mercoledì, Aprile 14

Indetto lo Stato di emergenza field_506ffb1d3dbe2

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Suthep-Thaugsuban

Bangkok – E’ come se Suthep Thaugsuban e il fronte dei suoi supporters, i “Democrats”, non facciano altro che continuare a spingere sul pedale della provocazione. Nonostante vi siano già stati morti e feriti, persino una granata lanciata verso la folla. Il che indurrebbe a calmierare gli animi, visto che il Governo di Yingluck Shinawatra aveva già concesso le elezioni per la data ormai vicina del 2 febbraio. La risposta calma ma decisa da parte del Governo ora giunge sotto forma di proclamazione dello stato di emergenza per una durata di sessanta giorni. Il Centro di Peacekeeping è stato sollecitato ad emanare il decreto proprio mentre Suthep chiede ancora una volta ai suoi di sfidare le leggi che regolamentano la sicurezza in occasione di atti di protesta pubblica. Lo stato di emergenza copre tutta l’area metropolitana di Bangkok e l’hinterland, ciò concederà ai pubblici ufficiali più potere decisionale e discrezionale nel fronteggiare la protesta anti-governativa senza dover passare per l’intervento dell’Esercito, visti i precedenti del 2010, quando però alla guida del Paese c’era il Governo proprio dei “Democrats” allora guidato da Abhisit Vejjajiva (91 morti e 2.000 feriti il bilancio finale). Dalla giornata di ieri, l’intera Capitale e Nonthaburi, così come anche alcune parti di Pathum Thani saranno sottoposte allo stato d’emergenza.

Per far appplicare il decreto, le istituzioni metropolitane hanno creato un Centro di Peacekeeping al posto del Centro per l’Amministrazione della Pace e dell’Ordine per ristabilire la quiete pubblica. In rappresentanza del Governo e del Primo Ministro, Surapong Tovichakcaikul è stato incaricato di effettuare la supervisione delle stazioni di polizia, insieme con il collega del Ministero del Lavoro, Chalerm Yoobamrung in qualità di direttore del Centro di Comando. Il Capo della Polizia, il Generale Adul Saengsingkaew ed il segretario permanente alla Difesa, Nipat Thonglek sono stati nominati direttori delle operazioni. Ovviamente, tra le prime cose che son state chieste alla Premier Yingluck Shinawatra è se possano mai verificarsi le tristi evenienze quali quelle che si sono drammaticamente verificate a Bangkok nel 2010, contesto nel quale perse la vita anche il fotografo italiano Fabio Polenghi.

La risposta della Premier è stata che stavolta vi è una differenza importante, dato che la gran parte delle operazioni di controllo delle manifestazioni viene effettuata dalle Forze di Polizia e non dall’Esercito. Motivo per il quale – afferma la Premier – coloro che scendono in strada per protestare non hanno nulla da temere. Ma non sono mancate voci contrarie e preccupatissimo, sottolineando che è ben difficile immaginare che l’Esercito segua i comandi della Polizia, soggiacendo quietamente. Nelle parole riferite ai media da Surapong Tovichakcaikul si è cercato di comunicare il fatto che il decreto d’emergenza è stato emesso per necessità, visto che i manifestanti guidati da Suthep avevano già danneggiato pesantemente banche, agenzie goverrnative, così come sono stati variamente minacciati funzionari pubblici. Dagli inizi della protesta del fronte dei supporters di Suthep, intorno al 30 Novembre scorso, ci sono stati cinque morti e 554 feriti. Il Ministero degli Esteri monitorerà lo stato delle cose per quel che riguarda tutte le rappresentanze diplomatiche straniere e della comunità internazionale, che saranno consultate costantemente in relazione alle conseguenze derivanti dalla applicazione del decreto sulla sicurezza. Allo stesso tempo, si conferma che, dopo il meeting operativo nella giornata di ieri, tutte le operazioni relative al mantenimento della sicurezza nell’area metropolitana della Capitale saranno messe in essere con particolare cura, così come ovviamente saranno prese particolari misure di controllo e ristabilimento dell’ordine in occasione delle prossime elezioni del 2 Febbraio. Per Suthep, il messaggio è chiaro e forte: la Polizia non ha il compito di colpirlo. Ma certamente ha tutte le carte in regola per attendere che lui si arrenda spontaneamente. Come chiarito dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, il decreto mette in grado le autorità metropolitane di annunciare il coprifuoco, limitare i movimenti delle persone e persino di censurare i media. I pubblici ufficiali che agiscono secondo le direttive del decreto godono di alcune forme di immunità che li preservano da conseguenze legali di natura penale.

Suthep contesta la necessità di introdurre un decreto sulla sicurezza o la applicazione di leggi speciali visto che – afferma – le proteste in tre mesi si son sempre svolte in modo pacifico e non violento. In realtà, tutti nella Capitale sanno benissimo che non è vero: i manifestanti hanno bloccato sedi ministeriali, minacciato dipendenti di Agenzie pubbliche e sedi istituzionali, danneggiato le vetrine di varie banche. Anzi, per rimarcare la cosa, la stessa Premier Yingluck Shinawatra ha espresso solidarietà ai pubblici ufficiali che hanno subìto intimidazioni, umiliazioni e sono stati oggetto di atteggiamenti ostili ed il Centro per l’Amministrazione della pace e dell’Ordine nella giornata di ieri ha denunciato i comportamenti ostili mantenuti contro esponenti e dipendenti del Dipartimento di Investigazioni Speciali. Lo stesso Capo del Dipartimento di Investigazioni Speciali Tarit Pengdith ha affermato che è inconcepibile che membri della Commissione per le Riforme del Partito Democratico potessero fare irruzione, come hanno fatto, intimando ai dipendenti ed ai funzionari del Dipartimento di interrompere il proprio lavoro. I manifestanti, oltretutto, nella giornata di lunedì hanno obbligato i dipendenti ad uscire dalle sedi istituzionali ed una volta appurato che dentro non vi era più nessuno hanno anche apposto delle catene agli ingressi. Tutta una serie di atti, quindi, che gli esponenti del Dipartimento chiedono siano apertamente stigmatizzati e perseguiti per Legge. Nel parapiglia che ne è conseguito, tra funzionari sorpresi in questo frangente imprevisto ed i manifestanti che hanno occupato la sede ed hanno obbligato tutti ad uscire, dal Dipartimento fanno notare che certo non mancavano delle armi a disposizione dei funzionari pubblici ma che sono state attentamente evitate proprio per evitare ulteriori spargimenti di sangue nella Capitale. Nel frattempo, un leader del movimento delle “Magliette Rosse” che sostiene il Governo Shinawatra è stato colpito con armi da fuoco a Udon Thani.

 

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