martedì, Settembre 28

Il volontariato del ‘cuore’ in cardiologia Un esempio è quello del Centro Cardiologico Monzino dove partirà a Settembre un servizio di volontariato post dimissioni per scompensati gravi. Si offre un servizio ‘aumentato’ e di sostegno nella fruizione, ‘vestendo’ le ottime prestazioni con un ottimo servizio percepito dal paziente. Tutto questo a costo zero

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Dire che il volontariato in sanità è importante e funzionale è una quasi banalità. Allora è utile fare qualche esempio e, specificatamente, in cardiologia. Per uscire dall’agiografia del volontariato.

Googlerando e facendo altre ricerche, si trovano alcuni riferimenti internazionali alle cliniche cardiologiche inserite nella classifica stilata da ‘Newsweek’, relativa ai ‘World’s Best Specialized Hospitals 2021’ – i migliori ospedali specializzati (in cardiologia) nel 2021. Tra gli ospedali e le cliniche in testa alla classifica, e ritenuti per questo ‘i migliori’ per il reparto di cardiologia, troviamo diverse strutture americane come la Cleveland Clinic (Ohio), la Mayo Clinic (Minnesota) e il Brigham and Women’s Hospital (Massachusetts). Tutte queste cliniche sono estremamente attente ai servizi offerti tramite i propri volontari ed esigono dagli stessi un impegno minimo settimanale (dalle 3 alle 4 ore per almeno sei mesi) al fine di garantire continuità alle prestazioni offerte. Una logica di servizio funzionale e non sporadicamente di solo altruismo.

Tra i servizi offerti per migliorare l’esperienza del paziente, troviamo in particolar modo attività di pratica artistica e culturale, attività spirituali e di meditazione, attività di nursing e di pet therapy. Inoltre, innovativa e particolarmente sviluppata nel Brigham and Women’s Hospital, ma discretamente diffusa in America, è l’offerta di un programma Reiki, una tecnica di rilassamento rivolta a pazienti, familiari e personale ospedaliero.

Per quanto riguarda l’area europea, sappiamo che, per esempio, in Inghilterra (riferimento Royal Brompton Hospital, London) come in Germania (riferimento Universitätsklinikum Heidelberg, Heidelberg), si pone attenzione all’amministrazione e alla raccolta fondi al fine di garantire un continuo miglioramento gestionale e tecnologico, grazie anche e soprattutto all’aiuto prezioso dei volontari. Diversamente, sappiamo che in Francia (riferimento Hôpital Universitaire Pitié Salpêtrière, Parigi), ad oggi, esistono più di duecento associazioni indipendenti e migliaia di volontari che quotidianamente affiancano il personale ospedaliero negli ospedali pubblici e intrattengono rapporti stabili con gli stessi allo scopo di migliorare il servizio genericamente offerto. Anche il modello svizzero (riferimento Istituto Cardiocentro Ticino) sostanzialmente ricalca il modello francese, con una moltitudine di associazioni e fondazioni autonome. Tra queste ultime, merita una menzione ad hoc la Fondazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, fondazione che raccoglie alcuni professionisti volontari che, grazie anche alle donazioni di privati cittadini e istituti di credito, aiutano i bambini cardiopatici nei Paesi che non riescono a far fronte al problema in autonomia.

E in Italia? I servizi di volontariato in cardiologia  sono un servizio ancora considerato accessorio in alcune realtà cardiologiche. Ci sono evoluzioni: per esempio, al Centro Cardiologico Monzino partirà a Settembre un servizio di volontariato post dimissioni per scompensati gravi. Il servizio dell’associazione ‘SOTTOVOCE’ sarà online e si vuole offrire sollievolaico’ per tutte quelle esigenze per le quali malato a domicilio è spesso in difficoltà. Oltre alla telefonata di rito per sapere ‘come va?’, si vuole intervenire per le esigenze amministrative, di sviluppo e assistenza per la tecnologia medica domiciliare, per accompagnare il paziente nella sua vita quotidiana a domicilio. Per ora tutto doverosamente con distanziamento sociale e ottemperando al principio di precauzione. Ovviamente non assistenza medica che compete ai medici ed agli infermieri, ma terapia di sollievo. Questi servizi sono una risorsa preziosa e ineliminabile all’interno di qualsivoglia ospedale. Quindi, oltre ai volontari che ‘dirigono il traffico’ all’accettazione e aiutano i pazienti (soprattutto i soggetti anziani o ipovedenti) a richiedere il corretto servizio ai ‘totem’, ai ‘fast pass’ per prendere il cosiddetto ‘numerino’,  evitando in questo modo inutili errori e inefficienze causate dalle attese in cerca di capire quale sia la prestazione da selezionare sullo schermo, si offrirà una sorta di consulenza di vita quotidiana. Conseguenza importante: sitagliano le code’. Tutto questo a costo zero.

L’impatto economico e sociale si affianca al consistente appoggio emotivo che un tale servizio può offrire. Ebbene, in ogni Paese del mondo, il volontariato è entrato a far parte della routine organizzativa dei migliori ospedali, come peraltro, abbiamo sottolineato all’inizio di questo articolo. Anche in cardiologia si offre un servizio aumentatoe di sostegno nella fruizione, ‘vestendole ottime prestazioni con un ottimo servizio percepito dal paziente.

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