubblicato dal ‘Fishing Chimes’ riporta che «la produzione ittica comprende più del 70% dell’economia del Chilka con la pesca che include pesci (65%), gamberi (33%) e granchi (2%)». La pesca, prima risorsa di vivibilità da secoli, non è più affidabile come un tempo per gli abitanti del villaggio Mangalajodi poiché il suo esubero e la riduzione del lago hanno reso difficile per i pescatori locali una buona battuta di pesca, che potrebbe far guadagnare loro 300-500 rupie al giorno.

Sebbene i dati ufficiali forniti dal governo di Odisha sostengano che la laguna è estesa su 1100 km², 1165 km² per il CDA, il rapporto sugli impatti del Phailin sul lago Chilka, pubblicato in ‘Current Science’, indica che l’area è diminuita a 1020 km² durante la stagione dei monsoni e a 704 km² durante l’estate. Secondo gli abitanti del villaggio, il lago che una volta era vicino al villaggio ora è a 3 km di distanza. «Nuovamente siccome la costa è diventata paludosa, dobbiamo andare avanti fino a 5 km nel lago per pescare. Anche in questo caso, difficilmente riusciamo a pescare un pesce di grandezza buona nel Chilka al giorno d’oggi», dice un pescatore del villaggio. Una battuta standard di pesca fornisce 5-7 kg in media e fa guadagnare tra le 300 e le 500 rupie al giorno ad un pescatore, esclusi i bisogni di consumo. Ad ogni modo, questo è possibile solo quando si fa una buona battuta in cui ogni pesce pesi più di un kg perché i pesci di questa grandezza sono i più richiesti sul mercato. Ma al giorno d’oggi questo succede difficilmente.

Siccome la pesca giornaliera non è più un’attrazione come prima, l’angoscia della migrazione giovanile ha già preso piede nel villaggio. «Circa il 90% dei giovani sta migrando verso altri stati per lavorare come lavoratori retribuiti», dice Jadu Behera, vice-presidente del Samiti. Al fine di mantenere impegnata la comunità per la preservazione del lago e del suo ecosistema, è essenziale che vengano offerte a questi abitanti opzioni alternative per la vivibilità. Ma, sfortunatamente, «Nessuno si preoccupa per noi. Né l’unione dei pescatori della zona né il governo capiscono i nostri problemi e cercano di risolverli. Al contrario tutti ascoltano solo le persone povere», sostiene Madhav con afflizione.

 

Traduzione di Sara Merlino

 

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