domenica, Settembre 19

In piedi entra la Corte In audizione un gruppo fondamentalista per l’equità dei pareri sui matrimoni interreligiosi

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Fronte di Difesa Islamico FPI legge sul matrimonio

Bangkok – Tra tante chiamate al discioglimento del Fronte di Difesa Islamico FPI a causa dei suoi alti livelli di violenza,  il gruppo islamico in prima linea per la sua linea dura, è stato ammesso a presentare i propri argomenti durante una audizione presso la Corte di Giudizio sulla Legge Matrimoniale per rivedere il caso presso la Corte Costituzionale nella giornata di Mercoledì.

In precedenza il Fronte di Difesa Islamico aveva chiesto alla Corte l’opportunità di presentare i propri argomenti riguardanti l’Articolo 2 della Legge sul Matrimonio che stabilisce che le cerimonie matrimoniali dovrebbero essere condotte secondo gli insegnamenti religiosi.

La revisione di legge è stata richiesta da tre differenti livelli di Laurea ed uno studente della Scuola di Legge dell’Università d’Indonesia. Il rappresentante legale del Fronte di Difesa Islamico, Mirza Zulkarnain, ha affermato che si tratta di aspetti importanti in materia di religione per definire meglio in ambito legale e giuridico l’atto di matrimonio: «Se la legalità di un matrimonio si basa meramente su un contratto di natura civile, allora quello non è un matrimonio ma semplicemente un kumpul kebo, cioé un accordo di coabitazione».

Il Capo della Giustizia Hamdan Zoelva ha confermato che la Corte ha permesso al Fronte di Difesa Islamico di partecipare all’audizione poiché possiede il diritto di essere ascoltato come “parte interessata” al caso in oggetto. Ha aggiunto inoltre che la Corte ha richiesto la partecipazione di altre rilevanti parti, compreso il Consiglio Indonesiano degli Ulema MUI, Muhammadiyah  – che è la seconda più grande organizzazione musulmana d’Indonesia – così come la Casa delle Rappresentanze.

Collocandosi come gruppo islamico di interesse, negli anni il Fronte di Difesa Islamico è stato coinvolto in un ampio numero di attacchi violenti. L’ultimo incidente ha riguardato una violenta dimostrazione contro il Governatore Onorevole di Jakarta, Basuki “Ahok” Tiahaja Purnama, la cui leadership è stata respinta dal gruppo a causa della sua appartenenza cristiana e della sua discendenza cinese. In un altro incidente svoltosi nel 2013, un cittadino residente è stato ucciso e tre feriti durante uno scontro tra alcuni membri del Fronte di Difesa Islamico e cittadini residenti di Sukorejo, Kendal, Giava Centrale, scontri sviluppatisi dopo che i residenti tentarono di impedire alla branca dei membri Ternanggun del Fronte di Difesa Islamico che erano sul punto di effettuare irruzioni violente nei quartieri a luci rosse durante il mese del Ramadhan.

La legge sul Matrimonio non prevede sanzioni né sono comprese le unioni tra coppie di differenti religioni di provenienza in termini di particolari menzioni nel testo di Legge, né essa stipula che solo coppie della stessa religione possono codificare e depositare i propri matrimoni con le autorità civili. Tuttavia, la ambiguità dell’Articolo 2 della Legge ha finora incendiato le opposizioni ai matrimoni interreligiosi, fino al punto di richiedere un intervento di una revisione ed analisi in sede giuridica, il che richiede di assicurare una maggiore certezza legale a proposito della delicata materia dei matrimoni interreligiosi.

In rappresentanza del Governo nell’audizione, il Capo del Ministero per gli Affari Religiosi, Divisione Ricerca e Sviluppo, Muhammad Machasin, ha affermato che in una Nazione che sostiene la ideologia di Pancasila e crede in un unico Dio, il rispetto del matrimonio è un diritto costituzionale. «E’ chiaro che sostenere i diritti costituzionali richiede un obbligo nel rispettare I diritti degli altri», egli ha aggiunto.

In separata sede, Hendardi, capo del Setara Institute, gruppo di osservazione sui Diritti umani, ha chiesto vivamente alla Corte di garantire una opportunità al Fronte di Difesa Islamico di essere ascoltato senza tener conto della sua storia di intolleranza violenta applicata sugli altri. Hendardi ha affermato che spera il Fronte di Difesa Islamico possa imparare da questa esperienza attraverso l’intervento della Corte di rispettare i diritti degli altri e di evitare le intimidazioni violente su visioni che dissentano dai suoi schemi culturali e religiosi. «Il Governo e la Corte devo trattare tutti in egual modo -ha affermato Hendardi- Il Fronte di Difesa Islamico deve essere ascoltato dalla Corte in modo democratico. Inoltre, esso potrebbe imparare che in Indonesia bisogna rispettare gli altri e indirizzare il proprio credo religioso in modi democratici».

Si tenga conto del fatto che l’Indonesia è la nazione islamica più popolosa al Mondo e la sua attuale lotta contro gli estremismi religiosi è connotato principale del suo agire sia in ambito parlamentare sia in ambito legiferativo, come dimostra questa recente esperienza in atto riguardante la definizione giuridica della legge sul Matrimonio. Si tratta di aspetti tutt’altro che residuali in un Paese dal quale partono numerosi componenti attirati dalle sirene dell’ISIS e del sogno di poter compartecipare la costruzione del grande califfato, lo Stato islamico in tutto il Mondo e non solo nel medio Oriente.

Lo Stato indonesiano, le sue rappresentanze politiche e parlamentari e oggi anche l’ambito più squisitamente legiferante si oppongono agli estremismi nella grande casa islamica, frapponendo un atteggiamento netto ma franco, aperto alla discussione ma non disponibile a rivedere i cardini basilari della convivenza democratica, il che sta diventando di esempio non solo per Nazioni asiatiche di estrazione islamica vicine territorialmente come la Malaysia ma anche su scala mondiale. Il che, ad esempio, ha un certo senso –nella regione asiatica- anche per le Filippine dove il gruppo estremista di Abu Sayyaf sta minacciando di morte ostaggi occidentali in affiliazione coi metodi ISIS in Medio Oriente.

La fiammella della Democrazia protetta anche con i metodi di discussione parlamentare e legale, è un messaggio che l’Indonesia porge dall’alto della sua esperienza in questa materia oggi così confusa, complessa e delicata allo stesso tempo.

 

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