martedì, Settembre 21

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Violino Gand Bernar -1879-

Il violino ottocentesco Gand Bernar’ del 1879, appartenuto alla musicista Teresina Tua e rubato nel 1988 dal Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, è stato rintracciato a Berlino. Ora è in corso una querelle legale con rogatorie e ricerche documentali tra la Procura italiana e quella tedesca per riportarlo nel nostro Paese.

Lo strumento appartenne a Teresina Tua, una delle più brillanti violiniste della seconda metà dell’Ottocento, che nel 1880, in occasione del Gran Premio Decerne, lo ricevette in dono dal Conservatorio di Parigi, e reca inciso il nome della musicista lungo i lati della cassa armonica. Il prezioso strumento musicale fu donato, insieme ad altri, al Conservatorio torinese quando la violinista decise di entrare in convento, e la donazione fu autorizzata nel 1948 da un decreto dal Presidente della Repubblica di allora, Luigi Einaudi. Custodito nella Galleria degli Strumenti del Conservatorio, nel corso di una ristrutturazione della facciata dell’edificio, sparì insieme ad altri oggetti.

Nel 2010, Antoine Saad, musicista egiziano residente in Germania, propose al Conservatorio la vendita di un violino Gand Bernardel per 30 mila euro e i rapporti tra il venditore e l’istituzione musicale durarono per un anno. Erano sorti, infatti, i primi sospetti sulla provenienza illegale del bene, confermati quando, Francesca Oldling, responsabile della Galleria degli Strumenti del Conservatorio, riconobbe, nelle istantanee mandate dal proprietario, il violino come quello a suo tempo trafugato.

Fu allertata la Procura, la quale indagò e venne a scoprire che lo strumento musicale era stato acquistato dal musicista tedesco attraverso il tramite di un antiquario torinese. Si cercò di interessare la Procura tedesca sul fatto che il Conservatorio torinese era il legittimo proprietario del violino e si aprì un’indagine per ricettazione.
In quel momento ad avere il violino non era più Saad, ma un musicista di origini italiane, Alessandro Cappone, che l’aveva acquistato da poco. Nella custodia dello strumento c’era una pubblicazione del Conservatorio torinese, in cui si diceva che il violino in questione era andato perduto a causa di un furto. Lo strumento venne allora sequestrato dalle autorità tedesche e iniziò l’intrigata querelle tra la Procura italiana e quella tedesca per il suo possesso.

Per ora Berlino ha rifiutato di restituire l’antico strumento musicale, sostenendo che esso non è oggetto di ricettazione perché la vendita è avvenuta in buona fede. Per le autorità italiane, invece, il violino è un bene inalienabile dello Stato italiano, quindi non può uscire illegalmente dall’Italia. Si è cercato di interessare al caso anche l’Avvocatura dello Stato perché avvii un’azione legale per il ritorno in Italia del violino.

