venerdì, dicembre 14

In Africa, il Marocco supera tutti nello spazio Con il lancio di MOHAMMED VI – B, è il primo Paese africano che ha a disposizione più satelliti d’osservazione della Terra

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Oggi il Marocco ha lanciato il satellite MOHAMMED VI – B alle 02:42 ora di Rabat, da Kourou, nella Guyana francese attraverso il lanciatore Vega, progettato, sviluppato e realizzato da Avio nello stabilimento di Colleferro. Si tratta di un satellite d’osservazione della Terra sviluppato dal consorzio Thales Alenia Space all’interno del programma spaziale deciso dal Re Mohammed VI. E’ il secondo satellite del programma MOHAMMED VI – A e B. Il primo, il satellite MOHAMMED VI – A, è stato lanciato da Arianespace il 7 novembre 2017 attraverso il vettore Vega Leggero. In questo modo, il Marocco diventa il primo Paese africano che ha a disposizione più satelliti d’osservazione della Terra di altissima risoluzione.

Il satellite MOHAMMED VI-B sarà gestito, come il primo satellite, da ingegneri e tecnici marocchini. Esprimendo la sua grande soddisfazione, Giulio Ranzo, Amministratore di Avio ha detto: «Grazie al grande impegno della squadra Avio, Vega continua a volare con successo». I due satelliti aranno complementari e permetteranno a garantire una copertura più rapida delle zone d’interesse; infatti, il satellite MOHAMMED VI – B servirà per le attività civili come le cartografiche, l’assetto territoriale, il controllo delle attività agricole, la prevenzione e la gestione delle catastrofi naturali, il controllo delle evoluzioni ambientali e la desertificazione.

Secondo Mustapha Kahhak, direttore della Cartografia presso l’Agenzia Nazionale per la Conservazione del territorio, il Catasto e la Cartografia di Rabat (Ancfcc), il satellite Mohammed VI – B «sarà un’arma importante per difendere il territorio dal dissesto idrogeologico e per proteggere le aree urbane e quelle agricole. Si tratta di un progresso importante che compie tutto il paese e rientra nei piani del Re Mohammed VI e certamente si tratta di un evento importante perché rafforzerà molto il mio lavoro. Potremo usare le foto scattate da questo satellite per creare delle nuove mappe. Noi come agenzia del territorio già usiamo queste tecnologie dal 2000. Il problema è che usavamo immagini di altri satelliti e non potevamo avere ciò che veramente ci interessava. Ora invece saremo indipendenti nel lavoro e l’uso di queste foto topografiche sarà essenziale».

Una illustrazione è stata presentata dall’ingegnere marocchino Tajjedine Rachidi dei sistemi dei satelliti e professore di Informatica e Ingegneria informatica alla Al Akhawayn Unversity di Ifrane, facendo sapere che «il satellite Mohammed VI B apre chiaramente la strada a una gamma completamente nuova di applicazioni civili quasi in tempo reale. In quanto tale, molti dipartimenti dello Stato e del governo marocchino, e in una certa misura il settore privato e la comunità di ricerca, avranno accesso a dati di telerilevamento che consentiranno loro di tagliare i costi e ottenere indipendenza dai fornitori di immagini satellitari, fare un passo da gigante verso l’elaborazione di politiche pubbliche basate sui dati, stimolare l’innovazione per nuovi servizi e prodotti a valore aggiunto e sviluppare ulteriormente la ricerca nazionale».

Inoltre, secondo Rachidi, «il lancio di oggi è stato accolto con grande soddisfazione dai marocchini, in quanto 5 giorni fa il Re, Sua Maestà Mohammed IV, ha inaugurato un treno ad Alta Velocità  da 3 miliardi di dollari, che collega Tangeri e Casablanca accorciando efficacemente la distanza tra i due principali poli industriali e commerciali del Marocco. Come in molte aree, anche le capacità del Marocco nel telerilevamento saranno di grande beneficio per l’Africa, dal momento che il Marocco è un ardente difensore dei modelli di sviluppo Sud-Sud. Posso immaginare una serie di partnership bilaterali con i Paesi africani per lo sviluppo di capacità nelle applicazioni di telerilevamento, e eventualmente in bisogni specifici, dell’acquisizione e dell’uso della tecnologia satellitare, sia a livello tecnico che di business».

Tajjedine Rachidi ha spiegato poi che «alcuni mezzi di comunicazione di massa della Spagna e dell’Algeria temono che questo nuovo satellite possa essere utilizzato per ragioni strategiche come spiare o controllare la migrazione. Questo è infondato, poiché gli esperti sanno che il controllo del flusso migratorio, richiede una costellazione di satelliti molto più grande per essere in grado di realizzare almeno un passaggio ogni 10 minuti per tracciare i movimenti delle persone».

«L’attuale configurazione di Mohammed VI A e B è una disposizione tipica per le applicazioni civili», ha concluso Rachidi. Quali potrebbero essere? Ad esempio, nellagricoltura, un settore chiave nello sviluppo economico, sociale ed ambientale del Marocco. L’aumento della produzione ed il miglioramento della produttività agricola devono affrontare numerose difficoltà e il ricorso alla tecnologia ed alle nuove tecniche, in particolare l’informazione geo-spaziale derivata dal telerilevamento satellite, costituisce un mezzo efficace per la gestione delle risorse agricole.

Grazie alla ripresa di immagini mediante satelliti, gli operatori del settore possono accedere, secondo la loro necessità ed in funzione del loro ritmo temporaneo a:  indicatori per il controllo dello stato delle colturebollettini di controllo dello svolgimento della campagna agricola e la previsione della produzione di cereali; informazioni sui terreni irrigati; parametri ed indicatori sul consumo dell’acqua e la produttività; informazioni d’aiuto alla gestione dei rischi e catastrofi. 

E da queste immagini, è possibile stabile in che modo svolgere l’attività agricola, facilitando il controllo delle colture, soprattutto i cereali d’autunno. Il Centro Reale di Telerilevamento Spaziale (CRTS) pubblica del resto un bollettino mensile per il controllo globale della campagna agricola che è basato sullo sfruttamento dei dati derivati dalle immagini satellitari. Questo bollettino è diffuso a tutti gli attori nazionali interessati dal controllo della campagna agricola.

Il Marocco è caratterizzato da una grande diversità bioecologica e da un numero importante di ambienti naturali. Le foreste costituiscono l’elemento fondatore di questa ricchezza ecologica e svolgono un ruolo importante sia nell’attività economica che nella strategia nazionale dello sviluppo sostenibile. La gestione, la valorizzazione e la protezione di questo patrimonio sono fra i contributi fondamentali della ripresa di immagini mediante satelliti E sono necessari per gestire meglio lo spazio naturale, in particolare l’identificazione e la pianificazione dei tagli e dei rimboschimenti, il controllo dell’evoluzione dei massicci forestali e la valutazione delle superfici delle diverse essenze forestali scomparse.

La costa atlantica marocchina, che si estende su più di 3500 chilometri, è fra le coste più ricche di risorse marine sfruttabili. Lo sfruttamento, la sistemazione e la gestione integrata degli spazi marini, dello spazio marino e litorale e delle zone costiere, si basano su una buona conoscenza delle caratteristiche di questi spazi.

In Marocco, la gestione delle risorse idriche che subiscono una pressione in crescita costante è fondamentale. In questo, le tecnologie spaziali hanno raggiunto un livello di maturità e di operatività per offrire agli utenti strumenti molto importanti e possono fornire informazioni anche per la gestione e la valutazione dell’impatto delle inondazioni.

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