giovedì, Dicembre 9

Impresa Sociale, un grande aiuto contro il ‘cigno nero’ Covid-19 Un parziale ammortizzatore del danno della pandemia. Esiste un rapporto fra ISIS e Covid-19 come ‘cigno nero’: il primo positivo che cerca di ridimensionare e allontanare il secondo che è negativo dannoso

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Ero stato sollecitato a ragionare sull’Impresa Sociale ad Impatto Sociale (d’ora in avanti ISIS) secondo la tesi di Nassim Nicholas Taleb  espressa nel suo libro ‘Il Cigno Nero’ (sottotitolo ‘Come l’improbabile governa la nostra vita’). Per N. N. Taleb, il Cigno nero è un evento che possiede tre caratteristiche: rarità, impatto enorme e prevedibilità restrospettiva (ma non prospettica). E’ un evento isolato, raro ed improbabile che destabilizza la normalità.

 L’ipotesi era: l’impresa cooperativa mutualistica è come il calabrone e l’’Impresa Sociale ad Impatto Sociale (ISIS) come il Cigno Nero. Quindi il sillogismo fra cooperativa mutualistica come calabrone (tesi per cui la cooperativa, al pari del  calabrone, ha caratteristiche aziendali per cui non potrebbe ‘stare in piedi’ o volare; ma invece così è) e Impresa Sociale ad Impatto Sociale (ISIS) come  Cigno Nero che è la ‘sostanza’ sfidante ed evolutiva dei canoni tradizionali dell’impresa.

Non era un articolo di ornitologia, ma si ipotizzava che, nel caso dell’impresa ISIS, eravamo di fronte ad una impresa che aggiungeva imprevedibilità ad imprevedibilità positiva, destabilizzava in modo virtuoso (oggi si direbbe ‘disruptive’) il concetto economico aziendale dell’impresa finalizzata alla massimizzazione assoluta del profitto ed avrebbe avuto uno sviluppo costante e pervasivo nel sistema socio-economico e finanziario in continuo divenire.

Era un Cigno Nero come icona della positività ed ora è, comunque, un parziale ammortizzatore del danno del Covid-19. Infatti esiste un rapporto fra ISIS e Covid-19 come ‘cigno nero’; il primo positivo che cerca di ridimensionare e allontanare il secondo che è negativo dannoso. Oggi in era di Covid-19, l’ISIS come ‘cigno nero’ è una organizzazione sostenibile e positiva, e di essa  non si può fare a meno. Perché? Le imprese fanno i conti con la sindemia Covid-19 (attenzione non solo pandemia) che ha in sé sia la componente sanitaria ed assistenziale sia  il contesto sociale che è mutato e deve affrontare i bisogni generati per convivere con il virus. Sono bisogni di welfare in generale ed aziendale che ancor più devono essere presidiati.

In questo contesto non è possibile affermare che è compito dello Stato (in affanno e con bassa efficienza operativa) far fronte alla domanda di servizi e attività: essa deve essere soddisfatta qui e oggiperché domani è troppo tardi. Nel concreto, che fare? Dare incentivi alle imprese ad impatto sociale profit e non profit al fine di presidiare  le esigenze sociali che sono connesse oggi e domani con la sindemia. Per fare questo dobbiamo ripensare ad un contesto strutturato di valutazione dell’equity e dei titoli di debito delle imprese ad impatto sociale.

Ma le Imprese ad impatto sociale profit e non profit vogliono avere almeno l’incentivo della misurazione e valutazione che possono usare in termini di ‘greenwashing’ (che male c’è se equilibrata?è una risorsa utile per essere percepiti), in termini di valutazione ESG (Environment,Social,Governanceche oggi è sempre più una condizione richiesta per avere finanziamenti ed in termini di mantenimento del contesto sociale che sviluppa la propensione al consumerismo (non al consumo).

Una struttura utile per ‘dare quantità’ all’ESG in logica di mercato ed all’impatto sociale è la Borsa Italiana che potrebbe progressivamente diventare una BORSA AD IMPATTO SOCIALE (BIS). Cioè il concetto di sociale, termine che ormai non si nega quasi a nessuno, deve tradursi in una valutazione concreta gestita nel mercato di una Borsa ad Impatto sociale. Quindi azioni/titoli di debito delle quotate che hanno un valore maggiore (in euro) se hanno risultati ambientali, sociali e di governance in  modo trasparente ed accountable.

D’altro canto oggi siamo obbligati ad assumere questa impostazione perchè altrimenti ci sarà solo un mercato finto, sempre a favore dei ‘soliti noti o ignoti’. Oggi lo slogan di Robin Hood, ‘rubare ai ricchi,per dare ai poveri’ è diventato ‘rubare ai poveri, per dare ai ricchi’. Ma il sistema può reggere? Non credo.

La BIS, comunque, sarebbe condizione necessaria per un futuro economico finanziario in cui il sociale non è solo una prassi ‘aumentativa’ ed un ‘valore aggiunto’, ma è un valore insito nella natura dell’imprenditorialità’ stessa.

La formula imprenditoriale sociale è, in ‘re ipsa’, la cifra di ogni impresa e dovrebbe essere una ‘commodity’ del sistema.

La BORSA AD IMPATTO SOCIALE sarebbe, nell’era Covid-19 e post, un terreno di verifica se le dichiarazioni di finalizzazione della formula imprenditoriale delle imprese rispetto agli obiettivi sociali sono un ‘effetto annuncioo una scelta operativa. Si ricorda sempre l’intervento di ‘LarryFink, ceo di BlackRock (‘To our sharehoders’ –lettera ai clienti 2019; Una completa trasformazione della finanza-lettera ai clientri 2020), il Manifesto della Business Roundtable (19 Agosto 2019 dei 181 top manager delle più importanti imprese USA) in cui si dichiara che la massimizzazione assoluta del profitto non è l’imperativo categorico delle aziende.

Queste brevi considerazioni non sono da considerarsi un ‘sermone’ o la tesi di un ‘visionario’, ma l’incontrovertibile interpretazione di una situazione economico-finanziaria che, se non adotta questi capisaldi di management e finanziari, rischia di perpetuare uno stile speculativo poco attento agli ‘stakeholders’ come opportunità, ma molto orientato ai soli ‘shareholders’ opportunistici. La sfida è integrare ‘stakeholders’ e ‘ shareholders’ altrimenti prevale il ‘cigno nero’ Covid-19. Eufemismo per dire che le tensioni sociali potrebbero drammaticamente diventare un una pandemia che si aggiunge al Covid-19.

Una precisazione nominalistica:l’acronimo ISIS (Impresa Sociale ad Impatto Sociale)se lo digitate  su  Google trova ,da subito come top of space,  il richiamo al terrorismo,violenza e guerra.Non ho la pretesa di scalzare , ma almeno di connotare ’acronimo  ISIS –Impresa Sociale ad Impatto Sociale come attività positiva e di valore aggiunto per il sistema.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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