Molti sono i casi di strumenti musicali trafugati e rubati in Italia, ma non solo.
Nel corso della Seconda Guerra mondiale dozzine di preziosi violini, inclusi i celebri Stradivari, Guarnieri e Amati, vennero prelevati dai nazisti come bottino di guerra dalle case dei musicisti che abbandonavano la Germania o erano deportati nei campi di concentramento. Queste informazioni emergono da note militari americane, da reclami post-Olocausto raccolti nell’Archivio Nazionale di Chicago, e da altri documenti tedeschi. Adolf Hitler e Alfred Rosenberg crearono una squadra speciale per la musica, la ‘Sondertab Musik’, nata nel 1940 e che continuò ad esistere per 5 anni, che aveva come compito la raccolta dei migliori strumenti musicali. I proprietari degli strumenti sottratti dai nazisti stanno ancora richiedono i risarcimenti allo Stato tedesco.
42 anni fa, un violino Matteo Goffriller del 1690, del valore di 300 mila euro, venne trafugato da una teca del Museo Baldassarre Romano di Termini Imerese. Il prezioso manufatto è stato ritrovato nel maggio scorso nella casa di un collezionista di Enna, riconosciuto grazie ad alcune macchie sulla custodia.  E’ il primo di cinque violini ritrovati dal Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Artistico, seguendo le orme degli strumenti scomparsi alla fine degli anni Novanta dal Conservatorio Bellini di Palermo. Tra questi oggetti trafugati c’era una collezione di 26 strumenti ad arco e a fiato, ceduta nel 1815 dai principi di Butera, di cui si era persa ogni traccia. La ricerca della refurtiva era iniziata nel 2012, dopo la denuncia fatta dal direttore Daniele Ficola, e aveva seguito due piste: una interna al Conservatorio palermitano e l’altra che vedeva gli strumenti trafugati per un furto su commissione e indirizzava gli investigatori oltre i confini nazionali. Gli altri quattro violini ritrovati dai Carabinieri sono di enorme pregio: un Nicolas Augustini Chappuy del 1759, un Israel Kaempffe und Sohne del XIX secolo, un violino italiano di scuola marchigiana del 1800 e un Casimiro Casiglia del 1833 ritrovato nella casa di un liutaio di Cremona.
Tre sono stati ritrovati in Sicilia e presto torneranno nelle sale dell’istituzione palermitana. Un’operazione straordinaria, difficile perché si tratta di furti datati nel tempo, di grande importanza in un momento in cui gli strumenti musicali sottratti illecitamente dalle istituzioni culturali abbondano, perché si tratta di oggetti di valore che passano attraverso le case d’asta e attirano non solo collezionisti privati, ma anche musicisti. La caccia al ritrovamento di tali tesori da parte delle forze dell’ordine si è perciò intensificata.
Anche la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana ha denunciato, nel maggio scorso, la scomparsa di due strumenti a percussione, oltre a 40 sedie dell’orchestra. La stessa istituzione fu vittima di un mega furto nel 2006: nella notte sparirono 4 contrabbassi con gli archetti, un corno, 2 trombe, 4 violoncelli, tra i quali un ‘Marcolongo’ da 100 mila euro e un’arpa da 70 chilogrammi, il tutto per un valore totale di 350 mila euro. Nessuno strumento è ricomparso dopo il furto.

Abbiamo intervistato sul violino di Teresina Tua Valentino Castellani, attuale Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi a Torino.

Come mai il violino Gand Bernadel della musicista Teresina Tua fu rubato nel 1988 dal Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino?
Io nel 1988 non ero in Conservatorio, sono stato eletto Presidente da meno di un anno. Dalle indagini e da quello che abbiamo saputo dalla Procura della Repubblica, che ha chiuso le indagini, non si è capito esattamente come il violino sia stato trafugato dal Conservatorio. Quattro anni fa dalla Germania una persona si è fatta viva con il Conservatorio, chiedendo ai responsabili dello stesso, Direttore e Presidente di allora, se erano interessati ad acquistare un violino di cui si mandava una fotografia. La professoressa allora responsabile della Galleria degli Strumenti del Conservatorio, Francesca Oldling, ha immediatamente riconosciuto il violino come quello trafugato appartenuto a Teresina Tua. Così è stata di nuovo allertata la Procura della Repubblica e, facendo tutta una serie di indagini, si è capito che questo violino era transitato probabilmente attraverso il negozio di un antiquario torinese, e poi era stato acquistato da un tedesco. Per farla breve, la nostra Procura è riuscita interessare la magistratura tedesca e questo strumento al momento è ancora sotto sequestro in Germania: la responsabile della Galleria degli Strumenti del Conservatorio, ancora prima che io ne fossi il Presidente, era infatti andata in Germania con le fotografie in suo possesso e così è riuscita a dimostrare che il Conservatorio era il legittimo proprietario di questo violino. In attesa che si concluda la vicenda, la magistratura tedesca ha messo sotto sequestro il violino. La situazione attualmente è la seguente: la Procura di Torino ha chiuso le indagini, ha scoperto alcuni dei responsabili, uno dei quali è tedesco, quindi non ha competenza sulla questione, in quanto i reati ad essa legati sono ormai prescritti e la magistratura italiana non ha più strumenti per intervenire. La magistratura tedesca evidentemente deve valutare il caso e non si sa se i reati che sarebbero stati commessi al riguardo sono perseguibili in quel Paese. In parole povere, l’unica strada che oggi è percorribile è quella legata alle diplomazie dei due Paesi, perché trattandosi di un bene di proprietà dello Stato italiano (dal momento che il Conservatorio è un ente che dipende dal MIUR e quindi statale) il violino è pubblico. Tra i due Paesi c’è un accordo su questo terreno, ma bisogna che si muova la diplomazia e che questo violino venga restituito attraverso vie non giudiziarie, a meno che non sia la magistratura tedesca a deciderlo, e di questo non si può ancora sapere nulla.

