martedì, Ottobre 26

In Thailandia arrivano i turchi field_506ffb1d3dbe2

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Bangkok – La Thailandia notoriamente ha un regime giuridico alquanto restrittivo per tutti coloro che  –non thailandesi di nascitaintendano vivere e lavorare nel Regno del Siam. Vi sono anche ampie restrizioni pure in ambito lavorativo, avendo da lungo tempo preferito adottare un’economia parecchio protezionistica, sia in ambito commerciale sia in ambito sociale, ponendo numerosi veti sui criteri di appartenenza e cittadinanza. Tutto questo appare oltremodo evidente a tutti coloro che vivono sulla propria pelle e quotidianamente la lotta contro la burocrazia thailandese, ma non mancano anche i motivi che spiegano tali atteggiamenti chiusi verso il mondo esterno e restrittivi in materia di flussi migratori. E’ altrattanto noto, infatti, che la Thailandia è da lungo tempo una sorta di piattaforma di smistamento illegale nell’ambito del movimento dei popoli, sede anche di trafficanti di esseri umani, scenario di migrazioni di passaggio come quella dei rohingyauna minoranza etnica ritenuta dalle Nazioni Unite la più perseguitata al mondo e tutti i cosiddetti ‘boat people‘  che giungono dal mare via Myanmar e che hanno attraversato il Regno del Siam negli ultimi anni.

Un caso di cronaca attuale ha riportato sotto i riflettori dei media i migranti illegali in territorio thailandese. Infatti, ben 200 cittadini turchi sono stati scoperti in un campo segreto, nel profondo Sud della Nazione e subito la questione ha assunto i contorni della eccezionalità, tant’è vero che gli stessi esponenti ufficiali delle Forze di Polizia e governativi si sono affrettati a definirlo come un caso ‘senza precedenti’.

I 200 rifugiati, che si sono auto-definiti -nelle dichiarzioni rese alla polizia- cittadini turchi, erano trattenuti in un campo collocato in una zona montagnosa dove vi sono piantagioni di alberi della gomma. Per le Forze di Polizia che sono intervenute, si tratta di un caso senza precedenti poiché non si era mai visto un un così grande  numero di rifugiati di origine turca in territorio thailandese. Sempre secondo le dichiarazioni dei vertici della Polizia, i rifugiati si sono mossi per la grande parte dei casi non in modo individuale ma nella forma di famiglia ed avevano l’aspetto di voler andare in una qualsiasi altra parte che non fosse la Thailandia e che fossero pronti a farlo in qualsiasi momento se ne fosse verificata la possibilità materiale.
I migranti sono stati arrestati e non è ancora chiaro come siano arrivati in Thailandia. Si tratta di chiarire come questa colonia di immigrati irregolari proveniente dalla Turchia sia finita in quella zona del territorio thailandese.  L’Ambasciata turca ha riferito di non avere nessuna informazione circostanziata sui turchi irregolari giunti in Thailandia e le agenzie internazionali legate alle Nazioni Unite non hanno inteso ancora rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale.

A gennaio la Thailandia ha trattenuto più di 500 rifugiati rohingya dopo un’operazione della Polizia Thai che aveva seguito da tempo movimenti sospetti correlati a traffici umani in un campo situato nel profondo Sud del Paese, una regione a maggioranza di estrazione musulmana e piagata da frange separatiste che da lungo tempo sono in lotta col Governo centrale thailandese. Migliaia di rohingya dal 2012 fuggono dalla violenza settaria nel Myanmar occidentale a bordo di barche improvvisate, la gran parte si ritiene per poi andare più stabilmente a risiedere in Malaysia.

 

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