mercoledì, Aprile 14

In Francia ed Europa sollievo per sconfitta del Front National Ancora tensione Mosca-Ankara, summit di domani annullato

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“La Francia si è resa conto che non ne valeva Le Pen”, “Madame Le Pen, je suis désolé pour vous mais la France n’est pas un pays fasciste”. Le reazioni alla sconfitta del Front National si sono susseguiste per tutta la mattina, dopo che i risultati ufficiali del ballottaggio di ieri hanno sancito quello che era ormai chiaro. Marine e Marion Le Pen non hanno conquistato nessuna regione francese. La destra moderata di Nicolas Sarkozy ha vinto in sette regioni, i socialisti del presidente Francois Hollande si sono aggiudicati cinque regioni, mentre i nazionalisti si sono affermati in Corsica. Quello che ha stupito è la grandissima affluenza alle urne che ha fatto registrare un 58,53% contro il 49% del primo turno. Basti pensare che al ballottaggio delle regionali nel 2010 era andato a votare il 43,47%. Sembra, dunque, che i francesi abbiano ritrovato l’unità, almeno per un giorno e solo per evitare che il Front National mettesse le mani sul Paese. Lo spettro della famiglia Le Pen, d’altronde, era già stato sconfitto nel 2002, quando i francesi votarono contro  la candidatura di Jean-Marie al ballottaggio per l’Eliseo.

Complice della sconfitta del movimento neofascista soprattutto le strategie politiche dei socialisti. Alcuni si sono ritirarti dalla corsa, mentre altri hanno lasciato la lista ma hanno fatto votare per il candidato di centro-destra. Così è accaduto in Alsazia, dove Jean-Pierre Masseret è arrivato ultimo ma ha regalato venti punti in più al collega. La destra di Sarkozy, dunque, festeggia, ma non convince ed appare ancora molto spaccata. In fin dei conti, nonostante le amare considerazioni del post primo turno, i silenzi di Hollande e le cupe previsioni, è stato proprio il partito socialista ad avere la meglio: non tanto per i numeri, quanto per l’immagine che ha dato di sé agli elettori, dimostrandosi unita e battagliera. Ma il pericolo è dietro l’angolo. «Non manifestiamo alcun sollievo, alcun trionfalismo», ha detto il premier francese Manuel Valls, «non abbiamo bollettini di vittoria, il pericolo dell’estrema destra non è stato messo da parte, tutt’altro. Non dimentico i risultati del primo turno e le elezioni recenti. Sento la responsabilità che pesa su di me e quella del governo posto sotto l’autorità del presidente della Repubblica. Tutto questo ci impone di prestare più ascolto ai francesi». L’obiettivo di Marine Le Pen, infatti, sono le presidenziali del prossimo anno e messa alle spalle la delusione di ieri, comincerà a lavorare quest’altro obiettivo.

Dopo la sconfitta del Front National, non è solo la Francia a tirare un sospiro di sollievo. Anche l’Unione Europea, che dopo il primo turno si era trincerata dietro a un “No comment”, ha silenziosamente ringraziato per aver arginato la marea nera delle Le Pen, la cui vittoria avrebbe scombussolato gli equilibri. L’imposizione del movimento antieruopista in Francia, infatti, avrebbe dato coraggio al movimento latente, che pur abita tra gli scranni di Bruxelles, e che ha già gioito per il risultato delle recenti elezioni in Polonia che l’hanno consegnata nelle mani dei nazionalisti di Kaczynski. «La risposta delle urne francesi è stata di porre un freno ai nemici della democrazia» ha commentato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz all’emittente tedesca Deutschlandfunk. «Il Front national deve riconoscere di avere patito una forte sconfitta».

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