giovedì, 6 Ottobre
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Impresa del futuro, col crowdfunding io ti salverò

Fino al 29 agosto i tifosi del Parma potranno sottoscrivere online un abbonamento alla stagione calcistica presso lo stadio cittadino Ennio Tardini. La notizia, in sé, non sarebbe poi così straordinaria se non fosse che l’operazione è stata resa possibile attraverso una piattaforma di crowdfunding.

Eppela, una delle 54 piattaforme di crowdfunding attualmente attive in Italia, sta infatti raccogliendo la ‘colletta’ a favore della nascente start-up Parma Calcio 1913 che, dopo il recente fallimento della società Parma Calcio F.C. (sopraggiunto per un debito di 68 milioni 650 mila euro verso fornitori, dipendenti, fisco, istituti previdenziali e banche), si presenta come «una società nuova, un taglio drastico con il passato, e la voglia di risollevare il Parma e la sua città dalle ceneri».

Nell’ambiente degli operatori di crowdfunding, come riferisce anche il magazine di Fabio Allegreni Crowdfundingbuzz, l’iniziativa ha sollevato un po’ di dubbi, in quanto non sembrerebbe sposare in pieno i motivi per cui sono nate queste forme di finanziamento, che mettono in contatto i privati con le start-up innovative. Tuttavia, sebbene rivestita più di marketing che di innovazione, l’operazione di Parma Calcio 1913 ha già superato l’obiettivo prefissato, e così i 4.000 abbonamenti messi in vendita sono stati incrementati di ulteriori mille per soddisfare tutte le richieste. Il modello reward-based (uno dei modelli più sviluppati del crowdfunding) ha quindi raggiunto il take-it-all (prendi tutto), superandolo.

In Italia, che con il Decreto Crescita 2.0 (legge n.221 del dicembre 2012) ha introdotto la normativa per il crowdfunding, il valore dei progetti finanziati con il crowdfunding avrebbe superato i 30 milioni di euro. Le raccolte di denaro avvengono attraverso 54 piattaforme. Di queste, 13 sono però ancora in fase di lancio.

Le 41 piattaforme attive utilizzano i seguenti modelli: 19 con quello più diffuso, che è il reward (il finanziatore riceve in cambio un premio in beni materiali o servizi, ma non in denaro, oppure una ricompensa, come un ringraziamento pubblico sul sito della start-up); 7 con il metodo donation-based (donazioni pure e semplici); 2 col lending-based (microcrediti che maturano degli interessi); 2 con l’equity (l’investitore acquisisce quote azionarie della start-up e può scegliere anche di far parte del Club d’investitori a numero chiuso); 11 con modelli ibridi.

In Italia hanno riscontrato un particolare interesse le piattaforme lending-based, soprattutto laddove la raccolta fondi, per eventi musicali e artistici in genere, è basata su piccoli prestiti a tassi agevolati. L’Italia, però, è stata anche fra i primi Paesi europei a redigere un Regolamento Consob per l’equity crowdfunding (che è la forma più assimilabile all’acquisto azionario e quindi è quella più rigorosa rispetto a regole, massimali e procedure di controllo).

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