giovedì, Gennaio 27

In Cina l’Europa non ne azzecca una

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Il parere di Alberto Forchielli, economista italiano e partner fondatore di Mandarin Capital Partners.

 

Cosa sta succedendo oggi in Europa?

Si sta decidendo di dare il ‘market economy status’ alla Cina e attualmente ci sono due fronti: uno è il Nord Europa schierato a favore della Cina e uno è il Sud Europa contrario e capitanato dall’Italia. Germania e Francia sono abbastanza ambigue. Gli americani sono totalmente contro lo status alla Cina e quindi, sotto questo aspetto, appoggiano gli italiani e condizionano anche il resto dei Paesi. In tutto questo io mi domando: ma, è possibile che l’Inghilterra, che ha più un piede fuori che dentro dalla comunità economica europea, debba avere diritto di voto su una questione fondamentale per il futuro dell’Unione? Io credo che per decenza l’Inghilterra dovrebbe astenersi finché non si faccia il Brexit.

Qual è la sua analisi, di cosa dobbiamo avere paura?

La Cina ha costruito una capacità produttiva impressionante, cioè in eccesso rispetto a quello che il mondo ha bisogno. Questo già lo vediamo nel settore dell’acciaio: la Cina sta schiacciando l’industria europea e il Paese sta sviluppando anche un’enorme capacità produttiva nel settore automobilistico. Ci rendiamo conto che in futuro quello che sta succedendo con l’acciaio potrebbe succedere anche nel settore automobilistico europeo? Non è un problema di piastrelle, o infissi o di tessili! Tra 10 anni i cinesi ci venderanno le utilitarie a 10mila euro! Qualcuno ha fatto i conti con un minimo di visione? Perché fino ad ora tutti gli accordi sono stati fatti senza pensare a quello che sarebbe successo e sono stati disastrosi. C’è qualcuno che riesce a guardare più in là di 3 anni? Oramai il mercato automobilistico cinese è fermo, perché hanno creato una capacità che copre due volte la domanda. Tra cinque/dieci anni avremo solo machine cinesi e a quel punto si chiuderanno Fiat, Renault, Peugeot, Citroen. Forse riusciranno a sopravvivere le tedesche, ma malamente. Ce ne rendiamo conto o no? Un continente che non è forte sui servizi cosa fa? Soprattutto l’Italia!

Legge antidumping, cosa succederà dopo la concessione di status di economia di mercato alla Cina?

La Commissione, che è a favore del MES, pensa che i soldi cinesi finanzieranno il famoso piano Juncker di 300 miliardi di investimenti strutturali, ma questa è una fallacy (chimera). Il piano di investimento Juncker non va avanti non perché manca la finanza, ma perché mancano progetti bancabili. Il mondo è pieno di soldi che non hanno destinazione, quindi nessuno ha bisogno dei capitali cinesi per finanziare niente! Il piano Juncker è fondato su progetti infrastrutturali privati, che necessitano di finanza privata, solo che se non ci sono progetti non c’è neanche la finanza.

Cosa non funziona?

L’Europa non ne azzecca una, come per tutto: ci sono interessi contrastanti, lobby in conflitto, mancanza di visione a lungo termine, processi decisionali farraginosi. Noi siamo destinati a fare errori su errori, come per il tema del Nord Africa, la Primavera araba, dei migranti, della crisi greca, come il tema dell’Ucraina. L’Europa non ne azzecca una e perderà anche la partita della vita. E lei non sa come vorrei avere torto.

Come andrà a finire?

Semplicemente verrà dato alla Cina lo status di economia di mercato, ma sarà depotenziato togliendo le clausole sul dumping. Il governo cinese riuscirà a vendersi in patria questa vittoria politica in un momento in cui ne ha fortemente bisogno come economia di mercato. Perché in realtà ai leader cinesi al 99% interessa cosa pensa la Cina e non cosa pensa il mondo e sono sempre molto bravi a far credere quello che vogliono loro. Il tema del dumping non verrà ritoccato, si lascerà all’Europa l’attuale facoltà di applicare l’antidumping che apparentemente sembra una vittoria, ma in realtà non lo è. L’Europa applica l’antidumping in ritardo e quando i buoi sono ormai scappati dalla stalla, come i recenti casi relativi ai pannelli solari e alla siderurgia stanno a dimostrare. Perché quello del dumping è un falso problema.

 

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