In nome del gas, accordo UE-Israele-Egitto: coerenza in salsa occidentale I Paesi protagonisti e gli altri che collaborano, a partire dalla Turchia, ci ricordiamo chi sono?

In nome del gas, accordo UE-Israele-Egitto: coerenza in salsa occidentale
In nome del gas, accordo UE-Israele-Egitto: coerenza in salsa occidentale

Ne avevo scritto (o almeno ne avevo lambito il tema) con perplessità notevole tempo fa. Ma ora, a quanto pare, la cosa si sta concretizzando, sia pure nei tempi lunghi della diplomazia e ancora di più dell’operatività.
Con grande orgoglio (governativo) e con grande gioia di Ursula von der Leyen, che sta diventando sempre più ‘indipendente’ (ma ne riparliamo altrove), viene annunciato un accordo (non so se e quanto ‘mega’, ma certamente non irrilevante) dell’Unione Europea, e già dell’Italia, con Israele e Egitto per la fornitura di gas all’Europa e all’Italia in particolare.
In sé la cosa potrebbe apparire ottima. A me, francamente, non pare e non soltanto perché non uso i condizionatori d’aria.
Israele estrae gas, in collaborazione con Turchia e Grecia, oltre Creta ed Egitto. Un accordo molto complesso che mette in moto una serie di gasdotti e di fonti di raccolta.
Non è questo il luogo per analizzare a fondo l’origine del gas e quant’altro. Ciò che conta, e conta molto, a mio parere, è il modo in cui ci arriverebbe, le fonti e gli operatori interessati, le conseguenze politiche.

 

Come è noto, non dimentichiamocelo mai, tutto questo Ambaradan (che richiederà anni per essere interamente realizzato) viene messo in piedi dall’Europa, e in particolare dall’Italia, per ridurre la dipendenza dal gas russo. Dipendenza che si riduce sulla carta, ma certo richiederà molto tempo per essere effettivamente realizzata. La decisione di fare a meno (si fa per dire!) del gas russo, deriva dalla guerra in Ucraina, a seguito della quale si è deciso che la Russia è il nemico del mondo intero e quindi per dispetto noi non compreremmo più il gas ‘perché così finanzieremmo la guerra’. Ho già spiegato più volte perché la cosa è a dir poco discutibile, dato che la Russia la guerra la finanzia lo stesso, prova ne sia che finora la guerra continua e tutte le tanto sbandierate ‘sanzioni’ lasciano sostanzialmente il tempo che trovano. Tanto più che, e qui si sfiora il ridicolo, l’Ucraina, se non sbaglio, riceve il pagamento dalla Russia, con la quale è in guerra, per il diritto di passaggio sul suo territorio del … gas russo. Gas di cui viene ridotta proprio in questi giorni la fornitura da parte della Russia.

 

Dunque, per nondipenderedalla cattiva Russia e dallozar-Putin‘ -malatissimo-drogato-ipocondriaco-semi-folle-e-che-parla-solo-con-sé-stesso-e-con-la-sua-amante-alla-quale-ha-regalato-uno-Yacht-di-favola-ancorato-in-Italia-, noi abbiamodifferenziato‘. Cioè, per dirla tutta, noi ‘avremo’ differenziato quando le forniture cominceranno a funzionare, perché intanto noi del gas russo ci contentiamo!
Ma, a parte l’Algeria, Paese molto ‘vicino’ all’Italia, ma il cui regime politico non è proprio il massimo della democrazia (anzi, non lo è affatto) e, se mal non ricordo, il Marocco, Paese di balbettante democrazia, la sostituzione avverrà grazie alle forniture di altri Paesi africani noti per la loro ‘autocraticità’ o, se preferite usare le parole di Draghi, ‘dittatorialità’.
Detta in linguaggio corrente: si passa dalla padella alla brace. Bel risultato, bravi.

 

Ma torniamo brevemente al super-accrocco, con riferimento alle caratteristiche dei Paesi di cui parliamo. Intanto l’accordo lo fa la UE, e quindi gli inconvenientidei quali parlo, non saranno solo italiani. Mal comune mezzo gaudio? No, guardiamo meglio.

