giovedì, Aprile 22

India: GST, verso la riforma fiscale Arun Jaitly e GST: una priorità

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New Delhi – Subito dopo aver assunto il suo incarico nel Governo targato NDA (National Democratic Alliance), il Ministro delle Finanze indiano Arun Jaitly ha subito avviato un impegno in via prioritaria, cioè  l’implementazione della GST (goods and services tax – NdT)

La GST era stata introdotta dal precedente governo UPA (United Progressive Allliance), che però non era riuscito a implementarla a causa dell’opposizione di molti stati della federazione indiana, in gran parte guidati da BJP (Bharatiya Janata Party).

Nel corso di un incontro con i funzionari incaricati di verificare lo stato del sistema di tassazione, il Ministro delle Finanze Arun Jaitley ha chiesto un piano di azione che elenchi i punti di disaccordo con i governi provinciali, punti che avrebbero impedito al precedente governo di implementare la GST.

Come è stato riportato, ci si attende che il ministro delle finanze incontri le sue controparti – cioè i ministri dei singoli stati – nel prossimo mese di giugno, per individuare i punti di disaccordo e costruire il consenso; questo sarà indispensabile per avviare rapidamente la GST, la più ambiziosa riforma fiscale che intende rendere quello indiano un mercato comune e unificato. La riforma garantirà anche la movimentazione delle merci secondo condizioni convenienti per il business.

In una nota dove si illustra l’attuale problematicità della riscossione dei tributi, Reuters cita una recente indagine della Banca Mondiale dedicata alle forme di sostegno all’imprenditoria; realizzata in 189 Paesi, l’indagine colloca l’India in 158° posizione – accanto a un Afghanistan martoriato dalla guerra e al vicino Bangladesh.

Molti uomini d’affari salutano dunque con favore l’idea della GST che viene promossa dal nuovo governo. «Una rapida implementazione della GST può contribuire a riportare l’India al primo posto della crescita [economica, ha detto Adi Godrej, amministratore di uno dei maggiori consorzi di imprese, il Godrej Group; Godrej ha anche stimato come la riforma fiscale sia capace di garantire all’India due punti di PIL aggiuntivi

«La GST mostra una prospettiva di maggiore conformità ed efficienza nella riscossione dei tributi, mentre il consumatore finale si troverà a pagare prezzi inferiori, perché l’inflazione diminuirà», dice l’economista Ajit Ranade, di Mumbai, che si è rivolto al Governo NDA spronandolo ad approvare la riforma il prima possibile.

Molte imprese, tra cui quelle del settore automobilistico e della vendita alimentare al dettaglio, chiedono da tempo una riforma dell’attuale sistema fiscale, tra i più complessi di tutto il mondo, e confidano molto nella capacità del governo di implementare la GST.

In ogni caso, realizzare la riforma non sarà un lavoro facile per il governo, perché dovrà ottenere l’approvazione di entrambe le camere del parlamento indiano. Anche se il BJP ha la maggioranza nel Lok Sabha, la Camera bassa, non può contare sulla stessa forza nella camera alta, la Rajya Sabha, dove per far passare la proposta di legge è necessario il sostegno dell’opposizione, l’Indian National Congress, o dei partiti regionali.

Pertanto, mentre si lavora sulla costruzione del consenso da parte degli stati, il governo si dà anche il compito di mobilitare i sostenitori nella Rajya Sabha. In ogni caso, a parziale sostegno del governo, il Congress Party (68 parlamentari nel Rajya Sabha), ha annunciato che sosterrà la proposta di legge relativa alla GST nella camera alta. Se ciò accadrà, non ci sarà alcun ostacolo al fatto che la proposta diventi legge a tutti gli effetti.

Ma, mentre il processo verso la GST si realizza velocemente, così come dichiara anche il Ministro delle Finanze, le proposte di DTC (direct taxes code, cioè un codice di diritto tributario) sembrano essere rimaste in secondo piano. L’obiettivo del DTC era quello di estendere i casi di esenzione, aggiungendo una serie di “scappatoie” alle attuali normative fiscali.

 

(Traduzione Valeria Noli)

 

 

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