sabato, Settembre 25

Imprese e innovazione: siamo pronti alle sfide del futuro? Ecco i piccoli step fondamentali per entrare nella giusta mentalità che porti a una progressiva digitalizzazione delle aziende

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L’Italia e il mondo intero stanno attraversando un momento particolare. Molte imprese hanno dovuto chiudere le proprie sedi a causa dell’emergenza sanitaria attualmente in atto, e ci si è resi sempre più conto di quanto sia importante cominciare a digitalizzare la propria azienda, dalla produzione fino ad arrivare ai servizi. Le imprese italiane sono dunque pronte ad affrontare queste sfide e a uscirne vincitrici? Ci sono i dati che possono spiegarcelo, e che possono tracciare la strada giusta per andare incontro ad una corretta strategia di digitalizzazione.

Il livello di digitalizzazione delle imprese in Italia

Il quadro generale della Penisola viene tracciato da un recente rapporto Istat, secondo cui l’Italia è ancora lontana dai livelli delle altre eccellenze europee. Stando ai dati, infatti, soltanto il 4,7% delle imprese nostrane ha raggiunto un grado di digitalizzazione che possa dirsi elevato, e si tratta di una percentuale davvero irrisoria.

Preoccupante, da questo punto di vista, anche il dato che riporta come l’80% delle aziende italiane abbia ancora un profilo hi-tech estremamente basso, a livello di ICT. Dagli hardware ai software, passando per le competenze necessarie per gestirli, i problemi attuali delle aziende impediscono di fare un salto di qualità. Nel frattempo, in Europa si corre veloci, con il rischio di allontanarsi sempre di più dal gruppo di testa.

La necessità di aumentare le competenze

Attualmente, il vero problema di fondo nel nostro paese è la mancanza di competenze nel settore dell’hi-tech e del digitale, ovvero la base per poter sfruttare appieno tutte le opportunità date dall’Industria 4.0. Secondo uno studio di EY, è emerso infatti che l’84% delle imprese nostrane lamenta l’assenza sul mercato di figure specializzate proprio in questi ambiti così sensibili.

La colpa, però, è anche delle imprese, perché raramente queste avviano dei corsi di formazione orientati al digitale, e in Italia la percentuale delle società che lo fanno è bassissima (12%). Inutile specificare che tutto parte dalla volontà di investire in questi settori, per creare così la possibilità di digitalizzarsi e di competere sul mercato europeo e mondiale, che nel mentre prosegue sviluppandosi.

Mettere in atto una strategia fatta di piccoli passi

Per le piccole e medie imprese è necessario mettere in atto una strategia che miri alla digitalizzazione, procedendo per piccoli step, così da favorire una crescita stabile e mirata ad obiettivi raggiungibili nell’immediato. Uno dei primi passi, ad esempio, può essere quello di cominciare a usare maggiormente servizi digitali che, come quelli proposti da iCRIBIS, aiutino le aziende a tutelarsi compiendo indagini su possibili partner, necessarie per evitare truffe e insoluti. In secondo luogo, altro step fondamentale è l’informazione: è necessario infatti tenersi sempre aggiornati leggendo le riviste di settore, e partecipando anche agli eventi dedicati all’Industria 4.0. Infine, è indispensabile cominciare anche a fare rete con i professionisti, che possono essere trovati anche su LinkedIn, ad esempio. Si tratta di piccoli step, ma fondamentali per entrare nella giusta mentalità che porti a una progressiva digitalizzazione dell’azienda.

Per quanto la situazione nel nostro paese non sia delle migliori, attualmente la volontà di progredire non manca.

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