mercoledì, Ottobre 20

Immigrazione: è il caso di capirsi L’equazione clandestino uguale delinquente: idiozia di una società ipocrita ben manovrata da certa politica

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Prima di puntare il dito contro gli immigrati (che ove delinquono, vanno puniti come tutti gli altri) guardiamo bene in casa nostra. Prova provata di come da noi i colletti bianchi siano trattati in maniera diversa, molto diversa, da come sono trattati i colpevoli di reati in qualche modo, diciamo così, ‘meno fortunati’.
Hanno creato più danni e allarme sociale i reati commessi dagli immigrati o quelli di Tangentopoli e Mafia Capitale? Ognuno nella propria coscienza provi a darsi una risposta. Io non ho mai sentito protestare in strada per la corruzione (eppure siamo il Paese più corrotto d’Europa) o per l’evasione fiscale o per il falso in bilancio, mentre, in tanti si disperano per l’aggressione dell’ennesimo scippatore. Se da noi i galeotti per reati economici sono un trentacinquesimo di quelli per rapina e un novantanovesimo di quelli per droga, nelle carceri di altri Paesi europei l’ordine delle priorità è ben diverso.
Evidentemente da noi si considera lo scippo agli azionisti di qualche milione di euro più lieve dello scippo di una borsetta sul bus. Per fare un esempio che ci viene da oltreoceano, basti ricordare il caso di Jeff Skilling, il potentissimo amministratore della Enron e principale finanziatore di George Bush che arrivò a guadagnare in un anno 132 milioni di dollari. Accusato della bancarotta della società è stato condannato a ventiquattro anni di carcere. Il pigiama color arancione della prigione del Minnesota, potrà toglierselo solo nel 2028 e senza sconti di pena. In Italia per reati di questo tipo cosa accade?

Voglio terminare ribadendo che ritengo inaccettabile assistere impassibili alla morte di persone disperate che rischiano la vita per venire nel nostro Paese in cerca di un lavoro che purtroppo non troveranno. Chi scappa da una guerra non può non essere accolto: questa si chiama solidarietà umana. Quello che sta accadendo in mare e sui nostri territori in questi giorni è indegno di un Paese civile. Bisogna interrompere immediatamente questa tratta di esseri umani e soprattutto punire in maniera esemplare i delinquenti che lucrano sul dolore e sulla disperazione delle persone.
I morti sono tanti e tra essi ci sono molti bambini e questo non può non pesare sulla nostra coscienza. L’Italia, in breve tempo, è stata trasformata da Nazione di emigranti a Paese scelto per l’immigrazione di massa. Questo cambiamento ha portato a tensioni politiche e sociali che sempre più di frequente purtroppo stanno sfociando nella violenza. Con l’economia italiana in crisi, la Lega Nord è riuscita a presentarsi come il ‘difensore dell’italianità’ e il Paese sta man mano scoprendo di essere xenofobo ed intollerante. Ogni immigrato è o un criminale o un potenziale criminale, argomentazione non supportata dalla realtà perché in Italia sappiamo tutti di avere un forte controllo del territorio, da nord a sud, da parte delle organizzazioni mafiose.

Se il problema dell’immigrazione non si affronta con responsabilità ed efficacia a livello europeo e internazionale l’Italia potrebbe ritrovarsi a dover affrontare problemi di sicurezza nazionale simili a quelle che hanno portato alle rivolte di Parigi nel 2005/2006. L’Italia rischia di entrare in un periodo di turbolenze sociali. Sull’immigrazione occorre riflettere con molta profondità senza pregiudizi e con soluzioni ampiamente condivise. Una cosa è certa, alla catastrofica situazione attuale occorre porre rimedio al più presto possibile. Pensiamo solo per un attimo se al loro posto ci fossimo noi o i nostri familiari.

 

 

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