mercoledì, Agosto 4

India, fallimento nella cura dei bambini

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Le ragioni

Il dottor Robert, professore presso la Scuola di sanità pubblica Johns Hopkins Bloomberg a Baltimora, Stati Uniti, ha dichiarato: «In India, più della metà dei decessi infantili si verifica nel primo mese di vita, e la principale causa clinica è la complicazione dovuta alla prematurità. Le malattie infettive rimangono importanti cause di morte nel primo mese di vita e fino al 5° anno di età».

La prima e più importante ragione che porta a questa urgente situazione di assistenza sanitaria infantile in India è l’educazione dei genitori e della madre in particolare. Secondo il rapporto Unicef, la metà delle donne tra i 15 e i 49 anni in India ha un problema di anemia; di conseguenza, il tasso di mortalità neonatale precoce insieme al numero di decessi di madre dopo il parto sta diminuendo lentamente. “La mancanza di conoscenza circa la gravidanza e l’assistenza sanitaria durante il periodo di gravidanza delle donne, in particolare nelle zone rurali, è la ragione principale che porta alla mortalità neonatale”, commenta invece il dottor C. Usha Rao.

Se il problema fosse solo l’educazione la storia sarebbe più facile da affrontare, e forse l’India già avrebbe raggiunto l’obiettivo dei MDG4. Invece il fattore economico-sociale in questo Paese è più difficile da risolvere di quello sanitario. Ad esempio ci sono alcuni studi che dimostrano come i bambini nati in una casta programmata (SC) avranno un rischio di morte nel periodo neonatale maggiore del 13% maggiore, e dell’8% nel periodo successivo. Inoltre, il rapido ritmo di sviluppo della povertà nelle città è un altro motivo che incide sui decessi infantili, a causa della peggiore condizione di vita delle donne nelle baraccopoli e dell’ambiente che le circonda, come fonti di acqua potabile, l’aria inquinata e i pessimi servizi igienico-sanitari. Tutte queste questioni cruciali non sono state ancora affrontate in India: è così da decenni e continuerà anche in futuro senza un intervento deciso.

 

È un caso urgente per il Governo indiano tale da interferire con gli altri problemi?

Le statistiche sulla salute mondiale del 2013 hanno mostrato che la spesa in India per la salute è una delle più basse al mondo e rappresenta solo l’1,2% del PIL; per la Cina rappresenta il 3%, mentre per gli Stati Uniti l’8,3%, rispetto al livello globale che è del 5,4%. Questa ‘povertà’ d’investimenti nel sistema sanitario pubblico dice anche che l’assistenza sanitaria non è una preoccupazione importante del Governo indiano, anche se il Primo Ministro Narendra Modi ha promesso un livello di assistenza sanitaria universale, sebbene i numeri dicano il contrario. Inoltre, questo investimento è sceso dal 2014 da 37,333 rupie a 33,150, mentre l’obiettivo di spesa per la sanità nazionale, fissato per il 2015 al 2,5% del PIL, purtroppo è fermo solo all’1,2%.

“Ci sono così tante ONG e progetti che hanno investito nell’infanzia e nella sanitaria pubblica in India; ma non portano molti miglioramenti perché la corruzione è un altro motivo importante di questi numeri. La verità è che questi aiuti non possono raggiungere le persone che ne hanno bisogno, soprattutto nelle zone rurali”, ha aggiunto il Dr .C. Usha Rao, che lancia così l’allarme. È per questo che l’OMS classifica il sistema sanitario indiano al 112° posto su 190 Paesi, e pone un grande dilemma sulla sicurezza nazionale in India. O forse per il Governo indiano non è importante per lo sviluppo dell’India in prospettiva?

 

Traduzione di Daniele Petroselli

 

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