giovedì, Ottobre 28

Incontro Conte-Trump. E venerdì arriva la modifica di Sophia India, quattro milioni di persone nel nord-est rischiano di perdere la cittadinanza

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Sarà presentata venerdì 3 agosto, al Comitato politico e di sicurezza (Cops), la proposta di Bruxelles per la revisione del mandato dell’operazione EunavForMed Sophia. La modifica di ‘Sophia’ è una delle questioni centrali poste dal premier Giuseppe Conte in una lettera ai vertici delle istituzioni Ue, per uscire dall’isolamento nella gestione degli sbarchi.

Premier che intanto stasera è atteso da un incontro a Washington con Donald Trump. Una visita che giunge ad appena due mesi dall’insediamento del nuovo governo, dopo il primo incontro avvenuto nel G7 in Canada il 9 giugno. Nel faccia a faccia con il capo dell’amministrazione americana Conte, saranno affrontatela questione Libia, ma anche il ruolo italiano nel Mediterraneo anche sul fronte sicurezza e migranti, oltre alla politica commerciale.

Andiamo in India, dove quattro milioni di persone nel nord-est rischiano di perdere la cittadinanza. Le autorità di New Delhi hanno pubblicato il National Register of Citizens, una lista di coloro che possono dimostrare di essere entrate nel Paese prima del 24 marzo 1971, quando il Bangladesh dichiarò l’indipendenza. In questo elenco, non compaiono quattro milioni di persone che vivono nello stato nord-orientale di Assam. Per le autorità indiane questa lista serve a bloccare l’ondata di immigrazione illegale dal Bangladesh. Ora New Delhi, per evitare nuove violenze, ha assicurato che nessuno dovrà essere espulso immediatamente e tutte le persone coinvolte potranno ricorrere in tribunale. Per gli attivisti è un attacco dei nazionalisti indù.

Decisione storica in Gran Bretagna. Non sarà più richiesta l’autorizzazione legale per porre fine alle cure per i pazienti in uno stato vegetativo permanente. Lo ha stabilito la Corte Suprema. Da adesso, quindi, sarà più facile interrompere l’alimentazione a tali pazienti, permettendo loro di morire. Basterà l’accordo tra famiglie e medici.

In Siria, circa 30 tra donne e bambine sono state rapite da miliziani dell’Isis nel sud del Paese in una zona al confine con la Giordania. L’Ondus precisa che l’attacco armato è avvenuto in una località a est di Suwayda e non è chiaro dove siano state condotte le persone rapite dai miliziani.

Andiamo in Colombia, perché il presidente uscente, Juan Manuel Santos, il cui mandato termina il 7 agosto, ha annunciato che ha deciso di abbandonare la vita politica: «Arriva la fine del mio governo ed anche della mia vita politica attiva» e quindi ha ha assicurato che «non ci sarà un ‘santismo’ negli anni a venire».

In Turchia non si fermano gli arresti di massa con accuse di terrorismo. Nell’ultima settimana, sono 351 le persone finite in manette, secondo il ministero degli Interni. Oltre la metà (209) dei fermati è sospettata di legami con la presunta rete putschista di Fethullah Gulen. Altri 119 sono accusati di sostegno al Pkk curdo. Detenuti anche 19 supposti membri dell’Isis e 4 di gruppi illegali di estrema sinistra. Secondo l’Onu, in due anni sono almeno 160 mila gli arresti avvenuti.

Chiudiamo con l’Eritrea, che ha annunciato di aver ristabilito le relazioni diplomatiche con la Somalia, in un nuovo passo per la pacificazione del Corno d’Africa, dopo lo storico disgelo con l’Etiopia. La visita del presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed, su invito del leader eritreo Isaias Afwerki, segue di poche settimane lo storico riavvio delle relazioni diplomatiche con l’Etiopia dopo oltre vent’anni. Intanto da stamattina si vota in Zimbabwe. Circa 5,5 milioni le persone registrate al voto. I due principali contendenti sono il presidente Emmerson Mnangagwa e Nelson Chamisa.

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