domenica, Settembre 26

In autunno si navigherà a vista, tra Covid, scuola, economia Ineludibili banchi di prova per il Governo: l’economia, il lavoro, la pandemia. Con i partiti che, grazie al semestre bianco, non temono più lo scioglimento anticipato delle Camere, e dunque ogni giorno si produrranno in polemiche inconcludenti

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Televisioni e social trasmettono filmati di fortuna, mostrano le forze speciali dei Taliban che aprono il fuoco per trattenere la folla all’aeroporto di Kabul. Si vedono che sparano, per impedire alle persone che vogliono fuggire dai Taleban di entrare nell’aeroporto. Si vedono anche tanti bambini. Si vedono le madri afgane che affidano i loro bambini a sconosciuti militari occidentali pur di salvarli: sono le stesse situazioni, negli anni ’40 del secolo scorso, quando altre madri, ebree, disperate, affidavano i loro piccoli a sconosciuti, prima di essere avviate nei campi di sterminio nazisti, sperando così di salvarli. Stuart Ramsay, corrispondente a Kabul della britannica ‘Sky News‘, racconta che ogni giorno è peggiore del precedente, per quanto riguarda la situazione all’aeroporto di Kabul. ‘Al Jazeera‘ parla di sparatorie intorno allo scalo…e poi tutti i telegiornali trasmettono, senza ritegno e senza pudore, compiaciuti copia-incolla del teatrino di politicanti da strapazzo che ti sommergono coi loro insulsi pio-pio, bla-bla, bau-bau. Discettano su colpe e meriti di questo o quello, del dovere di accoglienza, ma con moderazione: ci sono profughi che vanno aiutati, altri verso i quali si può essere indifferenti se non ostili…

Anche per il Covid-19. La pandemia ogni giorno miete decine di vite: anonimi di cui si ignora nome e storia. Sono numeri, cifre sciorinate assieme ad altre, si ripetono stancamente e ritualmente. Siamo un Paese ormai assuefatto al quotidiano bollettino del dolore?
Così pare. Ripetitivi e vacui, i politici si rimbeccano a colpi di twitter e nei talk show sono ancora convinti che la contumelia, l’insulto, il gridare più forte, interrompere con metodo l’interlocutore, siaspettacologradito, che procura consenso. Possibile non si rendano conto che così facendo e dicendo sono ‘solo’ il miglior propellente per un sentimento di nausea e di respingimento; che l’elettore, il popolo a cui si rivolgono, non vuole tanto sentire quello che ‘bisogna fare’ (se lo sanno, cosa bisogna, perché non si decidono a farlo?); quanto vorrebbero finalmente sentir dire cosa si è fatto, cosa si fa; e con chi, con quali tempi, risorse, sacrifici, benefici.

Sembra incredibile, ma così è. Dunque in questa ormaicodadi agosto dove, come tutti gli anni, accade di tutto, capita anche di dover registrare le contorsioni e le convulsioni di politici che vivono su Marte e hanno ormai completamente perso il polso della situazione. Dice loro nulla, il fatto che nei sondaggi demoscopici chi riscuote fiducia e consenso sia l’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e il poco parlante Presidente del Consiglio Mario Draghi? Che tutti gli altri leader, di maggioranza o opposizione, li distanzino di parecchie lunghezze? Li sfogliano i puntuali dossier che commissionano (e si tengono ben riservati) sugli umori della pubblica opinione sempre più refrattaria e disincantata, e che rivelano un costante, per ora inarrestabile disamore, annuncio che le urne saranno massicciamente disertate, si tratti di elezioni amministrative o politiche? E contemporaneamente, la massiccia adesione ai referendum promossi da Partito Radicale e Lega (temi la giustizia) e dall’associazione Coscioni (eutanasia), segno che quando i quesiti e i temi ‘offerti’ sono chiari, la risposta arriva?

Il menù che ci sarà servito nei prossimi giorni: uno stanco bla-bla per oggetto il prossimo inquilino al Quirinale. Il Lettore non dia retta: si offrono pensose riflessioni sull’opportunità o meno che Mattarella sia votato nuovamente (sia pure a tempo, come per Giorgio Napolitano), si avanzano nomi e candidature: dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati a Draghi, a Marta Cartabia a Dario Franceschini. Cortine fumogene. Mattarella difficilmente smentirà il suo proposito di non ricandidarsi: sangue ghiaccio siciliano, quando decide, decide. Per quanto riguarda gli altri, a parte il vecchio adagio sempre attuale secondo il quale chi entra Pontefice quasi sempre esce cardinale, spesso sono nomi di ‘assaggio’ e per bruciarli meglio. La questione è prematura: prima occorre vedere come finiranno le elezioni amministrative d’autunno, più che mai politiche. La tenuta sostanziale del cartello di centro-destra, assai molto meno coeso di quanto appare, e comunque con l’unico collante del potere, e senza visione e strategia. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini fanno fronte comune, ma solo per contrastare meglio Giorgia Meloni; ma l’uno o l’altro sono affidabili come Tersite o Iago. Occorrerà vedere come si ulteriormente dilanieranno all’interno del Movimento 5 Stelle, dove chi si alza per primo la mattina dice la prima sciocchezza che gli passa per la testa; e per dire: si è mai visto un segretario, Giuseppe Conte, smentito su una questione seria come la tragedia in Afghanistan, dal Ministro degli Esteri, il grillino Luigi Di Maio, entrambi poi smentiti dal ‘garante’ Beppe Grillo?
Il Partito Democratico a guida Enrico Letta è come un tempo la valle Padana d’inverno: preda di eterna, fitta nebbia. E’ un po’ come l’orologio guasto: segna l’ora giusta due volte al giorno solo perché è fermo.
Quanto al Governo, occorrerà vedere in autunno ineludibili banchi di prova: l’economia, il lavoro, la pandemia. La tragedia in Afghanistan ha ‘distratto’ per qualche settimana. A settembre questi temi torneranno centrali. I partiti, grazie al semestre bianco, non temono più lo scioglimento anticipato delle Camere; e dunque ogni giorno si produrranno in polemiche inconcludenti e avvilenti, nella speranza di guadagnare e racimolare in questo modo qualche voto e consenso.
Questo, in sintesi e sostanza, il ‘contesto’ politico italiano. Navigheremo a vista. Un mare che si annuncia infido e tempestoso.
Forza e coraggio.

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