La Turchia (il socio più ‘pesante’) non solo è una dittatura, ma, da un lato ha milioni di profughi siriani sul proprio territorio pagati dalla UE (la genialata di Angela Merkel, ricordate?) e che ‘minaccia’, una settimana sì e una no, di lasciare partire per l’Europa. Dall’altro lato, la Turchia ha il problema dei curdi (il popolo che, dopo la prima guerra mondiale doveva diventare uno Stato indipendente, e invece, a pace conclusa, si trovò ad essere massacrato dalla Turchia del ‘democratico’ Aatatürk!), problema che vuole risolvere semplicemente distruggendo i curdi o mettendoli in condizioni di non nuocere. E quindi, da un lato li massacra e gli fa la guerra in Siria, dall’altro si propone di occupare a annettere un pezzo della Siria nord-occidentale permetterciletteralmente i profughi dopo avere fatto fuori i curdi che ci vivono. Non vi dice nulla questa situazione? Non accusiamo a squarciagola la Russia di avere aggredito e annesso parte del territorio di un altro Stato e siamo talmente scandalizzati che le facciamo la guerra? Sorvolo sul fatto che la Russia è ‘giustificata’ dal fatto formale che in quei territori c’era già stata una rivoluzione, ma a parte ciò, che differenza c’è? Forse solo che i curdi e i profughi non hanno armi per difendersi, per il resto … ditemi voi.

 

Sull’Egitto basta ricordare i vari casi Regeni e Zaki. Ci stracciamo le vesti dalla mattina alla sera (da un po’ anche il sig. Di Maio che per poco provocò una guerra affermando che Al-Sisi aveva detto ‘Regeni è uno di noi’!) per questa e altre situazioni, non facciamo che dire che Al-Sisi è un dittatore (peraltro voluto da USA ed Europa, anzi, imposto con un colpo di Stato tra gli applausi europei e statunitensi) e maltratta i suoi sudditi, i nostri cittadini, e parecchi altri. Ma, è amico (da un po’) di Israele.

 

Israele (il socio più potente), come è noto, è considerata l’unica democrazia nel Medio Oriente, per di più è la terra dove vivono i (presunti) eredi dei massacri della seconda guerra mondiale, ma anche di quelli precedenti. Quindi, parlarne male non si può. Anzi, tempo fa (e ne ho scritto), l’allora Primo Ministro israeliano diceva che il territorio di Israele era un risarcimento per la Shoah. Irrilevante il fatto che fosse abitata da altri.
Dunque è una democrazia, che bellezza. In cui, però, è stata occupata illegittimamente Gerusalemme per intero e annessa allo Stato di Israele. Parte del territorio attualmente sotto la sovranità (illecita) di Israele, è territoriodestinato‘ (rinvio ai miei molti articoli in merito) ai palestinesi. Perdividere israeliani dai palestinesi (guarda un po’, dividere … la stessa cosa, o quasi, dell’Apartheid che tanto abbiamo criticato, o del muro di Berlino?) ha costruito un muro invalicabile, con pochissimi passaggi sorvegliati da soldati armati fino ai denti. A partire dagli anni ’60, ha costruito e costruisce (espropriandone i terreni), nel territorio palestinese, ‘insediamentiper israeliani ebrei, che diventano parte di Israele e sono inaccessibili ai palestinesi. Pretenderebbe di annettersi la fascia di territorio che costeggia il Giordano, togliendo così ai palestinesi un possibile confine con la Giordania e l’acqua! Intende annettersi (e vedrete che lo farà a breve) le alture del Golan siriane, perché necessarie per la propria sicurezza.

 

Preso tutto assieme, non c’è male. Specie se si pensa che anche dal Qatar prenderemo (sempre ‘a babbo morto’) gas o petrolio non ricordo, pur essendo il Qatar finanziatore dei movimenti islamici più oltranzisti, assieme alla Turchia, che ne finanzia altri, non meno oltranzisti e, per di più, Israele chiede (e credo abbia ottenuto) ‘garanzie’ italiane e europee contro il possibile riarmo dell’Iran: che vuol dire la possibilità (con una strizzatina di occhi da parte nostra!) di bombardare le presunte centrali atomiche iraniane.
Quello che piace in tutta questa storia è la coerenza.