Avete altri casi di oggetti trafugati?
Per quello che io ne so, risponderei di no, è l’unico caso, almeno in anni recenti.

Dopo la denuncia si chiede una rogatoria internazionale e nel febbraio del 2013 si rintraccia lo strumento a Berlino nelle mani di un altro musicista, di origine italiana, Alessandro Cappone, che lo ha acquistato da poco. Il musicista non poteva non sapere che lo strumento era di dubbia provenienza, visto un documento con la pubblicazione del Conservatorio in cui si dice che il violino di Teresina Tua è andato perduto, nella custodia dello strumento stesso. Come mai il musicista ha acquistato lo stesso questo strumento, pur avendo tutte le prove della dubbia provenienza?
Questa è la cosa più singolare di tutta la vicenda, e anche la magistratura, da quello che noi abbiamo saputo, non è riuscita ad approfondirla nei dettagli. Il fatto strano è che la persona che possedeva il violino era in possesso di questa piccola guida, un librettino di una dozzina di pagine, che descrive gli strumenti presenti nella Galleria degli Strumenti al Conservatorio. Il contatto che Antoine Saad ha avuto con il Conservatorio nel 2010 era quello di una persona vicina, e a conoscenza del fatto che il violino potesse interessare all’istituzione musicale stessa. Naturalmente la persona che ha contattato il Conservatorio non ha rivelato questo particolare, che si è poi scoperto successivamente. Resta il sospetto che questo fatto non sia stato approfondito, o non si sia riusciti a farlo fino in fondo, e che comunque un legame con qualcuno in Italia ci sia stato, perché altrimenti come faceva questa persona ad avere questo librettino, come segnalazione di un interesse del Conservatorio alla cosa?

Lo strumento viene sequestrato dalle autorità tedesche e inizia una querelle tra la procura italiana e quella tedesca sulla sua collocazione. Berlino si rifiuta di restituire il violino perché la vendita dell’antico strumento è avvenuta in buona fede e per tanto non sarebbe, secondo i tedeschi, ricettazione. Lei crede a questa buona fede?
È una bella domanda, alla quale non è facile dare una risposta. In questa catena di transazioni, è chiaro che il primo anello della catena è sicuramente quello di una persona consapevole di compiere un reato. Man mano che questa catena si allunga, è anche plausibile che qualcuno possa alla fine protestare la propria buona fede, anche se io credo, sebbene non sia un tecnico o un esperto di queste cose e del mercato, che quando una persona si trova in mano uno strumento di un certo valore, non può non cercare di tracciarne la provenienza, il percorso storico e quali passaggi ha fatto. Credo sia plausibile pensare che qualcuno possa avere agito in buona fede, o non tanto alla malafede, quanto a una leggerezza, o a una valutazione non attenta di quello che è successo.

Chi potrebbe essere interessato a questo strumento antico e perché è così importante dal punto di vista culturale?
Dal punto di vista culturale è importante perché la violinista che lo possedeva, Teresina Tua, era una musicista torinese, che quindi appartiene alla storia musicale di quella città. Noi del Conservatorio siamo interessati non solo perché è nostro patrimonio, nel senso che apparteneva a questa istituzione musicale e veniva suonato, come si fa con tutti gli strumenti antichi, pur se in occasioni rare e particolari, ma anche perché appartiene alla storia musicale della città. Credo che nel suo piccolo il violino non è certo un quadro di Leonardo, ma appartiene comunque al patrimonio culturale del nostro Paese. Quello che noi faremo sarà interessare il nostro Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Mi auguro che le nostre autorità si muovano con la dovuta determinazione.

 

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