sabato, Luglio 24

In fondo, a sinistra Fassina riammesso a Roma e quel che resta della gauche italiana

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In fondo, a sinistra c’è vita. Ed oltre alla gran pasticcioneria anche, finalmente, un po’ di fortuna. La riammissione alla corsa per il Comune di Roma di Stefano Fassina e della sua scombiccherata compagnia tiene aperta almeno la possibilità di provare a costruire una prospettiva che vada al di là dell’estate cercando di immaginare una proposta organica di una certa consistenza. Difficile, ma qualche presupposto e qualche buona volontà e capacità a voler essere ottimisti le si trova e possono già costituire una discreta, chissà se anche solida, base. In questo caso avere attraversato una tempesta di questo genere potrebbe essere non marginale vantaggio.

In fondo. A sinistra. Sperando che poi lì non ci sia solo un vicolo cieco. Ché i ricorrenti tentativi di ‘rialzare la testa’ e proporre una organica dimensione continuano in genere ad infrangersi contro orizzonti asfittici e dozzinali liti per spartirsi i resti di una torta che in gran parte si sono mangiati e si stanno divorando altri. Che da un lato non è bello, dall’altro non è dignitoso, soprattutto a queste condizioni non ne vale proprio la pena. In ogni caso non di sola Roma, e delle sole altri grandi città si parla, ché magari sorprese di valore e consistenza possono provenire anche da altri luoghi. Intesi sia in senso territoriale che in senso ideale. Capaci, come già è stato in passato, di divenire paradigma ed indicazione nazionale. Magari meglio se evitando vittimismi. «Qualcuno evidentemente accarezza l’idea di far fuori la sinistra cittadina dalle elezioni per via burocratica, ma ha sbagliato i suoi conti» aveva detto Andrea Catarci, l’unico di quella coalizione rimasto comunque in corsa per la guida dell’VIII Municipio romano grazie alla presentazione regolare anche di altre liste. Si tranquillizzi: in genere in queste cose la sinistra è efficiente e purtroppo perfettamente autosufficiente nel farsi fuori da sola.

In fondo a sinistra si può anche ritenere che non si è più detentori di straordinari valori e superiorità, però un qualche patrimonio lo si conserva ancora. E quindi se ne debba essere grati ed onorarlo con comportamenti conseguenti, non solo con enunciazioni e tentativi di riorganizzazioni partitiche o paraassembleari che si risolvono in maniera autoreferenziale. Ponendosi invece in maniera seria, e questa sì rivoluzionaria e rivoluzionante, la questione delle modalità organizzative di un autenticamente nuovo soggetto politico. Ché volendo c’è molto da cui ripartire. Gli ultimi sondaggi per la Capitale ridanno già ora un discreto risultato per l’aggregazione attorno all’ex Viceministro uscito prima dal Governo e poi dal Partito Democratico. Secondo Quorum/You Trend il 4,3%, per altri antecedenti si poteva parlare anche di una base oltre il 6 ed il 7%. Si tratta in ogni caso di dati che vanno rivisti a fronte dello stop and go della campagna elettorale, con figuraccia anche politica e liti tutte politiche connesse. ‘Sinistra per Roma Fassina Sindaco’ e ‘Lista civica per Fassina sindaco’ sono le compagini che lo sostengono, ammesso che dopo la prima anche la seconda, più ‘di movimento’, venga riammessa alla corsa dal Consiglio di Stato nell’altro imminente pronunciamento. Le analisi dei flussi di propensione elettorale sono, come noto, assai simili ai profumi. Odorarli è bello ed utile, berli letale. Sarà interessante osservarne l’evoluzione nell’immediato, ma al di là di queste ore e della scadenza elettorale romana e nazionale, proprio nella reazione a quanto è accaduto si vedrà se oltre ai due già esistenti gruppi parlamentari di Senato e Camera c’è vita a sinistra. Guardando in prospettiva al Congresso fondativo di ‘Sinistra Italiana’ previsto per il prossimo dicembre, cercando di evitare che a partire da certe premesse diventi contemporaneamente anche ‘affondativo’. Causa diverse visioni dell’Europa, diversi modelli di sviluppo, diverse modalità di rapporto con il PD, soprattutto per la questione basilare e realmente ‘fondante’ dei diversi modi di intendere e praticare la politica.

 

In fondo a sinistra… Ma anche dalle altre parti.

 

 

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