domenica, Novembre 28

India, dove si vendono i bambini

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india bambini

In una delle più grandi economie del mondo, dove la parola d’ordine della politica è ‘sviluppo’, l’estrema povertà costringe i genitori a vendere i loro figli. Tutte le pretese di aver conseguito condizioni di sviluppo e sicurezza alimentare suonano vuote, da quando un gruppo di ricercatori ha diffuso un report dove si indicano la povertà e la fame come le ragioni principali per cui i genitori del nel Nimapara, distretto di Odisha’s Puri, in India, vendono i loro bambini.

A seguito della notizia della vendita di un bambino di 24 giorni, fatta dai suoi genitori per 15.000 rupie, il team – composto da sei attivisti della Campagna per il Diritto al Cibo – ha svolto un’indagine sulla contrattazione, che è stata facilitata da un intermediario locale. Sulochana Naik and Trinath Naik, i due genitori-venditori, che vivono in una casa periferica di polietilene coperta da un tetto di paglia, hanno due figli e due figlie, tra cui il neonato. Con la famiglia costretta a saltare la cena, a causa della grave povertà e per più volte in un mese, i genitori hanno considerato il neonato un carico insostenibile. La famiglia dipende dal reddito di Trinath Naik, un conduttore di risciò. La limitata razione mensile di 25 kg di riso al prezzo agevolato di 2 rupie al chilo (in totale meno di un dollaro USA) e una pensione di vecchiaia di 300 rupie al mese (5 dollari USA) non bastavano a garantire la sopravvivenza della famiglia, dice il report.

“Anche se ero riluttante, mio marito ha insistito affinché vendessi mio figlio e ho dovuto accettare l’offerta perché non avevamo soldi per acquistare il cibo per il bambino appena nato, né per crescerlo”, ha detto Sulochana, la madre del bambino, al gruppo di ricercatori. Dopo l’intervento, l’attenzione della polizia si è rivolta contro gli intermediari dello scambio. Ma “questo non risolve il problema. L’inquietante episodio della vendita di bambini è una chiara indicazione di come molti programmi governativi siano falliti. Il sistema di distribuzione pubblica (PDS, programma alimentare e di sostegno per i poveri – NdT)  è insufficiente, i programmi per il welfare di madre e figlio sono gravemente falliti”, ha detto Pradip Pradhan, un attivista per il diritto al cibo.

Anche se il governo ha programmi speciali, come i Servizi di sviluppo integrato per i bambini (ICDS), volti a sostenere i bambini con meno di cinque anni fornendo integrazioni alimentari – come i cereali – o curando l’istruzione primaria, il team di ricerca ha accertato che i figli e le figlie di Sulochana non risultavano nemmeno registrati nel centro del competente villaggio di Anganwadi. Mentre il Funzionario del progetto per lo sviluppo dell’infanzia (Child Development Project Officer – CDPO) ha puntato l’indice contro il responsabile del centro del villaggio, i membri della società civile affermano che “non esiste alcun meccanismo di controllo sui programmi”. “I programmi di welfare sono diventati obsoleti e, quindi , inadatti a soddisfare le necessità dei poveri. Pertanto devono essere rivisti e bisogna fare cambiamenti indispensabili per raggiungere l’obiettivo”, ha detto Pradip Pradhan. “Il governo può impegnarsi e può accettare l’aiuto delle organizzazioni della società civile, per revisionare i programmi. Ma è curioso che il governo centrale non abbia mai abbastanza fiducia nella società civile”, ha aggiunto.

Secondo il report, datato 31 maggio, una donna è stata costretta dalla povertà a vendere il suo bambino appena nato, per 13.000 rupie, a una coppia senza figli nel distretto di Jalpaiguri, nel Bengala occidentale. Questi, comunque, non sono pochi e isolati casi di povertà, fame e commercio di bambini, ma si tratta di quelli che sono stati raccontati dai mass media. La Campagna per il diritto al cibo di Orissa, negli ultimi anni ha presentato 30 denunce alla Commissione Nazionale per i Diritti Umani (NHRC), dove si evidenzia il fallimento dei programmi di sicurezza alimentare e sociale, nell’ambito della campagna e dei programmi di assistenza contro la fame e la malnutrizione realizzati nel territorio dello stato. In modo analogo, centinaia di simili casi in tutto il Paese sono pendenti presso la NHRC. Questi casi dimostrano come i poveri restino del tutto privi dei benefici dello sviluppo.

(traduzione Maurizio Porcu)

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