lunedì, Settembre 20

In aumento i senzatetto a Londra (da completare con intervista)- ATTENDERE PER PUBBLICAZIONE true

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Londra – Ha destato scalpore, ad inizio estate, l’utilizzo di perni appuntiti incastonati nel marciapiede nei pressi di un condominio di appartamenti presso Southwark Bridge Road, in South London. Perni metallici con lo scopo preciso di non permettere a coloro che dormono in strada di trovare riparo in quel luogo. Definiti ‘brutti e stupidi’ dal sindaco di Londra Boris Johnson, ed ‘inumani’ dalle associazioni che si occupano di senza tetto, hanno destato indignazione e molti cittadini hanno segnato la petizione per richiederne la rimozione.Quei perni, sono però sicuramente sintomatico di una volontà di nascondere ed allontanare dal proprio mondo la povertà e la sofferenza dei molti che si rifugiano nelle strade di Londra.

Quando si vive in una grande città, piano piano, si diventa quasi immuni alla sofferenza altrui e per un meccanismo di protezione e autodifesa, quasi non ci facciamo più caso. Su internet si possono trovare molti esperimenti sociali che tendono a sottolineare le nostre diverse attitudini verso il mondo dei senzatetto, come il video su YouTube in cui si confrontano le reazioni dei passanti ad un mancamento in strada di un uomo vestito in giacca e cravatta e di un uomo con abiti da senzatetto.

Durante l’estate, con le giornate più calde e lunghe, i parchi e l’ombra degli alberi sono il loro rifugio dal calore e dal traffico. Presto il freddo tornerà ad essere il peggior nemico degli homeless. Mentre scrivo, mi auguro che non rivedrò più vicino alla solita fermata dell’autobus in centro, quei due ragazzi che tengono i loro sacchi a pelo là proprio perché quella zona piena di uffici è piuttosto riparata dal vento. E chissà se la donna con gli occhi blu e il sorriso triste, sempre con un libro in mano, tornerà a sedersi, arrotolata nelle sue coperte, all’uscita della metro vicino al supermercato dove mi fermo spesso. Spero di non vederli più nella speranza che abbiano trovato una sistemazione. Lo scorso sabato, in centro, in una delle vie dello shopping, mentre passeggiavo, però non ho potuto fare a meno di notare telecamere e curiosi osservare una camionetta della polizia interrogare un uomo di circa 40 anni. Lo avevo già visto, sempre nello stesso luogo, seduto sul suo piumone giallo. Questa volta, invece, cercava di raccogliere i suoi averi, uno zaino, delle cartelline con documenti ed altre piccole cose.

 

Quella appena trascorsa, è stata una settimana diversa per gli immigrati che trovano rifugio nelle strade centrali di Londra. In questi giorni, infatti, le forze dell’ordine e i funzionari dell’immigrazione hanno fatto dei controlli nei posti noti dove i senzatetto, ma soprattutto i ‘beggars’, i mendicanti, sono soliti riposare e sostare. Definita Operazione Encompass,  ha portato ad esempio allo sgombero del sottopassaggio di Marble Arch, dove un gruppo di rough sleepers aveva trovato rifugio nelle ultime settimane. 37 individui, apparentemente provenienti dall’Europa dell’est. Tra questi, una persona è stata fatta rientrare in Romania per aver violato le regole sull’immigrazione, ed un’altra ha annunciato di volere volontariamente lasciare il Regno Unito per tornare in Romania.

Un controllo a tappeto nei quartieri di Westminster, Camden, Croydon, Islington, Lambeth and Southwark, portato avanti dalla forze dell’ordine in collaborazione con l’ Home Office, ovvero il Ministero dell’Interno e le autorità locali. L’obiettivo principale è quello di opporsi alla permanenza di mendicanti. Il comandante del Metropolitan  Police Service, Alison Newcomb, a capo delle operazioni, ha spiegato «I funzionari lavorano con gli addetti all’immigrazione per utilizzare delle legislazioni lanciate a Gennaio riguardanti l’allontanamento dal Regno Unito, quando possibile.  Inoltre, fanno riferimento a progetti esterni con lo scopo di aiutare persone vulnerabili a superare la situazione in cui si trovano quando dormono in strada, allo stesso modo di prendere l’iniziativa contro coloro che continuamente trasgrediscono la legge o intimidiscono i passanti. Mendicare non sarà tollerato nella zona di Westminster o in ogni altro borough di Londra. Ove possibile, i mendicanti verranno arrestati e anti-social behaviour orders verrano usati dove necessario». 

In realtà, anche se i media e le notizie lasciano pensare che quello dei senzatetto che dormono in strada sia un fenomeno soprattutto riguardante cittadini proveniente dall’est Europa, le statistiche raccontano un’altra storia. Per avere un’idea della situazione, basta sfogliare il report pubblicato recentemente da CHAIN, Combined Homelessness and Information Network,  un database di più agenzie che si occupa della raccolta dei dati sui senza dimora e in generale la popolazione delle strade di Londra. I numeri presenti in queste raccolte si riferiscono solamente alle persone che sono state effettivamente viste dormire in strada, nei sottopassaggi, davanti ai portoni di edifici e simili, e non tiene conto invece di tutti coloro che approfittano dell’ospitalità di amici e parenti o vivono in forme di abitazione non convenzionale come squats o edifici abbandonati. I numeri sono allarmanti, con un incremento del 64%  dal 2010. Gli ultimi dati, riferiti al periodo aprile-giugno di quest’anno, suggeriscono un aumento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Più della metà di queste registrazioni si riferisce a persone che non erano mai state avvistate dormire e vivere in strada, il che suggerisce un rapido aggravarsi della situazione. A dispetto di quello che i media raccontano e suggeriscono, quasi nella metà dei casi si tratta di individui cittadini del Regno Unito, confermando il trend dei mesi precedenti. I dati, confermano inoltre un aumento della presenza di cittadini provenienti dall’Europa Centro-Orientale, con quelli provenienti dalla Romania che sostituiscono i polacchi come gruppo più cospicuo.

Quello della mancanza di abbastanza strutture per sopperire a questo disagio è un problema serio per Londra. Si parla infatti di famiglie intere che vivono a lungo in piccole ostelli e centri abitativi di emergenze, prima che le autorità locali riescano a trovare loro una sistemazione adeguata. Come riportato da The Independent, secondo i dati consegnati dai Council all’organizzazione caritatevole Shelter, che si occupa dei senza dimora, circa 4 mila famiglie con problemi abitativi a Londra hanno dovuto aspettare fino a due anni prima di ottenere una sistemazione definitiva.

Le ultimi analisi, sanciscono che la promessa di Johnson, di diminuire e combattere il fenomeno dei senzatetto non sia stata mantenuta. Complice ne è certamente la mancanza di strutture adeguate per accogliere le famiglie in difficoltà, ma anche l’aumento del prezzo degli affitti nella capitale inglese che ha messo sempre più singoli individui in mezzo alla strada.

 

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