giovedì, Aprile 22

INDA, al teatro greco di Siracusa arrivano le donne

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Anche per questo 2016 la città di Siracusa farà da palcoscenico al cinquantaduesimo ciclo di rappresentazioni classiche dell’INDA (Istituto Nazionale Dramma Antico). Il teatro greco della città, tra maggio e giugno stupirà gli amanti del teatro con le rappresentazioni classiche.
Tre gli spettacoli in programma: ‘Alcesti‘ di Euripide, ‘Elettra‘ di Sofocle e ‘Fedra‘ di Seneca, tre donne della classicità alla quali l’Istituto ha voluto dedicare la rassegna di quest’anno.

Il 2016 un po’ in generale, dalla televisione al teatro, fino alle mostre, è l’anno delle donne, film e fiction che hanno fatto del ‘rosa’ la loro bandiera. Donne forti, emancipate, donne madri, donne coraggio e anche il teatro antico ha cavalcato l’onda al femminile di questo anno bisestile.

L’Istituto Nazionale del Dramma Antico nasce da un’iniziativa del Conte Mario Tommaso Gargallo. Il La sua storia intreccia il meglio del dramma antico.
Per quanto riguarda questa stagione 2016, grandi ritorni si susseguiranno nella città di Siracusa, da sempre culla culturale. A vestire i panni di Elettra sarà
Federica Di Martino, mentre Galatea Ranzi sarà Alcesti, e Imma Villa interpreterà Fedra.

L’opera di Sofocle, affidata alla regia di Gabriele Lavia, la regia dell”Alcesti‘ di Euripide è affidata a Cesare Lievi, questa tragedia vedrà il ritorno sul palco del Teatro Greco di Galatea Ranzi che sarà Alcesti e di Stefano Santospago, che interpreterà Eracle, e il debutto di Danilo Nigrelli che, invece, vestirà i panni di Admeto. Per Galatea Ranzi si tratta della quarta partecipazione mentre Stefano Santospago sarà protagonista alle rappresentazioni classiche per la terza volta.
Per l’attrice
Imma Villa quello di quest’anno sarà l’esordio al Teatro Greco con Fedra nell’opera di Seneca affidata alla regia di Carlo Cerciello, vincitore nel 2015 con ‘Scannasurice‘ del premio assegnato dall’Associazione nazionale dei critici di teatro al miglior spettacolo. La traduzione della tragedia latina è di Maurizio Bettini.

Per capire meglio il teatro antico e il valore che oggi viene dato alle tragedie greche ci viene in soccorso Silvia Lorusso drammaturga e regista.

Le tragedie greche quanto valore storico hanno oggi?

Le tragedie greche di cui i più importanti e riconosciuti autori furono Escilo, Sofocle ed Euripide, che affrontarono i temi più sentiti della Grecia del V secolo avanti Cristo, rispecchiano le fondamenta della forma del racconto che si fonde con l’azione. In prevalenza le tragedie greche rielaborano il mito, narrano le gesta dell’epica. Il valore che rivestono oggi è importantissimo dal punto di vista culturale, storico, del costume, e a livello filologico. Inoltre lo studio della tragedia greca costituisce la base per la conoscenza del dramma, e nei suoi testi offre la possibilità di rivisitazioni che approfondiscono sentimenti e valori donando grande caratterizzazione ai personaggi.

Le rappresentazioni classiche come studio o piacere?

Io ho una predilezione per le rappresentazioni classiche, parlo in veste di regista sottolineando che sovente ho messo in scena testi classici cercando un elemento innovativo che potesse attualizzare la realizzazione senza trasfigurare l’opera. I testi classici costituiscono una base necessaria sia per lo studio che per il piacere di cimentarsi. Ritengo che non conoscere e non approfondire le opere classiche sia riduttivo e privi di strumenti validi la ricerca teatrale. Sarebbe un po’ come affrontare i temi dell’epoca moderna senza aver conosciuto le meraviglie del Rinascimento. Le rappresentazioni classiche costituiscono un patrimonio di linguaggio e di narrazione che arricchisce il nostro presente, facendoci riflettere sulla storia dell’umanità.

Quanto ‘pesano’ le donne nelle tragedie greche?

Molto poco. In fin dei conti noi consociamo figure femminili forti all’interno delle tragedie ma, principalmente il loro focus non è la donna sotto ogni sua forma, ma il dramma epico all’interno del quale compare anche la donna.

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