venerdì, Maggio 20

Incontro Cina – Russia: nessun limite al nuovo ordine mondiale Cina e Russia restano ferme in un 'ordine mondiale nuovo, equo e multipolare'. Dall'ultima ondata di diplomazia cinese-russa e asiatica cambierà permanentemente la geopolitica regionale e globale

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Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov è volato in Cina per avviare discussioni con il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Lavrov è arrivato a Huangshan (vicino a Shanghai) mercoledì 30 marzo per una serie di incontri sul futuro dell’Afghanistan e l’impatto geopolitico del conflitto ucraino.
Gli incontri hanno un enorme significato geopolitico e fanno parte di un processo che rimodellerà la geopolitica globale.

AFGHANISTAN
Gli incontri si sono svolti come precursori degli incontri di oggi 31 marzo nella città di Tunxi (Anhui) della terza conferenza ministeriale dei Paesi vicini all’Afghanistan. Parteciperanno Ministri di Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Pakistan e Cina.
Per quanto riguarda l’Afghanistan,
la scorsa settimana sia la Russia che la Cina hanno tenuto incontri con i talebani a Kabul: Wang Yi è arrivato in volo per incontrare il ministro degli Esteri ad interim e una delegazione russa che ha tenuto discussioni simili e separate.
Le preoccupazioni della Russia sono principalmente incentrate sulla sicurezza,mentre quelle della Cina sono sia incentrate sulla sicurezza che sulle infrastrutture. Wang ha dichiarato, dopo il suo incontro con i talebani, che la Cina sarebbe stata pronta ad estendere il corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC) in Afghanistan. Diverse importanti iniziative regionali transitano in Afghanistan, tra cui il gasdotto Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India (TAPI), parzialmente in attivo. Portare energia in Pakistan è fondamentale per il suo sviluppo industriale. Anche la Russia è coinvolta in questo accettando di costruire l”Iniziativa PID‘ un gasdotto costruito in Russia che supporta anche CPEC.

Gli incontri in Afghanistan dovranno determinare la questione della sicurezza all’interno della leadership talebana, che si pensa implichi lotte interne tra fazioni. Mantenere insieme almeno una parvenza di governo è vitale se la regione non vuole scoppiare di nuovo in una guerra civile. Se si ritiene che sia emersa una certa stabilità, valuteranno anche la sicurezza dell’Afghanistan e l’inizio della ricostruzione del Paese.

ASIA
La Cina sembra non essere dell’umore giusto per i giochi. Il ministro degli Esteri Wang Yi, in un incontro bilaterale separato a Tunxi con il Ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi, ha affermato che «Non possiamo permettere che la mentalità della Guerra Fredda ritorni nella regione asiatica. È impossibile permettere che si ripeta lo scontro sul campo in Asia. Non dobbiamo permettere che gli Stati medi e piccoli della regione diventino uno strumento o addirittura una vittima dei giochi delle grandi potenze», ha affermato. «La parte cinese intende muoversi nella stessa direzione insieme al Pakistan e ai Paesi vicini, svolgere un ruolo costruttivo nel garantire la pace regionale e globale e dare il suo contributo all’Asia».

NUOVO ORDINE MONDIALE
Le due parti hanno anche espresso commenti molto specifici su un ‘nuovo ordine mondiale’, suggerendo che il conflitto in Ucraina e la sanzione della Russia avranno conseguenze di più vasta portata di quanto si pensasse in precedenza.
Lavrov ha commentato che Russia e Cina stavano insieme e ha affermato prima delle sue discussioni con Wang che «il mondo sta attraversando una fase molto seria nella storia delle relazioni internazionali. Noi, insieme a voi (Cina) e ai nostri simpatizzanti ci muoveremo verso un ordine mondiale multipolare, giusto e democratico».
Sembra che ci sia allineamento. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha poi detto ai giornalisti che Mosca e Pechino continueranno gli sforzi per «promuovere la multipolarità globale e la democratizzazione delle relazioni internazionali».
Ha anche proseguito con la linea di Xi Jinping secondo cui «la cooperazione Cina-Russia non ha limiti» e che «la nostra lotta per la pace non ha limiti, la nostra difesa della sicurezza non ha limiti, la nostra opposizione all’egemonia non ha limiti». Questi sono riferimenti diretti a un’apparente convinzione reciproca che l’Occidente, e in particolare gli Stati Uniti, siano intenzionati a mantenere l’ordine globale esistente e a porsi come organo di governo de facto di quello. Certamente c’è stato l’allarme .un punto che vale la pena sottolineare- che le sanzioni imposte ai privati e alle imprese russe non abbiano subito alcun giusto processo, una posizione che mina la struttura giuridica concettuale della democrazia e sembra essere stata accettata come standard. Mosca ha affermato che tali azioni, eseguite arbitrariamente senza ricorrere ad alcun procedimento legale, sono in realtà una semplice forma di furto.

Lo stress causato dall’uscita degli Stati Uniti dall’Afghanistan può essere visto come la scintilla che forse ha acceso la miccia del conflitto in Ucraina e ha spinto la Russia in Asia. Ci si può aspettare che ciò che risulta dall’ultima ondata di diplomazia cinese-russa e asiatica cambierà permanentemente la geopolitica regionale e forse globale.

Per ulteriori informazioni su questa lotta geopolitica in via di sviluppo, è uscito ora il nuovo numero della rivista Asia Investment Research (AIR), intitolato ‘Russia’s Pivot To Asia: How Russia & China Anticipated The Development Of A New Cold War’ ed è disponibile qui. Il ricavato va a enti di beneficenza per bambini ucraini.

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