mercoledì, Ottobre 20

Immigrati cubani: la soluzione dell’America centrale Dopo lo stop in Costa Rica, gli immigrati cubani potranno continuare il loro viaggio

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In realtà gli Stati Uniti hanno dichiarato già nel dicembre 2015 che, vista la propria legislazione interna, gli immigrati che si presenteranno alla frontiera col Messico e che avranno tutti i requisiti necessari per il visto saranno accolti. Il vero problema, però, è stato sollevato da Tomás Regalado, Sindaco di Miami, città che ha già accolto gli immigrati giunti dal mare e che attende molti arrivi anche dal Messico, che ha dichiarato che non potrà più dare ospitalità a nessuno se lo Stato non stanzierà dei fondi ad hoc e non creerà un piano di accoglienza a livello nazionale. Anche le organizzazioni di volontariato della Florida, che fino ad ora si sono occupate di molti cubani soprattutto arrivati dal mare, sostengono di non poter fare nulla di fronte alle quasi 8000 persone che arriveranno dalla Costa Rica. Gli USA dovranno quindi trovare una soluzione ed organizzarsi per accogliere un numero altissimo di immigrati che, se il progetto varato dai Paesi dell’America centrale funzionerà, arriveranno molto presto.

Seppur informato che il primo gruppo di 180 immigrati ha intrapreso il suo viaggio partendo dalla Costa Rica martedì scorso, il Governo statunitense sembra non aver nessun piano pronto riguardo l’accoglienza. Allo stesso tempo, però, come dichiarato da Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, non c’è l’intenzione di cambiare la legge vigente riguardo all’immigrazione proveniente da Cuba. In pratica gli americani sembrano non voler cambiare una norma che sta provocando ingenti flussi migratori, oltre alle molte vittime, ma allo stesso tempo danno l’impressione di non voler cercare una soluzione per gestire questi flussi. Al contrario, alcuni Paesi minori del Centro America stanno subendo le conseguenze di una legge varata da qualcun altro, probabilmente senza pensare agli esiti a cui avrebbe portato, e si sono impegnati per trovare una soluzione alla crisi creatasi.

Se il primo trasferimento di prova dalla Costa Rica andrà a buon fine, gli Stati Uniti, volenti o nolenti, saranno obbligati a far fronte alle proprie responsabilità. Il rischio è di non far cessare l’ormai celebre crisi degli immigrati cubani, ma solo di spostarla un po’ più a nord. Una volta che il numero di immigrati entrati negli USA nel giro di poche settimane diventerà sostanzioso, il problema non sarà solo quello dei luoghi dove alloggiare queste persone, ma si porranno anche le istanze di sicurezza e di controllo. A quel punto l’America Latina avrà risolto i propri problemi, mentre quella del Nord sarà soltanto all’inizio. E’ quindi auspicabile che in questi giorni gli Stati Uniti prendano più sul serio questo tema ed inizino a creare un piano nazionale efficace.

 

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