mercoledì, Dicembre 8

Imprese, ecco le regole d'oro per non morire di credito

0
1 2


Non sono quindi servite a nulla nel corso di questi anni le richieste, gli appelli, la disperazione di chi chiedeva uno Stato più giusto?

Direi proprio di no. Il nostro Paese sa solo prendere e mai dare, ti obbliga all’assurdo regime fiscale che pone a nostro carico una tassazione insostenibile, senza poi onorare le sue stesse regole.

Se quest’anno sarà ricordato come quello in cui finalmente sembra essere ritornato un segno più (di uno zero virgola) alla crescita del Pil, noi Giovani Imprenditori di Confapi continueremo a pensare di vivere in un Paese schizofrenico, dove si continua a caricare sulle nostre spalle il peso insopportabile ed opprimente di chi sa usarti solo come cassa.

Per queste ragioni, allora avete chiesto al Governo e al Parlamento la soluzione di alcuni punti utili alle pmi per risolvere i ritardi dei tempi medi di pagamento?

Esatto. Per la nostra natura di Giovani, per il nostro background imprenditoriale che ci pone sempre davanti ad un problema con un’azione ed una proposta per risolverlo, abbiamo deciso di presentare non solo al Governo e al Parlamento ma soprattutto all’Europa una serie di utili proposte.

Ma siete pronti a supportare queste idee sotto il profilo tecnico?

Senza alcun dubbio, in qualsiasi sede. Queste proposte sono una risposta a quella che prima di tutto consideriamo una condizione di normalità necessaria alla sopravvivenza del nostro sistema economico.

Il recupero di quote di crescita non si deve contare solo nei numeri, ma nella ritrovata fiducia in un Paese che sa assolvere il suo compito di regolatore giusto del mercato, di cliente e fornitore onesto e non di predatore onnivoro di imprese, uomini, donne e speranze.

Fare tutti la propria parte quindi appare l’imperativo più giusto…

Sì, se non vogliamo perdere altre opportunità, altro domani, altri cervelli, altri straordinari ragazzi dobbiamo fare tutti la nostra parte: noi che abbiamo deciso di restare ed investire sogni, vita e denaro in Italia sentiamo di fare nostra ogni giorno la sfida per un domani di crescita.

Se ci riflettete non chiediamo nulla se non la possibilità di considerarci figli di un’Italia degna del suo ruolo, della sua storia ed in definitiva degna anche di noi.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->